Ripascimenti, il Pd chiede altri soldi alla Regione

Alessandro Biancardi

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Ripascimenti, il Pd chiede altri soldi alla Regione
ABRUZZO. Se le mareggiate continuano a mangiare chilometri di sabbia e i ripascimenti effettuati hanno avuto effetti benefici inutili, si continua a discutere se sia opportuno continuare a buttare soldi a mare.
Il fatto è che da due giorni il maltempo è tornato sulla nostra regione: temporali quasi estivi, cioè violenti e mare agitato dal vento forte.
Risultato: spiagge mangiate ed erose con i problemi di sempre che tornano a galla. Per di più a stagione turistica partita.
Fin qui tutto normale e “naturale” se non fosse che la gran parte della erosione è dovuta all'opera di cementificazione dell'uomo (porti e barriere frangiflutto, dighe e moli…).
Inoltre da sempre la Regione Abruzzo, con pessima pratica che si verifica anche altrove, butta a mare milioni di euro per i cosiddetti ripascimenti, lavori inutili che servono ad appaltare e a spendere. Così ancora una volta (ma tanto è inutile) bisogna constatare che i lavori appena fatti sono stati già vanificati dalle correnti e dall'azione del mare. L'ultima parte dei lavori è costata 21 milioni di euro terminata a metà maggio. Eppure il 17 maggio già si doveva constatare che gli effetti benefici dei lavori erano svaniti in molte zone. Lo scorso mese di gennaio, tuttavia, in anticipo sui nuovi lavori ma con un ritardo secolare, ci siamo permessi di scrivere un articolo che stimolasse alla riflessione sulla impossibilità di porre un freno alle maree.
L'assessore di Paolo tuttavia rispose che i ripascimenti non sono affatto inutili. C'era anche qualche studioso che da anni critica queste metodologie che addirittura creerebbero anche danni.
Eppure le mareggiate non sono affatto imprevedibile, infatti si ripetono dalla notte dei tempi.
Siamo certi che tra breve arriverà la solita risposta in burocratese che proverà a confutare la realtà e a convincere qualcuno che i lavori sono stati molto utili.
Poi tutto proseguirà come sempre.
Eppure l'evidenza resta, evidenza di soldi buttati in piena crisi economica.
Ma di soldi se ne chiedono ancora perchè i danni sono visibili lungo tutta la costa, specie quella teramana già affollata di turisti.
«E' chiaro», dice il consigliere regionale Pd, Giuseppe Di Luca, «però, che non è più eludibile il tema di affrontare l'erosione delle coste in maniera strutturale, piuttosto che con piccoli provvedimenti temporanei come l'ultimo ripascimento che rischia di spazzare via tutto alla prima mareggiata, lasciando gli operatori in uno stato di grande difficoltà e probabilmente spendendo in maniera non efficace le poche risorse a disposizione».
«Spero che questa maggioranza regionale sia sensibile alle istanze di tutte le associazioni di settore riguardo la richiesta di allocazione di risorse per il contenimento dell'erosione nei fondi Fas (circa 850 milioni di euro a disposizione della Regione Abruzzo)», ha aggiunto, «sarebbe sufficiente che chi governa questa Regione dedicasse appena il 5 per cento del totale dei fondi per un settore, quello del turismo, determinante per il rilancio della Regione Abruzzo. I fondi Fas non risultano ancora approvati dal Governo nazionale, pertanto se la Regione volesse sarebbe ancora in tempo a stanziare questi soldi visto che questa proposta fino ad oggi non ha trovato accoglimento ma che la mareggiata di ieri ripropone il tema in maniera drammatica», aggiunge Di Luca.


22/06/2010 13.34