Petrolio, decide la Regione: in Abruzzo vietato su 80% del territorio

Alessandro Biancardi

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Petrolio, decide la Regione: in Abruzzo vietato su 80% del territorio
ABRUZZO. Una soluzione giuridica per far sparire il conflitto tra Regione e Stato sulla attribuzione della materia in tema di petrolio ed estrazioni. Di fatto secondo quanto ha assicurato anche oggi il presidente Chiodi sul petrolio decide la Regione. (Nella foto la mappa delle richieste dei titoli minerari) * COSTANTINI (IDV): «CHIODI IL PRESIDENTE PIU’ ARRENDEVOLE DELLA STORIA»
Si chiama "intesa" lo strumento giudirico normativo che la Regione Abruzzo eserciterà per decidere sul proprio territorio in materia di attività estrattive.
Sulla base di questa "formulazione giuridica", il testo di legge con il quale la Giunta regionale vietò qualunque attività estrattiva di idrocarburi liquidi, impugnata dal Governo, e riformulata alla luce della novità, «non costituirà più materia di conflitto costituzionale tra Stato e Regione».
«Così», ha spiegato Chiodi, «sarà finalmente chiaro a tutti che il centro oli, che viene rievocato sistematicamente come un fantasma, non si farà».
Chiodi ha anche evidenziato come «la Regione Abruzzo, unica in Italia, sia riuscita a risolvere su una materia di pertinenza statale, un conflitto di costituzionalità e di competenza. Partendo dalla constatazione che la Regione governa il proprio territorio - ha detto Chiodi - abbiamo convinto il Governo ad accettare la nostra posizione di contrarietà a qualunque attività estrattiva e, nello stesso stempo, la Regione Abruzzo ha offerto una strada giuridicamente plausibile per non ledere le competenze statali».
Alla luce dell'accordo con il Governo, raggiunto in sede di tavolo operativo appositamente costituito al Ministero dell'Ambiente con Regione Abruzzo e Ministero dello Sviluppo economico, la Giunta regionale ha riformulato il disegno di legge n. 32 del 18 dicembre 2009, avente ad oggetto “provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale”, impugnato davanti alla Corte Costituzionale perché vietava le attività di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di indrocarburi liquidi sul territorio regionale.
«Il testo, che dovrà ora essere riesaminato dal Consiglio regionale», ha detto il Presidente,« sulla base della formulazione normativa che introduce il meccanismo dell"'intesa" con la Regione non sarà impugnato dal Governo».
Chiodi ha quindi ribadito la contrarietà del Governo regionale a qualunque attività estrattiva ed infatti il disegno di legge prevede che sull'80 per cento del territorio sia comunque esclusa per la presenza di aree protette naturali e marine, sottoposte a vincoli ambientali, per le zone Sic e Zps, per quelle con pericolosità elevata e sismica, per le aree destinate a colture di pregio e denominate secondo le normative statali e regionali.
«Per il restante 20 per cento», ha aggiunto Chiodi, «vanno comunque tenuti in consideraizone i vincoli di compatibilità idrogeolgica, sismica, tettonica. Questa è anche la ragione per la quale ho definito una boutade quella di costruire centrali nucleari in Abruzzo, paventata da Di Pietro al solo scopo di strumentalizzare le paure della gente a scopi referendari».
Il Presidente ha infine spiegato che resta nella competenza dello Stato tutto quanto ricada in mare. «faremo valere anche in questo caso le nostre ragioni - ha anticipato Chiodi - ed ho posto la problematica anche in sede di Conferenza delle regioni ma non tutte sono determinate su questo stesso obiettivo perchè comunque va ricordato che si tratta pur sempre di attività economiche».



