Sotto il Gran Sasso si vede per la prima volta la trasformazione del neutrino

Alessandro Biancardi

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Sotto il Gran Sasso si vede per la prima volta la trasformazione del neutrino
ISOLA DEL GRAN SASSO. Dopo oltre tre anni di ricerche e miliardi di miliardi di particelle in viaggio da una parte all’altra delle Alpi, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è stata osservata per la prima volta al mondo una metamorfosi del neutrino in modo diretto. * IL TOUR VIRTUALE NEI LABORATORI
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La trasformazione, cioè, di un neutrino in un altro. Una scoperta che apre le porte a una "nuova fisica". Serviranno ovviamente altre osservazioni di neutrini “mutanti” per avere la certezza definitiva della scoperta.
Il fenomeno è stato osservato dall'esperimento internazionale Opera: il neutrino, al termine di un viaggio che lo ha portato dal laboratorio europeo del Cern (da dove è stato “sparato” in fasci puntati verso il Gran Sasso) fino all'interno della montagna abruzzese (730 chilometri di corsa sotto la crosta terrestre in soli 2,4 millisecondi) ha mutato la propria natura: un'impresa resa possibile dalla collaborazione tra Cern e Laboratori dell'Infn del Gran Sasso nel progetto Cngs.
Un solo neutrino “mutante” (in termini fisici si parla di oscillazione) da muonico a tau, è stato osservato dagli scienziati su miliardi di miliardi di neutrini lanciati dal Cern e arrivati ai laboratori dell'INFN dal 2007.
Questo risultato, infatti, è ritenuta una forte indicazione del fatto che i neutrini hanno una massa e che possono oscillare passando da una “famiglia” a un'altra.
E' stato il fisico italiano Bruno Pontecorvo, del gruppo dei "ragazzi di via Panisperna" di Enrico Fermi, a proporre, verso la metà del secolo scorso, la possibilità di trasformazione dei neutrini. Nel Modello Standard elaborato dai fisici per spiegare l'Universo, i neutrini non hanno una massa. Occorrerà dunque rettificarlo in questo punto, fornire nuove spiegazioni e iniziare nuove ricerche con tutte le possibili implicazioni in cosmologia, nell'astrofisica e nella fisica delle particelle.
Sono 15 anni che si osserva, attraverso diversi esperimenti, la sparizione di quantità di neutrini provenienti dal Sole o da altre sorgenti e si ipotizza, come spiegazione, l'oscillazione. Ma è la prima volta che viene osservato direttamente un neutrino che oscilla in un altro. E' come se, dopo aver saputo di un delitto, trovassimo finalmente il corpo della vittima.


Oggi i risultati verranno illustrati lla comunità sceintifica nel laboratorio alle 15.
Lucia Votano, direttore dei Laboratori del Gran Sasso dell'Infn ha detto:«L'esperimento OPERA ha centrato il suo primo obiettivo rivelando un neutrino di tipo tau ottenuto dalla trasformazione di un neutrino di tipo muonico avvenuta durante il percorso da Ginevra al Laboratorio del Gran Sasso. Questo importante risultato arriva dopo un decennio di intenso lavoro della Collaborazione con il supporto del Laboratorio e ne conferma ancora una volta la posizione leader tra i laboratori sotterranei nel mondo dedicati alla fisica astroparticellare».
Per Roberto Petronzio, presidente Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN) «questo successo è dovuto alla tenacia e all'inventiva dei fisici della comunità internazionale, che hanno designato un fascio di particelle apposta per l'esperimento. In questo modo è stato coronato dal successo il disegno originale del Gran Sasso: i Laboratori infatti furono costruiti orientandoli in modo tale da poter ricevere dei fasci di particelle dal CERN».

31/05/2010 11.55