Visini, Federfarma: «Troppi farmaci? Sì, ma in ospedale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I farmacisti abruzzesi non hanno gradito. Le parole del presidente Gianni Chiodi sulla necessità di risparmiare nella spesa farmaceutica, con tagli e ricorso ai farmaci generici, hanno sorpreso la categoria. * SANITÀ, CONTINUA LA DIATRIBA SULLA LOCALIZZAZIONE DELLA ASL TEATINA

Sembrerebbe addirittura che proprio i farmacisti siano tra quelli che avrebbero anticipato addirittura la razionalizzazione della spesa, portandola al di sotto del 13% che era il limite fissato.
L'interprestazione più benevola dell'intervento del presidente è che probabilmente è stato male informato, perché avrebbe dovuto distinguere tra la spesa nelle farmacie e quella negli ospedali o nelle farmacie ospedaliere.
Le prime sono controllate e precise nei dati dei consumi (addirittura i dati della Regione sono forniti proprio da Federfarma, l'associazione che riunisce i titolari di farmacie), al contrario non si conosce il dato esatto del consumo ospedaliero.
E certamente non per incapacità del personale delle farmacie ospedaliere, al quale è stato addossato un peso insostenibile con la distribuzione dei farmaci ai cittadini dimessi dall'ospedale.
Di qui la replica di Giancarlo Visini, presidente di Federfarma Abruzzo, ai nuovi tagli alla farmaceutica, preannunciati dal Presidente Chiodi e all'esortazione ad usare farmaci generici.
«Siamo pronti a collaborare per contenere la spesa, ma è necessario fare chiarezza su come e dove si vuole intervenire», ha spiegato, «non è aumentando la quota di generici erogati ai cittadini che si riduce la spesa pubblica. Infatti, la normativa prevede che, nel caso di farmaci a brevetto scaduto per i quali sono disponibili i generici, il Servizio sanitario, a parità di principio attivo e di dosaggio, assicuri al cittadino gratuitamente solo i farmaci che costano meno, sia che si tratti di generici sia che si tratti di medicinali di marca. La presenza dei generici, infatti», continua Visini, «ha indotto i medicinali “griffati” a ridurre i propri prezzi, in molti casi allineandoli a quelli dei generici. Nel caso il cittadino voglia comunque un medicinale di marca più costoso, deve pagare la differenza rispetto al prezzo del farmaco gratuito di prezzo più basso. Per la Regione, quindi, non cambia nulla se il cittadino prende il generico o il medicinale di marca: il Servizio sanitario regionale spende sempre la stessa cifra».
Peraltro, la categoria dei farmaci a brevetto scaduto a carico del SSN nella nostra Regione –sostiene Visini- ha raggiunto ormai oltre il 53% delle confezioni totali e il 30% della spesa, perfettamente in linea con la media nazionale.
Lo stesso varrebbe per i farmaci generici che sono circa al 15% delle confezioni e al 7% della spesa.
Insomma parrebbe che le farmacie fanno da sempre il loro dovere ma quello che non è chiaro è il consumo in ospedale: non si conoscono i prezzi di acquisto dei farmaci con gli appalti, non si sa quale utilizzo viene fatto di questi farmaci, quanti ne vengono utilizzati in ospedale, quanti ne vengono consegnati al momento della dimissione ospedaliera, quanti ne vengono distribuiti direttamente ai cittadini nei presidi pubblici, quanti ne scadono o si deteriorano nei magazzini degli ospedali senza essere utilizzati.
E proprio questo aspetto è stato oggetto di recente di una indagine della Guardia di Finanza in tutta Italia.
«Se la spesa per i farmaci acquistati dalle Asl in Abruzzo», conclude Visini, «è oltre la metà della spesa per farmaci distribuiti dalle farmacie, poiché le Asl dovrebbero comprare i farmaci a un prezzo più basso di quello praticato dalle industrie alle farmacie (la metà o anche meno), è evidente che stiamo parlando di un valore spropositato: di fatto, Asl e ospedali “consumano” tanti farmaci quanti tutti i cittadini abruzzesi messi insieme. Il che non può essere».
Di qui la proposta di Federfarma: far distribuire alle farmacie i medicinali acquistati dalle Asl: in questo modo i cittadini troverebbero agevolmente sotto casa tutti i farmaci di cui hanno bisogno e la Regione potrebbe controllare giorno per giorno l'andamento dei consumi e della spesa, ottenendo la massima trasparenza. Un accordo in questo senso era già stato stipulato dalla Regione con Federfarma nel 2004 e rinnovato nel 2007, senza però trovare mai concreta attuazione.

s. c. 18/05/2010 8.42

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SANITÀ, CONTINUA LA DIATRIBA SULLA LOCALIZZAZIONE DELLA ASL TEATINA

CHIETI. Si riaccende nel Chietino la disputa sulla sede legale e amministrativa della Asl.
Dopo Lanciano che con il sindaco, Filippo Paolini, ha avanzato la proposta, rivendicazioni analoghe arrivano ora da Vasto.
Ad alzare i toni della polemica e' Nicola Del Prete, del direttivo regionale di Alleanza per l'Italia. Secondo Del Prete, che riscuote tra l'altro il plauso incondizionato dei rappresentanti locali della Lega Nord, Moretti e D'Annunzio, i riflessi positivi si riverserebbero sul mondo del lavoro, sulla economia territoriale, sulla programmazione sanitaria.
«La direzione generale della Asl unica - afferma l'ex vice sindaco -rappresenterebbe per Vasto e il suo territorio un parziale risarcimento per i torti subiti in passato, primo fra tutti la decisione di 'regalare' a Lanciano la sede legale della vecchia Asl Lanciano-Vasto. Rivendicare un ruolo non significa necessariamente fare campanilismo. E' il momento - conclude Del Prete - di suonare la sveglia a Lapenna e all'amministrazione comunale di Vasto, convocando un consiglio comunale urgente per sostenere questo obiettivo strategico».
Ma per Luciano Marchionno, consigliere regionale Anaao è «incomprensibile» come in Abruzzo «tutte le cose semplici, come la ubicazione delle sede legale della ASL, che di norma coincide con la sede provinciale, assuma rilevanza politica quando ben altre sono le attese del personale medico ed infermieristico di Chieti».
«Nell'era digitale», continua Marchionno, «parlare di chilometri per far viaggiare i “documenti” Asl è una trovata singolare, come l'enfasi sui risultati economici di precedenti manager che, amministrando “micro Asò”, forse avrebbero potuto misurarsi con soluzioni, tecnico-amministrative, di aiuto a problemi che hanno valenza regionale».
Se le evocate elezioni comunali di Lanciano, come di altri importanti comuni provinciali, sono un'occasione per discutere con i cittadini del come migliorare la sanità che ricevono nei loro territori allora Marchionno chiede di partire «dal come realizzare Ospedali accoglienti, con requisiti di sicurezza e qualità spesso trascurati o rinviati anche da Sindaci “amati” dalle loro comunità.
Trascinare l'assessore Venturoni, o la commissaria Baraldi, su una discussione di basso profilo come le ubicazioni della sedi legali della Asl in Abruzzo è incomprensibile».

18/05/2010 9.08