Nuova polemica su intercettazioni.Telefonate hot nel faldone, l'ira di Del Turco

Alessandro Biancardi

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Nuova polemica su intercettazioni.Telefonate hot nel faldone, l'ira di Del Turco
SANITOPOLI PESCARA. Prosegue questa mattina al Tribunale di Pescara l'udienza preliminare sulle presunte tangenti nel mondo della Sanità davanti al Gup Angelo Zaccagnini.
Oggi è il turno dei pubblici ministeri Nicola Triguoggi, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli che potrebbero produrre nuovi elementi emersi nel supplemento di indagini.
Ne sarebbero emersi, infatti, di nuovi, raccolti nei mesi a disposizione degli inquirenti dopo gli arresto eclatanti del 14 luglio 2008. Potrebbe trattarsi di vere e proprie prove emerse soprattutto dalle ricognizioni bancarie e riferite ad alcune società che potrebbero aver avuto un vantaggio da certe operazioni.
Il calendario delle udienze è serrato e gli appuntamenti fissati si terranno ogni lunedì fino al 12 luglio per poi riprendere il 4 ottobre. Solo alla fine parleranno gli avvocati e si potrà proporre l'eccezione territoriale, data ormai per certa.
Gli stessi difensori hanno accolto con favore la decisione del giudice di far parlare per primi i pm così che la loro versione sarà più vivida nella mente di chi dovrà decidere.
Qualcuno, però, non ha gradito il fatto di dover discutere l'eccezione di incompetenza territoriale alla fine, nell'ultima udienza, poiché se accolta buona parte del lavoro svolto nelle precedenti udienze sarebbe vanificato Tanto valeva -dice qualcuno- anticiparla e continuare la discussione per i capi di imputazione di competenza del tribunale pescarese.
Quello della competenza territoriale è un punto nevralgico poiché ci sarebbero fondati motivi per ritenere che almeno una parte della inchiesta sia competenza del tribunale di Avezzano.
A questo punto sorgerebbero non pochi problemi logistici. Non ultimo il fatto che un nuovo pm debba studiarsi da capo, ed in poco tempo, gli oltre 50 faldoni dell'inchiesta per poter poi “resistere” alle difese ormai consolidate che da anni dominano l'argomento.
«Oggi è mio dovere ascoltare le ragioni della Procura e lo faccio con il rispetto necessario che porto nei confronti di un'istituzione dello Stato. Quindi sono qui ed ascolterò con molta attenzione», ha detto arrivando in tribunale l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, assente nella precedente udienza ma presente alla prima
Sull'eventuale probabilità che la Procura depositi atti suppletivi «non mi aspetto nulla - ha detto - non riesco a capire cosa possano essere, in ogni caso - ha concluso Del Turco - sono assolutamente sereno».
Del Turco ha poi aggiunto che in questi mesi ha avvertito «una diversità di toni da parte di Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd e dal senatore Giovanni Legnini, ma non basta - ha detto - per dire che il Pd in Abruzzo ha cambiato opinione, mi piacerebbe molto naturalmente, però questo non è più un problema per me perchè la genesi di questa storia la conosco, quindi so bene come è nata».
Sul suo ravvicinamento al Partito Democratico non ha voluto aggiungere nulla: «adesso dentro di me prevale l'aspetto della questione giudiziaria, devo cercare di risolverla - ha sottolineato Del Turco - il prima possibile perchè ho voglia di tornare a fare il mio lavoro, ho voglio di reimpegnarmi. L'Abruzzo non ha mai avuto tanto bisogno di gente che vuole lavorare per questa terra, io non farò più politica in Abruzzo perchè ogni storia comincia e finisce».
L'ex governatore abruzzese ha poi concluso: «non mi piace quando ci sono decisioni che vengono prese da altre parti che trascurano, peggio maltrattano, questa terra e ce ne sono un po' troppe in questo periodo»

