Comunità montane del Chietino: «no al piano regionale di riordino»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3106

CHIETI. I presidenti delle comunità Valsangro, Alto Vastese e Medio Vastese scrivono a parlamentari e amministratori locali per difendere il territorio e i suoi abitanti


In seguito alla delibera della giunta regionale sulla proposta di ridelimitazione degli ambiti territoriali delle comunità montane abruzzesi, i presidenti delle comunità montane Valsangro, Alto Vastese e Medio Vastese scendono in campo chiedendo che il riassetto degli enti montani nella provincia di Chieti avvenga in modo chiaro e trasparente.
L'istanza, già inviata alla II Commissione consiliare permanente abruzzese, senza alcun riscontro, è stata inoltrata nei giorni scorsi a tutti gli amministratori regionali e provinciali e ai parlamentari della provincia di Chieti, affinché tengano in considerazione le osservazioni e le proposte presentate dai rappresentanti dei tre enti montani, in ordine alla deliberazione regionale di riordino.
«L'iniziativa», spiegano gli ideatori, «si propone di portare alla luce i disagi provocati dall'esclusione di numerosi piccoli comuni del Chietino dai nuovi ambiti montani, così come previsto dall'attuale proposta regionale».
Osserva, poi, come i 10mila abitanti richiesti per la costituzione di una comunità montana «sia un criterio fortemente discriminante poiché penalizza quei centri dell'entroterra che, non godendo di cifre così corpose, sono costretti a rinunciare all'appartenenza a un ente di riferimento che li solleverebbe dalla condizione di disagio economico e sociale».
«Disapprova», inoltre, che l'altitudine media dell'intero territorio montano sia criterio di valutazione per la creazione di una comunità, «poiché l'elemento indicativo e di maggior rilievo è, al contrario, l'altezza del singolo capoluogo comunale».
E ancora il progetto regionale «non prende affatto in considerazione la marginalità di alcuni comuni i quali, uscendo dalla rete delle comunità esistenti, avrebbero ancora poca vita in termini di servizi».
«La nostra proposta – dichiara Arturo Scopino, presidente della comunità montana Valsangro – si inserisce nella necessità di riconsiderare le modalità di accesso ai nuovi enti. Per tale motivo abbiamo ritenuto doveroso, in seguito al silenzio della Commissione regionale, presentare pubblicamente il nostro progetto che rispecchia
perfettamente le esigenze del territorio e dei suoi abitanti, sempre in linea con quanto già approvato dalla provincia di Chieti».
I presidenti delle comunità montane Valsangro, Alto Vastese e Medio Vastese, particolarmente colpite dal provvedimento regionale in itinere che ne dichiara lo scioglimento poiché composte da comuni che non hanno un'altitudine media territoriale superiore ai 500 metri sul livello del mare, chiedono quindi che vengano istituiti, sull'intero comprensorio chietino, tre enti: la comunità montana dell'Aventino, composta da comuni ex comunità montane Maielletta e Aventino Medio Sangro, con l'esclusione del comune di Pennadomo; la comunità montana del Sangro, formata da paesi che appartenevano alle comunità montane Medio Sangro e Valsangro oltre al comune di Pennadomo, eccetto quello di Atessa; la comunità montana del Vastese, composta da comuni ex comunità montane Alto Vastese e Medio Vastese, esclusi Cupello, Gissi e Scerni.
Prospettano inoltre che vengano reinseriti tutti i paesi con popolazione fino a 3000 abitanti, così come avvenuto nella provincia di Pescara.

14/06/2010 9.38