Manovra, Cgil: «in Abruzzo situazione drammatica». Il 25 sciopero generale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «I tagli imposti dalla manovra rischiano di azzerare il bilancio regionale».


E' la preoccupazione del segretario generale di Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, a fronte di una manovra correttiva che «produrrà dei tagli di almeno 300 milioni di euro nel biennio 2011-2012 con 50 milioni in meno solo nei settori traporti».
Una situazione che, a detta dei vertici della Cigl, «rischia di produrre disoccupazione e di non consentire investimenti».
Nell'ultimo anno, a livello regionale sono cresciute anche le ore di cassaintegrazione, passando da 12,6 milioni a 13,6 milioni.
«In Abruzzo - ha detto ancora Di Cesare - c'é da fare i conti con il 12% di disoccupati e il 9% di cassintegrati, che produce il 14% di persone non attive al momento».
Di Cesare è critico anche sul fronte investimenti.
«Si parla di un masterplan industriale di 1,7 miliardi di euro - ha aggiunto - ma allo stato attuale nessuno degli investimenti è stato attivato. Stessa cosa dicasi per i 6 miliardi che lo Stato mette a disposizione per le infrastrutture dei trasporti regionali e interregionali. Al momento - ha sottolineato - tutti i fondi sono fermi al Cipe».
il nodo principale, secondo Di Cesare, affiancato dal segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti, è quello della ricostruzione.
«Nonostante L'Aquila rappresenti il cantiere più grande d'Europa - spiega - il monte salari nell'edilizia è sceso anche nel 2009».
Per queste ragioni la Cgil ha indetto per il prossimo 25 giugno uno sciopero generale. La manifestazione si svolgerà a L'Aquila.

23/06/2010 16.30