Sanità. Venturoni: «il risanamento è partito solo con noi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il risanamento della sanità abruzzese «è stato avviato solo da questo governo regionale: lo stesso che ha portato l'Abruzzo a raggiungere per la prima volta, il pareggio economico-finanziario». D’ALESSANDRO:«VENTURONI EBBE CONSULENZA PER REDIGERE PIANO CHE NON VENNE APPROVATO»

L'assessore alla Salute, Lanfranco Venturoni, classifica come solo di «facciata e mai operativa» la delibera n.354 del 24 aprile del 2008 che, in applicazione della legge 20/2006, procedeva al recupero di somme non dovute nei confronti delle cliniche private.
«Tante volte additata dal centro sinistra come la madre di tutte le delibere per il riordino del settore sanitario da meritarsi una pubblicazione sul Bura un anno dopo l'adozione, cioè nel marzo del 2009, nonostante l'Abruzzo fosse in fase di Piano di rientro, sottoscritto nel 2007 con i ministeri della Salute e dell'Economia per azzerare il deficit di bilancio».
«Malgrado questo - aggiunge Venturoni - quell'unico atto che avrebbe dovuto essere funzionale al contenimento dei costi viene pure dichiarato illegittimo ed annullato dal Tar nel 2010, dopo l'impugnativa delle cliniche private. Una bocciatura su tutti i fronti».
Altra legge «di cui il centro sinistra si fa vanto di buon esempio ma mai attuata dal governo regionale di centro sinistra - incalza l'Assessore - è la 32 del 31 luglio 2007 che fissa le regole per l'accreditamento e gli accordi contrattuali delle strutture pubbliche e private».
«Anche questa legge - aggiunge Venturoni – inizia a divenire operativa solo nell'ottobre 2009, in conseguenza della pubblicazione del manuale di autorizzazione ed accreditamento, ad opera del commissario ad acta, Gino Redigolo. Quindi - dichiara l'assessore - e' solo nel corso di quest'anno che si stanno ponendo in essere tutti i provvedimenti necessari per addivenire all'accreditamento istituzionale delle Strutture pubbliche e private».
Venturoni accenna poi al commissariamento.
«Va chiarito che, seppure in fase di piano di rientro, non necessariamente la Regione doveva subire la nomina di un commissario ad acta».
E' accaduto perché il Governo Prodi, in sede di monitoraggio di attuazione del Piano di rientro nel febbraio 2008, ha preso atto delle inadempienze della Giunta di centro sinistra, ed ha attivato la procedura prevista dalla normativa nazionale per le regioni inadempienti: nel settembre 2008 Gino Redigolo viene nominato commissario ad acta.
«Né la Sicilia, né la Liguria, anch'esse in piano di rientro, hanno avuto bisogno di una tutela commissariale».
Per Venturoni, «a leggere gli atti appare chiaro chi ha risanato e chi ha chiacchierato e mentito. Noi e solo noi abbiano cominciato l'attività di risanamento, riconosciuta dal Governo nazionale che, nel mese scorso, ha escluso l'Abruzzo dal novero delle regioni ancora inadepienti, escludendola da un ulteriore inasprimento fiscale. Un'azione di risanamento che lo stesso ministro Fazio ci ha pubblicamente riconosciuto».
17/06/10 13.40

D'ALESSANDRO:«VENTURONI EBBE CONSULENZA PER REDIGERE PIANO CHE NON VENNE APPROVATO»

«Venturoni ha la faccia tosta e continua ad arrampicarsi sugli specchi, dopo 15 mesi di inultilità da Assessore alla Sanità,pensi a lavorare e si occupi del disastro della sua gestione confusionaria e senza senso», commenta il capogruppo Pd, Camillo D'Alessandro.
«Se proprio vogliamo fare la storia di questa Regione», riprende D'Alessandro, «allora la racconto io una cosa che riguarda proprio Venturoni. Ormai a tutti è noto che nel periodo della Giunta Pace (2000-2005) il debito sanitario passò da 173 milioni di Euro ad oltre 2 miliardi di Euro,cioè il debito si è moltiplicato di oltre 11 volte. Quello era il periodo dei cinque cambi di assessore alla sanità e l'attuale vice coordinatore regionale del PDL era Presidnete della commissione sanità, il Senatore Fabrizio Di Stefano, giusto per capirci. In quel periodo e vado a Venturoni», spiega D'Alessandro, «il centro-destra non approvò nè piano di rientro, nè piano sanitario, nè piano di riordino però la giunta Pace pensò bene di affidare un incarico di consulenza all'allora Dott. Lanfranco Ventruroni per redigere proprio il piano sanitario regionale per una parcella, mi dicono, di circa 30.000 Euro, ma che non arrivò mai in discussione, ma la parcella venne pagata. Dove è finito quel lavoro, perchè non venne approvato ? Venturoni mica pensa di essere stato su marte. Sarebbe il caso di rileggere quelle sudate carte di Venturoni allora -conclude D'Alessandro - forse scopriremo che ipotizzava scelte che lui da Assessore non sta facendo. A volte è meglio tacere che cumulare brutte figure».
Venturoni dal canto suo si dice pronto ad un confronto pubblico con D'Alessandro

17/06/2010 18.22