Allevatori e quote latte:«i problemi irrisolti ci stanno ammazzando»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Copagri Abruzzo dichiara lo stato di agitazione dei propri aderenti nel comparto zootecnico e lattiero caseario.

Dichiara di intraprendere «azioni di lotta a difesa degli interessi concreti di un settore che ha già dato e che aspetta risposte concrete dalle istituzioni e dalla politica».
Nel contempo l'associazione che raggruppa agricoltori e allevatori fa appello alle altre organizzazioni professionali agricole «per una più decisa azione, possibilmente unitaria, a difesa dell'intero comparto il cui rilancio è fondamentale per l'intera economia agricola di questa Regione».
Recenti sentenze del Tar, la relazione ministeriale sulle quote latte e le valutazioni dei carabinieri del Mipaaf, hanno sancito per l'ennesima volta le ragioni dei produttori.
Molte aziende tuttavia sono strangolate dall'incertezza del mercato con il prezzo del latte che non copre i costi di produzione, e dal gioco infernale rappresentato dai prelievi sulle quote latte i cui pagamenti, insostenibili, scatterebbero dal prossimo 30 giugno.
«Occorre sostenere chi ha già pagato», sostiene la Copagri Abruzzo, «pagare i premi Pac a chi ancora oggi non li ha ingiustamente percepiti ed è assolutamente necessario procedere velocemente a ridisegnare nuove regole per il comparto a livello Nazionale ed Europeo. Insomma bisogna impedire che, ai consumatori, venga imposto di mangiare “prodotti” fatti con caseinati e nel contempo impedire la chiusura dei veri allevamenti che producono il buon latte italiano ed abruzzese».
Molte aziende nel frattempo hanno chiuso, molte altre si apprestano a farlo non per dinamiche di libero mercato ma a causa di un mercato falsato anche da truffe e regole capestro tra queste la Copagri enumera «le multe sulla cui legittimità non v'è certezza, la crisi di mercato e un prezzo che non copre più alcun costo disegnano un futuro assai incerto».
«Dalla Regione Abruzzo», continua l'associazione, «vogliamo sapere se vi è la volontà di salvare il patrimonio lattiero Abruzzese e se si vuole prospettare un futuro ai nostri allevatori. Non vorremmo che questi fossero le vittime predestinate dei giochi della politica. Politica che, giustamente, non ha ostacolato l'operazione di chiusura dell'annosa questione dei crediti Inps, politica che invece, secondo determinate convenienze, ha speculato e specula sulla questione latte. Noi vorremmo che i contenziosi del passato fossero chiusi e, in modo lineare, come abbiamo fortemente sostenuto la ristrutturazione dei crediti vantati dall'Inps oggi ci impegniamo per chiudere anche la vicenda delle quote latte. Il tempo delle parole e dello scarico di responsabilità è finito. E' tempo di decidere».

16/06/2010 12.27