Un documento rivela: nel 2006 la Regione ha sforato il patto di stabilità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha sforato il patto di stabilità 2006. Una notizia tecnica che però può avere una serie di ripercussioni di vario genere e tutte di grande interesse pubblico.
Intanto è curioso che il maggiore ente locale riesca a tenere segreta la notizia per quasi quattro anni. Eppure da qualche parte deve anche risultare ed essere scritto, probabilmente nei bilanci del 2007 e seguenti. La notazione non è affatto un particolare di secondo piano perché vincola molto severamente il tipo e la quantità di spese da poter effettuare.
In caso di sforamento, infatti, la legge infligge parametri più rigorosi della spesa.
Senza entrare nei tecnicismi basta sapere che il patto di stabilità è il limite massimo che gli enti locali devono rispettare nelle spese.
Se si sfora, la cinta viene stretta ulteriormente con divieti tassativi per il successivo esercizio economico.
Concorrono al raggiungimento o sforamento del patto di stabilità tutte le spese correnti, meno quelle del personale e del Servizio Sanitario.
Per esempio le spese di consulenza possono portare allo sforamento, così come le spese di rappresentanza o l'acquisto di beni e servizi.
Ora il documento del quale è entrato in possesso PrimaDaNoi.it parla chiaro.
A firmarlo è il dirigente Carmine Cipollone ed è stato protocollato il 3 novembre 2009. Il passaggio che interessa sono le ultime due righe dove si dice chiaramente che il patto di stabilità non è stato rispettato per il 2006.
Ad una successiva richiesta di chiarimenti su quali e quante spese hanno comportato lo sforamento lo stesso dirigente spiega che «i dati relativi al patto di stabilità riguardano importi finali complessivi e non singoli pagamenti o impegni. Non sono definibili pertanto voci che hanno determinato il mancato rispetto del patto di stabilità per l'esercizio finanziario 2006. Cordiali saluti».
Insomma impossibile capire come e perché si sia arrivati ad un tale risultato negativo e poco noto finora.
Il dato è emerso a seguito della richiesta di costituzione del fondo delle risorse decentrate (salario accessorio) del personale della Giunta regionale, emolumenti aggiuntivi che spettano al personale dipendente in condizioni normali ma pare che sia negato se vi è sforamento.
Alla richiesta dei sindacati dei motivi e dei capitoli di spesa che avevano prodotto lo sforamento, come detto, nessun chiarimento è stato fornito.
Il problema però non è di poco conto perché parrebbe che la circostanza non sia stata più ribadita in altri documenti.
Spesso proprio il rispetto del patto di stabilità può essere la base su cui si fondano determinate decisioni come il ricorso a nuove consulenze o a prestazioni d'opera (lavoratori a tempo determinato)
Sapere, insomma, se per caso il dirigente si sia sbagliato è fondamentale anche perché se avesse ragione molte delle consulenze e delle assunzioni e co.co.co. avrebbero dovuto rispettare parametri diversi. Si sa, chi sfora si becca il blocco delle assunzioni.
Un vero e proprio giallo anche perchè è notorio lo stato di sofferenza del bilancio regionale. Che cosa ci si deve attendere per il 2010?
Alcuni sindacati si domandano per esempio se a novembre prossimo, quando si tornerà a discutere del salario accessorio, non salteranno fuori altre sorprese.

05/06/2010 9.01

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