Senatori contro Procura Pescara: scatta la quarta interrogazione al ministro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4649

 Senatori contro Procura Pescara: scatta la quarta interrogazione al ministro
SANITOPOLI. PESCARA. E' guerra aperta, come prevedibile, tra accusa e difesa sul processo Sanitopoli. Nel mirino dei contestatori le intercettazioni hot presentate dalla Procura (e inserite nel faldone dell'inchiesta già all'epoca dell'arresto dell'ex governatore).
Servirebbero, secondo l'ipotesi accusatoria avallata dal gup, a delineare il modus operandi della presunta associazioni a delinquere contestata nel processo ancora in fase preliminare.
Come spesso avviene quando un componente della politica nostrana è sul banco degli imputati, la politica tutta, in modo bipartisan, si compatta. Con Del Turco è successo molte volte.
Ieri 26 senatori della Repubblica italiana (compreso l'abruzzese Filippo Piccone del Pdl) [url=http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=488108]hanno protocollato una interrogazione[/url] (la quarta su Sanitopoli) al ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedere se non «ritenga che emergano dalla vicenda profili sufficienti ad attivare procedure di responsabilità disciplinari».
Duro l'attacco al procuratore capo Nicola Trifuoggi che viene accusato addirittura di aver passato alla stampa «i testi delle intercettazioni piccanti oggetto della lettura in aula».
Le indagini tuttavia sono terminate da quasi 8 mesi (visto che siamo all'udienza preliminare) ed i documenti contenuti nei 50 faldoni sono stati richiesti dall'esercito di avvocati (che hanno assistito all'udienza) e compressi in due comodi dvd.
E gli onorevoli rappresentanti della Repubblica pare che dimenticano pure che la legge bavaglio non é ancora passata.
Ma proprio la presunta lettura di quelle intercettazioni pruriginose, di cui ormai tutta Italia parla, non va giù ai 26 senatori (primo firmatario Campagna ma ci sono anche Francesco Rutelli, Marco Follini, Ombretta Colli e il prefetto Lauro) che parlano di «fatti privati estranei ai capi d'imputazione» e che avrebbero portato ad una «mortificazione della dignità dell'imputato non funzionale a raggiungere la prova della colpevolezza».
Ad ogni modo come ogni udienza anche la scorsa è stata registrata per trarne i verbali dai quali sarà facile leggere chi ha detto cosa.
«Se il testo dell'interrogazione parlamentare è quello che leggo sui giornali, dico solo, e senza polemiche, che contiene una serie di evidenti inesattezze», ha replicato il procuratore capo Nicola Trifuoggi all'Ansa, titolare dell'inchiesta insieme ai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.
«Sono molto sereno e sicuro del nostro lavoro. È un falso che io abbia dato dei documenti ai giornalisti, primo perchè non si tratta di un pubblico dibattito, ma di una camera di consiglio, nella quale possono partecipare solo avvocati e imputati. I quali avevano copie degli atti, quindi sapevano già del contenuto delle intercettazioni – prosegue Trifuoggi – Eppoi è stato Del Turco a violare il segreto del dibattimento, visto che ha detto a tutti i motivi del suo abbandono dell'aula, non la Procura».
Ma non è la prima, dall'inizio di Sanitopoli, che il procuratore Trifuoggi e i pm Bellelli e Di Florio finiscono nel mirino della politica ''che conta''. La prima interrogazione bipartisan arrivò a luglio del 2008, a pochi giorni dall'arresto di Del Turco.  A presentarla fu Giuliano Cazzola (oggi Pdl, ex socialista, ex sindacalista della Cgil e grande amico di Del Turco) che chiedeva lumi sull'isolamento al quale era stato sottoposto l'ex presidente della Regione.
Qualche giorno dopo ne arrivò un'altra firmata da 4 senatori del Pd 6 del Pdl, sempre indirizzata ad Alfano per chiedere se nell'ambito dell'inchiesta siano stati «violati diritti costituzionali individuali» e «se lo svolgimento della vita democratica della Regione non sia stato irrimediabilmente compromesso dai comportamenti della magistratura».
Passano i mesi e a gennaio 2010 ne compare una terza: primo firmatario sempre Cazzola e si accodano altri 5 senatori del Pdl e 6 del Pd. Viene tirato in ballo il famigerato verbale dei Nas e i rappresentati della Repubblica Italiana domandano se «la procura di Pescara abbia omesso di svolgere alcune indagini vista l'ampiezza dei movimenti bancari di Angelini e famiglia».
I senatori avevano chiesto anche una ispezione del ministero.
Una ispezione poi caldeggiata anche dalla stessa procura che respingeva nettamente le accuse di «una campagna di delegittimazione nei confronti dell'operato dei magistrati titolari del procedimento».

