Cisl: «tutelare tutti i posti di lavoro a Villa Pini»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ce la faranno tutti i dipendenti del gruppo Angelini a conservare il posto di lavoro? E’ la domanda che ciascuno degli interessati si pone, ma è anche la preoccupazione dei sindacati. * CORTEO DEI LAVORATORI DEL “PICCOLO RIFUGIO LA CICALA” DI ATESSA
Uniti (ma non tanto) fino al fallimento del gruppo, ma con qualche distinguo in questa fase finale.
«C'è poco da festeggiare», dice Michele Farina, Fp Cisl, «capisco il senso liberatorio del brindisi alla notizia del fallimento che chiude una parentesi nerissima del sistema sanitario, ma la battaglia per il posto di lavoro comincia ora. Se anche la Cisl farà un brindisi? Certo, quando tutti avranno la sicurezza di tornare a lavorare».
Dunque bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto nella vertenza di Villa Pini? «Abbiamo toccato con mano le difficoltà incontrate dal curatore fallimentare nell'esercizio provvisorio», continua Farina, «e ciò nonostante i suoi sforzi molto apprezzati per far ripartire l'attività. Ma a circa 4 mesi dal fallimento di Villa Pini solo ieri l'altro è stato firmato l'accordo con la Regione che comunque vede drasticamente ridimensionato il budget ospedaliero a poco più di un terzo (da 32 ml. a 13.7 ml), quello per l'alta intensità riabilitativa (da 16.8 ml a 5.5 ml) e quello per la mobilità attiva extra regionale che passa da 18 ml a 6 ml. Sulla base di queste cifre è necessario affrontare la discussione su quali specialità ospedaliere ripristinare, su quale e quanto personale impiegare e con chi pianificare il tutto. Per questo la Cisl Fp ha già richiesto alla curatela un elenco del personale alla data del fallimento suddiviso per qualifica, mansione, struttura e reparto di appartenenza».
Stesse difficoltà di budget e quindi personale per San Stefar: la Regione ha stanziato un budget di circa 10 ml a fronte dei 18 precedenti e ci sono problemi urgentissimi di sfratto per alcuni centri di riabilitazione come quelli di Lanciano, Pescara, Montesilvano e Roseto, mentre si dovrebbero riaprire quelli di Chieti e L'Aquila già chiusi. Capitolo a parte per il Maristella che aveva la convenzione per il trattamento riabilitativo residenziale extraospedaliero estensivo, cioè con tariffe più alte.
Ora, nonostante siano rimasti meno assistiti dei 359 in carico prima della chiusura di alcuni centri, sembra che la Regione voglia riconvertire questi posti in Rsa per disabili a minor impatto sanitario, a minori costi e con meno personale.
Stesso discorso per le case famiglia dove è molto efficiente la psicoriabilitazione psichiatrica, un settore delicatissimo di cui si parla poco e che invece andrebbe valutato non solo dal punto di vista della spesa, ma tenendo d'occhio le esigenze degli assistiti che a volte vanno in crisi solo per il cambio di un operatore.
Un versante quello delle ricadute sui malati psichiatrici che è stato finora poco valutato, se non completamente dimenticato.
Procede intanto la corsa contro il tempo dello staff del curatore per la riattivazione della clinica e degli ambulatori specialistici.
La Asl di Chieti si è già impegnata a “girare” a Villa Pini le mammografie e la Risonanza magnetica, appena saranno in grado di tornare in attività, mentre per le altre prestazioni ci saranno incontri per definire quali e quanti ambulatori potranno ricominciare a funzionare.

Sebastiano Calella 27/05/2010 8.54

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CORTEO DEI LAVORATORI DEL “PICCOLO RIFUGIO LA CICALA” DI ATESSA

ATESSA. I 18 lavoratori del centro residenziale per diversamente abili psichici e fisici “Piccolo Rifugio La Cicala” hanno indetto una manifestazione per venerdì prossimo.
Il centro, con sede in via Cavalieri di Vittorio Veneto 14 di Atessa, fa parte del Gruppo Angelini e i dipendenti vogliono manifestare contro le «difficili ondizioni che persistono da troppo tempo».
«Non percepiamo gli stipendi da più di un anno», raccontano, «e rischiamo a breve di rimanere senza lavoro dato che è previsto il trasferimento degli ospiti presenti in struttura con conseguente rischio reale di chiusura».
Già nel mese di novembre 2009 le maestranze avevano indetto un presidio davanti la sede del centro residenziale, ma da allora nulla è cambiato, nessuna risposta è stata data ed il fututo è sempre più buio.
Il corteo percorrerà le vie della città: il punto di ritrovo sarà in piazza Municipio a partire dalla 9, partenza prevista per le ore 9:30 percorrendo via Roma, via Trento e Trieste, via Umberto I, via Nazario Sauro, piazza Benedetti, corso Vittorio Emanuele II, viale delle Rimembranze, via Fonte Cicala, via Cavalieri di Vittorio Veneto.
Si arriverà quindi davanti alla sede del centro residenziale e da qui partirà il presidio permanente che si scioglierà «solo quando», annunciano i dipendenti, «avremo delle risposte e certezze da parte delle istituzioni sul nostro futuro».
I lavoratori fanno un appello alle istituzioni e ai cittadini di partecipare numerosi: «dobbiamo far sentire la nostra presenza e solidarietà per evitare che Atessa perda un'altra struttura di servizio pubblico».

27/05/2010 8.56