Condono edilizio in aree protette. Tancredi (Pdl):«ho firmato senza leggere»

Alessandro Biancardi

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Condono edilizio in aree protette. Tancredi (Pdl):«ho firmato senza leggere»
ROMA. «Forse non ho letto tutto bene», «se mi fossi reso conto, io non lo avrei firmato. Sarà ritirato», «ne abbiamo firmati a centinaia».
E' stato lungo ieri il pomeriggio del senatore teramano Paolo Tancredi, finito nell'occhio del ciclone per aver presentato un emendamento discutibile, insieme ai colleghi di partito Latronico e Picchetto Fratin.
A far scalpore ed a infiammare il dibattito politico (è dovuto intervenire anche Paolo Bonaiuti per assicurare che la proposta non sarebbe andata in porto e che il Governo si dissociava in toto) è stata la presentazione da parte del trio alla commissione Bilancio del Senato di un emendamento alla manovra (Tancredi primo firmatario) che chiede la riapertura del condono edilizio varato nel 2003 per gli abusi realizzati entro il 30 marzo 2010.
Una sanatoria che si sarebbe dovuta estendere anche alle aree protette perchè come si legge nel documento è chiaramente specificato «in aree sottoposte alla disciplina di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio».
Bocciata dai piani alti del partito i tre hanno avanzato un altro emendamento: riapertura dei termini per il condono fiscale del 2002 per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2008.
E' riscoppiata la bagarre e il Governo è dovuto intervenire nuovamente per prendere le distanze.
Questa volta è toccato al sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, smentire: «non accetteremo mai la riapertura dei termini per il condono fiscale e per quello tombale proposta nell'emendamento presentato da alcuni senatori».
E il pomeriggio di fuoco per il senatore Tancredi si è concluso in diretta con la trasmissione radiofonica di Radio24.
Nel corso dell'intervista Tancredi ha ammesso di aver probabilmente letto poco e male quello che ha firmato perchè, ha assicurato, nemmeno lui è favorevole alla propria proposta.
«È un emendamento che è stato presentato insieme ad altri cento», ha tentato di giustificarsi, «e che io non ho valutato, per essere sinceri....Stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) ci siamo accorti della abnormità di questo emendamento, è stato assolutamente un errore».
Il riferimento è alla parte che riguarda le aree protette ma sul condono edilizio, in generale, secondo Tancredi «si può aprire dibattito, vedremo alla luce delle esigenze finanziarie».
Come mai tanto interesse sui condoni, ha chiesto il giornalista Sebastiano Barisoni, «ci sono pressioni che vanno al di là dei conti pubblici?»
«Ci sono tantissime pressioni», ha ammesso Tancredi, «da più parti che non rispondono solo alle esigenze della finanza pubblica ma alle esigenze edilizie tout court...tantissime pressioni».
Tornando al condono che avrebbe interessato anche le aree protette il senatore ha ribadito che l'emendamento da lui firmato avrebbe avuto un «impatto catastrofico sul territorio».
«Ma chi lo ha scritto?», ha cercato di sapere il giornalista. «Sto cercando di accertarmene anche io», ha replicato l'esponente del Pdl. «E' una cosa che non ha nessun senso. Bisogna precisare che un condono così a maglie larghe non è mai venuto in mente a nessuno che io conosca. Ripeto...nella firma di centinaia di emendamenti è sfuggito».
Tancredi ha cercato di gettare acqua sul fuoco spiegando che «l'atteggiamento del governo di assoluta apertura, ha causato nelle ultime ore di giovedì e venerdì un assedio di proposte di emendamenti da parte di associazioni, parlamentari della Camera, portatori di interesse. Probabilmente qualcosa è sfuggito».
Sarà sfuggito anche qualcos'altro?
Tancredi ha ammesso che effettivamente anche qualche altra cosa è sfuggita e ha trovato un altro emendamento, firmato da lui, che non gli piace troppo. Ma niente di grave: «l'abrogazione dei commi sulla sospensione dei rinnovi dei contratti», ha spiegato in fretta senza scendere troppo in dettagli (che probabilmente nemmeno lui conosce).

22/06/2010 10.44

PASTORE: «NO AL CONDONO INDISCRIMINATO»

«Sono fermamente contrario ad un condono indiscriminato, soprattutto per quanto concerne le aree protette e i parchi nazionali e sono soddisfatto che siano stati immediatamente ritirati emendamenti di questo genere», ha commentato il senatore Andrea Patore.
«Bisogna però certamente snellire l'iter burocratico e soprattutto facilitare l'allineamento tra i registri immobiliari e l'effettiva realtà edilizia. Chi compie, ad esempio, degli interventi all'interno della propria abitazione dovrebbe avere maggiore libertà di azione. Considerando anche che il Piano Casa ideato dal presidente Berlusconi non è stato recepito in tante regioni e tanti comuni d'Italia bloccando di fatto un settore fondamentale quale quello dell'edilizia».
22/06/10 13.59

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