14/06/2010 10.36

TELEFONATE «PRURIGINOSE» NEL FALDONE DELL'ACCUSA

L'udienza di questa mattina è iniziata con qualche minuto di ritardo e dopo circa 2 ore le cose vanno a rilento ma ci sono già i primi colpi di scena.
La parola quest'oggi è dell'accusa e sono emerse importanti novità. L'udienza è a porte chiuse e tutto quello che filtra dall'esterno viene raccontato da chi assiste direttamente all'udienza.
Sarebbero due i nuovi faldoni presentati dall'accusa che conterrebbero i risultati delle indagini: tutti elementi che i pm ritengono rilevanti al fine del processo.
Tra le novità alcune intercettazioni telefoniche e ambientali fatte a carico dei principali indagati.
Si parlerebbe di telefonate «pruriginose», «ad alto contenuto erotico», che sarebbero rilevanti dal punto di vista dell'indagine. Non questioni private, dunque, che in quanto tali non dovrebbero saltare fuori nell'ambito di un processo, ma strettamente connesse con le vicende giudiziarie.
Il protagonista delle intercettazioni che l'accusa ritiene importanti è un esponente di spicco di questa inchiesta e sarebbe coinvolta anche una pluri collaboratrice che avrebbe ricevuto incarichi molteplici nell'ex giunta Del Turco non solo, ipotizzano i pm, per il proprio curriculum.
Elementi rilevanti, dice sempre l'accusa, che proverebbero il legame preferenziale con una collaboratrice, selezionata non secondo le classiche trafile e con la quale l'indagato avrebbe avuto passioni comuni.

CHIODI ASCOLTATO?

Durante il suo intervento il pm Di Florio ha aspramente contestato l'atteggiamento di alcuni indagati che nel corso degli ultimi mesi si sono difesi nei salotti televisivi ma che avrebbero sempre taciuto davanti ai magistrati.
E' emersa infine la possibilità di inserire tra i testimoni anche l'attuale presidente di Regione, Gianni Chiodi, nonché commissario alla Sanità, a seguito di alcune dichiarazioni del governatore sulla sanità abruzzese, dopo gli arresti eccellenti e la sua nomina.
14/06/10 11.36

NEL FALDONE DEI PM INTERROGATORIO DI CHIODI

Alle 11 e 45 l'udienza è stata sospesa. Si prevede una pausa di 90 minuti.
I pm avrebbero depositato un nuovo faldone, e non 2 come detto in precedenza.
Tra le carte ci sarebbero anche delle intercettazioni ambientali che riguarderebbero il deputato azzurro Sabatino Aracu e due verbali: uno dell'interrogatorio del presidente Chiodi (che quindi è già stato sentito e non dovrà essere riascoltato) e uno dell'interrogatorio dell'ex commissario ad acta Gino Redigolo.
Tra le carte anche l'ordinanza di custodia cautelare di Vincenzo Maria Angelini, ex patron delle cliniche del Gruppo Villa Pini e grande accusatore di Del Turco.
Inoltre qualche difensore ha chiesto al gup Angelo Zaccagnini di rivedere la decisione di escludere la possibilità di citare come responsabili civili la Deutsche bank e la Barclays.
Il gup Zaccagnini si è quindi ritirato per decidere se accettare o meno questi nuovi elementi in mano all'accusa.
Per alcuni difensori degli indagati la consegna sarebbe però tardiva ma per il codice la deposizione è tardiva quando la discussione è già iniziata.
Dal momento che la discussione, nel caso specifico, non è iniziata le prove dovrebbero essere ammesse.
Cosa succederà adesso?
Nel caso in cui il gup desse parere favorevole alla richiesta dell'accusa gli avvocati difensori chiederanno probabilmente un nuovo termine per studiare le carte e l'udienza sarebbe nuovamente rimandata a data da destinarsi.
14/06/10 11.58

AMMESSE LE PROVE DELL'ACCUSA

Dopo due ore e mezza di sosta il gup Zaccagnini ha letto il dispositivo dell'ordinanza (3 fogli) e accettato di inserire tra i documenti del processo gli elementi supplementari presentati questa mattina dall'accusa. E' stata invece respinta la richiesta di citare come responsabili civili la Deutsche bank e la Barclays.
Ed emergono ulteriori dettagli sulle telefonate erotiche che il pool di pm ha ritenuto di inserire all'interno del processo e che vedrebbero protagonista l'ex presidente della giunta, Ottaviano Del Turco, e due donne che nel corso degli anni avrebbero ricevuto dei contratti di collaborazione con la giunta di centrosinistra.
Altre telefonate e intercettazioni riguarderebbero almeno altre due persone che si intrattengono in rapporti 'confidenziali' con due donne.
E si capisce già che sarà battaglia tra accusa e difesa perchè questa mattina i legali dell'ex governatore hanno detto chiaramente di non vedere di buon occhio l'acquisizione di questi documenti che, a loro parere, riguarderebbe la sfera privata dell'indagato.
Sarà quindi battaglia sull'opportunità o meno di mettere in rilievo questi fatti che comunque l'accusa ritiene rilevanti sotto il profilo penale.
Non si conoscono ancora le motivazione dei pm, se si possa profilare unicamente il reato di peculato (sms e chiamate erotiche venivano fatte dal cellulare della Regione) o se ci sia dell'altro.
I difensori si chiedono anche come mai queste telefonate, intercettate prima dell'arresto, siano state messe agli atti solo adesso.
I toni delle conversazioni che Pdn ha potuto apprendere sembrano espliciti, probabilmente troppo per poter finire sui giornali.
Altra questione riguarda invece il profilo di rilevanza pubblica dell'identità di quelle donne che oltre ad avere rapporti confidenziali con gli indagati avrebbero ottenuto anche incarichi.
14/06/2010 15.29