a.l. 17/06/2010 12.14

DEL TURCO: «VIOLAZIONE DEL SEGRETO DI INDAGINE

«Le dichiarazioni rese dal Procuratore Trifuoggi addebitano nientedimeno che al sottoscritto la propagazione di notizie relative al contenuto 'piccante' di alcune mie conversazioni telefoniche»: è la replica di Ottaviano Del Turco al pm di Pescara Nicola Trifuoggi fonrita sempre all'Ansa.
Del Turco, in una nota, si limita «a sottolineare come la notizia di una possibile produzione suppletiva di indagini relative alle telefonate "piccanti" viene data dalla stampa, e su siti internet, ritenuti sempre puntuali ed attendibili quando riferiscono delle iniziative processuali della Procura, già pochi giorni dopo l'inizio del processo, ed ancora la mattina dell'udienza, quando cioè quella notizia non poteva che essere nota alla sola Procura della Repubblica di Pescara. La quale dunque, se non è stata la fonte di tali notizie riservate, avrebbe il dovere di aprire una indagine per accertare chi si sia reso responsabile di questa violazione del segreto di indagine».

DEL TURCO PARLA DI PDN?

Se l'ex governatore si riferisce per caso alle notizie pubblicate in tempo reale lunedì mattina giorno dell'udienza da PrimaDaNoi.it, (non fa mai espressamente il nome del quotidiano on line, dunque il dubbio rimane) non corrisponde al vero che quei documenti erano a conoscenza della sola procura. Come si legge nell'articolo di quella mattina, e mai modificato ma visibile a tutti, infatti, è stato chiaramente specificato che le poche notizie che trapelavano in merito a quanto stava accadendo nel corso dell'udienza a porte chiuse sono emerse [url=http://www.primadanoi.it/notizie/27052-Nuova-polemica-su-intercettazioniTelefonate-hot-nel-faldone-l-ira-di-Del-Turco]tramite chi ha assistito direttamente all'udienza[/url]. D'altronde c'erano altri giornalisti e la notizia che noi abbiamo pubblicato subito era arrivata anche a loro con le medesime modalità tant'è che anche le agenzie ed i tg di quel giorno ne hanno parlato.
E' bene comunque ricordare ancora che gli atti di cui parla Del Turco non sono più coperti da segreto istruttorio (e quindi non c'è alcuna violazione del segreto di indagine, come lui sostiene) dal deposito di chiusura indagini, e cioè dal 7 novembre 2009, e che le intercettazioni 'piccanti' non fanno parte delle indagini supplettive prodotte nell'udienza di lunedì, come si continua a dire, ma erano negli atti depositati e a disposizione di tutti i legali che ne hanno fatto richiesta.


a.b. 17/06/2010 15.42

SOLIDARIETA' ALLA PROCURA DI ACERBO E SAIA

«Per l'ennesima volta ci tocca esprimere la nostra solidarietà alla magistratura pescarese e, in particolare, al procuratore capo Nicola Trifuoggi oggetto di costanti attacchi da parte di esponenti politici nazionali e parlamentari». Lo scrivono Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC e Antonio Saia, consigliere regionale PdCI.
«Sorprende», dicono, «la superficilità con cui vengono espressi giudizi, emanate sentenze di assoluzione a mezzo di tv e stampa, lanciate accuse con interrogazioni parlamentari che poi evaporano nell'inconsistenza. Ogni scusa è buona per tentare di delegittimare un'inchiesta scomoda che ha scoperchiato un malaffare che ha coinvolto trasversalmente centrodestra e centrosinistra, compreso un parlamentare in carica come Sabatino Aracu. I continui maldestri attacchi contro la Procura di Pescara hanno solo l'apparenza di un'ispirazione garantista e il florilegio di dichiarazioni e interrogazioni appare ispirato più dalla solidarietà di Casta che dalla conoscenza delle vicende oggetto dell'inchiesta. Sorprende che esponenti di primo piano del PD partecipino a questa campagna che, giova ricordarlo, fu proprio Berlusconi a inaugurare dichiarando subito dopo gli arresti e senza aver quindi potuto leggere neanche un documento che si trattava di un teorema».
18/06/2010 8.17




CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK