Ultimatum di Mastromauro su emendamento recinzioni e ospedale Giulianova

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Recinzioni sul mare. Il sindaco Mastromauro: «Una vergogna! Come rappresentante dell'Anci chiedo la revoca immediata dell'emendamento». * ANCHE SINDACO VASTO, AMBIENTALISTI E RC CHIEDONO ABROGAZIONE LEGGE
 
«E' una vergogna». Così Francesco Mastromauro, nella duplice veste di sindaco di Giulianova e di delegato regionale dell'Anci per le questioni demaniali e turistiche, definisce l'emendamento del PdL, riproposto e approvato in Consiglio regionale, che consente di sanare le recinzioni degli stabilimenti che non si sono adeguati  alla normativa vigente.
«Un emendamento – aggiunge il sindaco – che va a colpire il demanio marittimo recando grave pregiudizio alla salvaguardia paesaggistica, e che è uno schiaffo a tutti quei balneatori abruzzesi che hanno rispettato le leggi. Oltretutto è appena il caso di ricordare che già la Giustizia amministrativa si era espressa dando torto a coloro che avevano violato i divieti consacrati nel Piano demaniale marittimo».
Per il sindaco Mastromauro, di ritorno da un incontro tenutosi ieri nella sede pescarese della Regione riguardante la regolamentazione del Demanio Marittimo, si tratta di una scelta dagli effetti devastanti, perchè, dice, «gli stabilimenti diverranno dei fortilizi, con recinzioni alte fino a 1 metro e 80 chiudendo il mare alla fruibilità e alla vista di cittadini e turisti. Senza poi dire che questo provvedimento, come pure ha sottolineato il presidente dell'Anci Abruzzo Antonio Centi, è anche oggettivamente inaccettabile  sul piano del metodo dei rapporti tra la Regione ed i Comuni costieri, che rivendicano una loro autonomia decisionale. Una scelta tanto più grave se si considera che l'emendamento è stato votato malgrado da mesi sia in atto un positivo rapporto con l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio in relazione al Piano Demaniale Marittimo regionale».
A questo punto il sindaco, come primo cittadino di Giulianova e come rappresentante dei 19 comuni costieri ricompresi nell'Anci chiede che il consiglio regionale, nella prima seduta utile,  revochi l'emendamento «dannosissimo per l'ambiente e per gli operatori, restituendo così anche la dovuta centralità decisionale alle municipalità».
In caso contrario «ribadisco con forza ciò che ho avuto modo di dichiarare nell'incontro di Pescara», continua Mastromauro, «alla presenza delle associazioni ambientaliste, dei rappresentanti dei balneatori e dello stesso assessore Di Dalmazio, e cioè che l'Anci non parteciperà al tavolo di lavoro sul Piano Demaniale regionale».
 
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Ma ad agitare il primo cittadino di Giulianova ci sono anche i tagli al nosocomio.
«E' dal fatidico 5 febbraio, giorno in cui l'assessore regionale Venturoni prese parte al Consiglio comunale giuliese assicurando che il nuovo ospedale sarebbe stato realizzato, che continuiamo ad avere notizie contrastanti», spiega Mastromauro.
In questo caso il primo cittadino interviene con decisione a difesa dell'ospedale giuliese, anche nelle sue vesti di componente del Comitato ristretto dei sindaci.
«Si parla di riorganizzazione, di accorpamenti. Ma qui – continua il sindaco -  mi sembra che si sia intenzionati a chiuderlo, questo nostro già martoriato ospedale. Che, vorrei rammentarlo, serve un comprensorio ampio e densamente abitato, con una popolazione, peraltro, che in estate aumenta esponenzialmente. La nostra collaborazione – aggiunge il sindaco - è ampia e franca, e continuerà ad esserlo. Ma né io né la nostra gente siamo disposti a farci prendere per il naso. Se le cose non miglioreranno, se le promesse non verranno onorate, io metterò in atto iniziative eclatanti».
ACERBO: «ABROGAZIONE IMMEDIATA»

Abrogazione come unica soluzione anche per Rifondazione Comunista.
Il consigliere Maurizio Acerbo annuncia che il suo partito farà ostruzionismo «su tutte le proposte di legge del centrodestra, in Consiglio e nelle commissioni, fino a quando non sarà abrogata questa norma. Proponiamo a tutte le forze di opposizione di tenere questa linea di comportamento».
«E' intollerabile», continua Acerbo, «che nel 2010 in consiglio regionale il centrodestra continui a riproporre il vecchio metodo delle sveltine e dei blitz in aula. Di fronte a una norma così devastante riteniamo indispensabile la mobilitazione della società civile e degli enti locali».
Rifondazione ha raccolto le firme per richiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario a Pescara nel corso del quale verrà presentata una mozione che richieda l'immediata abrogazione della norma.
Acerbo invita inoltre tutti i consiglieri comunali delle città costiere a fare altrettanto «per esprimere in maniera forte e chiara l'esigenza di salvaguardare il demanio marittimo».

23/06/10 11.06

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ANCHE SINDACO VASTO CHIEDE ABROGAZIONE LEGGE

VASTO. S'infiamma anche a Vasto la polemica sulla legge di recente approvata dal Consiglio regionale che consente alle concessioni balneari, adesso non a norma, di mantenere recinzioni alte fino a un metro e ottanta centimetri.
Dopo le manifestazioni di protesta svoltesi la scorsa settimana a Vasto Marina e le prese di posizione di partiti politici e amministratori regionali, e' ora il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, a inoltrare una lettera aperta al presidente della commissione agricoltura, il vastese Antonio Prospero. «Caro presidente - c'e' scritto - vedo con piacere che ti sei smarcato dichiarando di non aver voluto firmare l'emendamento a favore delle recinzioni perche' non sei d'accordo con lo stesso. Mi sarei aspettato un tuo pronunciamento contrario al momento della votazione in Consiglio Regionale. Tuttavia questo non e' il momento delle polemiche, ma il momento di decidere come rimediare ad un provvedimento sciagurato. Ti prego, pertanto, di prendere in Consiglio Regionale l'iniziativa per abrogare la legge nell'interesse della citta' di Vasto e dell'intera Regione Abruzzo. Se e' vero che non hai voluto firmare, come da te sostenuto, e se e' vero che non eri e non sei d'accordo, proponi una legge abrogativa da portare avanti e sostenere con forza insieme ai consiglieri regionali del centrodestra e del centrosinistra che mi hanno manifestato il loro dissenso verso una norma potenzialmente devastante della bellezza della nostra costa».
Stesse perplessità sono state avanzate anche da Wwf, Marelibero, Italia Nostra, Marevivo, Legambiente.
«Ci fa piacere», dicono le associazioni, «che l'assessore si sia reso conto della portata devastante di questo provvedimento che precluderà la vista mare e ridurrà drasticamente gli accessi all'arenile, avvalorando l'idea della spiaggia come proprietà privata e non come bene comune, ma riteniamo che la norma in questione non sia emendabile».
Le associazioni ambientaliste ribadiscono la necessità di «un percorso partecipato e condiviso da tutti nella revisione del  Piano Demaniale Regionale che per la sua complessità non può essere emendato a “pezzi” secondo le convenienze politiche del momento,  e per di più di parte».
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