DEL TURCO ABBANDONA L'AULA: «DILEGGIO»

Come ampiamente previsto è scoppiata la bagarre per le telefonate e gli sms a sfondo erotico portate dalla procura in udienza preliminare.
L'ex presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ed uno dei suoi legali, l'avvocato Giandomenico Caiazza, hanno abbandonato l'udienza ma come ormai d'abitudine si sono concessi a dichiarazioni davanti a microfoni e telecamere.
«Interrompiamo la partecipazione ad un'udienza - ha spiegato l'avvocato Caiazza - in cui si parla di fatti privatissimi, dei quali non sappiamo ancora nulla. Noi accettiamo il confronto - ha proseguito l'avvocato - su fatti processuali, non su vicende private. Parliamo della discussione che ha avviato la Procura della Repubblica in relazione a circostanze di nessun rilievo processuale che attengono alla vita strettamente privata del presidente Del Turco. Ho rappresentato al giudice - ha proseguito l'avvocato Caiazza - la nostra indisponibilita' ad accettare questo piano del confronto processuale. Ci saremmo aspettati con un deposito di indagini suppletive che finalmente si fornisse qualche documento, uno straccio di prova di riscontro delle accuse di Angelini. Dobbiamo ascoltare pettegolezzi poco commendevoli: ci alziamo e ce ne andiamo. Quando il processo - ha concluso l'avvocato Caiazza - ritorna ad essere un processo noi ritorniamo qui».
Da parte sua l'ex governatore abruzzese, Ottaviano Del Turco, ha detto: «quando non si hanno molti argomenti per dimostrare un'accusa cosi' rilevante come quella che ci e' stata mossa si ricorre al dileggio personale».
Del Turco ha poi aggiunto: «pensavamo di ascoltare in questa circostanza, un racconto circostanziato delle indagini, dei soldi trovati, nulla di tutto questo. Abbiamo sentito - ha proseguito - un racconto che e' la riproposizione di tutte le testimonianze di Angelini, senza tenere conto di nulla, ne' del verbale dei carabinieri nel corso di questa inchiesta. Francamente - ha concluso Del Turco - questo ci sembra troppo».
14/06/2010 17.01

ORE 18: UDIENZA RINVIATA A LUNEDI' PROSSIMO

Come annunciato dal Gup l'udienza è stata rinviata a lunedì prossimo poco dopo le 18.
Al termine alcune rimostranze sono state sollevate anche dall'avvocato Giuliano Milia riguardo al calendario serrato.
Oggi in definitiva è toccato all'accusa mostrare le ragioni delle opportunità di un rinvio a giudizio degli indagati (perché solo di questo si parla al momento, il dibattimento, cioè il processo vero non è ancora iniziato).
Il procuratore Trifuoggi nel suo lungo discorso ha delineato a grandi linee le ragioni dell'accusa non disdegnando di approfondire e delineare i contenuti delle nuove prove a carico.
Proprio sulle intercettazioni nelle quali si ascolta Del Turco con due donne l'avvocato Caiazza ha sollevato le sue rimostranze abbandonando l'aula.
Ha poi continuato il Pm Giuseppe Belleli in particolare affrontando la prima parte dell'inchiesta e delle cartolarizzazioni.
Molti avvocati hanno mostrato numerose perplessità sulla opportunità di produrre le intercettazioni hot e molti non ne rilevano la rilevanza penale né il legame con i reati contestati.
Tutte eccezioni pure sollevate formalmente che però il gup Zaccagnini ha rigettato come ha poi confermato il procuratore Trifuoggi.
«Le eccezioni sono state sollevate ma il gup le ha respinte», ha detto, quanto poi all'abbandono di Del Turco il procuratore capo ha chiarito: «l'imputato ha il diritto di non essere presente, il suo difensore invece no. Evidentemente al difensore non piaceva che il pubblico ministero nella sua requisitoria facesse riferimento ad atti processuali che ci sono. Il pm- ha proseguito Trifuoggi- fa la sua discussione sulla base degli atti processuali che piacciano o meno agli imputati».

14/06/10 18.45

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