«NON SONO CONTRARIO AL NUCLEARE»

Interpellato dai giornalisti sulla questione dell'approvigionamento energetico il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha detto di «non essere contrario al nucleare e ad altre forme di sfruttamento energetico sempre che, decidendo diversamente, non si vogliano sopportare le conseguenze di tali scelte come la non competitità e l'abbassamento dei redditi. Detto questo, è giusto concentrarsi sulle fonti rinnovabili, e la Regione Abruzzo sul fotovoltaico ha investito moltissimo con l'obiettivo di potenziarlo. Per il resto - ha concluso il Presidente - non c'è una possibilità realistica che nei prossimi cinqnant'anni si possa rispondere all'enorme fabbisogno energetico con il fotovoltaico o il solare».
Dopo qualche ora però il Presidente in poche righe precisa e toglie ogni dubbio: non ci saranno centrali nucleari in Abruzzo per vincoli di compatibilità idrogeologica, sismica e tettonica che non consentiranno mai all'Abruzzo di poter ospitare centrali nucleari.

18/05/2010 16.19

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COSTANTINI (IDV): «CHIODI IL PRESIDENTE PIU' ARRENDEVOLE DELLA STORIA»

«Chiodi e' il Presidente di Regione piu' arrendevole della storia, una resa che diviene incondizionata se il Presidente del Consiglio si chiama “Silvio Berlusconi”. In perfetta coerenza con questa sua “filosofia” di governo del territorio regionale, Chiodi ha oggi rivelato di aver individuato la soluzione salvifica per impedire la petrolizzazione dell'Abruzzo. Una soluzione che si
scrive “intesa”, ma che si legge “resa”».
E' il commento di Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, alle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione Gianni Chiodi.
«La previsione della “intesa”», continua Costantini, «non costituisce, come era invece doveroso, una accettazione incondizionata da parte del Governo nazionale di una scelta che ormai in Abruzzo e' stata deliberata da tutti i livelli istituzionali e richiesta a gran voce da tutti gli organismi sociali,
culturali ed economici, ma vuole semplicemente dire che il Governo puo' continuare a fare quello che vuole e che l'unico limite che incontra e' il “sì” o il “no” di Chiodi. Un “sì” o un “no” che fino ad oggi e' stato sempre un “sì”, quando la proposta e' arrivata dal Governo nazionale (mai fino ad oggi Chiodi ci risulta avere negato una “intesa” al Governo Berlusconi e per la gestione del post-terremoto ne ha firmate in bianco a decine, alzando la manoin segno di resa anche quando non gli e' stato richiesto)».
«Per questo – annuncia il capogruppo IdV - nel corso della discussione del progetto di legge, l'Italia dei Valori presenterà emendamenti per vincolare il “sì” o il “no” di Chiodi al “sì” o al “no” dei Consigli Comunali interessati, del Consiglio Provinciale e del Consiglio Regionale».

Non predomina la tranquillità nemmeno nella provincia di Chieti, nemmeno dopo le rassicurazioni.
«Il discorso è complesso», spiega Eliana Menna (Idv) alla Provincia di Chieti, «semplificandolo al massimo possiamo dire che con l'installazione delle piattaforme la nostra regione subirebbe un grave danno d'immagine e un probabile danno ambientale a cui seguirebbe il crollo del turismo, il crollo dell'export e dei servizi, in poche parole potremmo assistere ad un vero e proprio corto circuito economico. E' ovvio che in un'ipotesi del genere l'Abruzzo dovrebbe sacrificarsi non poco per l'interesse nazionale (che poi tanto nazionale non è in quanto trattasi di meri interessi privati), ricevendo in cambio niente. Se a quanto detto», continua Menna, «aggiungiamo che il federalismo fiscale dovrebbe rendere autonome le regioni finanziariamente, questo significa che la nostra economia non potrà più reggersi su ciò che da sempre state le nostre risorse ed eccellenze, cioè il turismo, l'agricoltura e tutto quello che ne è collegato. A questo punto la domanda da porsi è: può il Governo nazionale pretendere dalle regioni un'autonomia di entrata e di spesa e contemporaneamente imporre scelte che riguardano la gestione del territorio?»

18/05/2010 16.43