Sanità, l’Abruzzo è fuori dall’emergenza. Chiodi:«c’è ancora moltissimo da fare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Il Governo ha dato atto che la Regione Abruzzo sta facendo passi da gigante. C'è stato un cambiamento epocale grazie alla nostra politica di rigore che ha portato ad un giusto riconoscimento ed ha allontanato lo spettro dell'aumento delle tasse per gli abruzzesi anche se il sistema non è ancora in equilibrio».
E poi ancora:«servono altre manovre di intervento per arrivare ad un auspicato equilibrio economico-finanziario. Intanto, siamo usciti dal piano di rientro e ci apprestiamo a mettere in atto il piano operativo per il 2010».
Lo ha detto il Presidente Gianni Chiodi, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano e dell'assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni per illustrare i risultati dell'incontro di ieri con il Governo per il futuro della sanità locale.
«E' un risultato straordinario», ha aggiunto Chiodi, «per una regione 'canaglia' che fino a poco tempo fa non riusciva neppure ad avere il giusto peso all'interno della Conferenza delle Regioni, additata come simbolo di mala gestione sanitaria. Oggi non siamo tra le regioni stigmatizzate dal governo al punto tale da impedire l'utilizzo dei fondi Fas per il rientro dal deficit. I nostri sforzi, che hanno portato al recupero di 280 milioni di euro nel corso dell'anno 2009, sono stati la testimonianza palese di un percorso virtuoso intrapreso dalla nostra regione».
Il debito precedentemente contratto con le cartolarizzazioni ammontava a 850 milioni, ma grazie ai piani di rientro la Giunta prevede per il 2010 un disavanzo di 70/80 milioni, che è convinta di riuscire a coprire.

Il Presidente Chiodi ha poi elencato una serie di interventi necessari per proseguire il percorso di risanamento. Ha parlato, quindi, di necessità di «razionalizzare la rete di assistenza ospedaliera che potrà portare alla riconversione di almeno 3 ospedali»,«di determinazione dei tetti di spesa per i privati», «di manovra sul costo del personale pari a 3,9 milioni di euro» nonché di «razionalizzazione della spesa farmaceutica per oltre 8 milioni di euro» avvalendosi anche di un sistema informativo che permetterà di monitorare le prescrizioni mediche e segnalare i professionisti cosiddetti 'altospendenti' con un trasferimento dei dati alla Guardia di Finanza affinché possa accertare eventuali 'abusi' .
«La battaglia continua», ha aggiunto Chiodi, «dobbiamo intervenire su queste aree con la forza della ragione di chi sta lavorando per il bene dell'intera collettività pur ricorrendo a scelte molto spesso impopolari. Il 19 maggio presenteremo il piano operativo. Oggi abbiamo anche la possibilità di avvalerci di nuclei operativi di controllo migliorati attraverso un processo sistematico di formazione e stiamo procedendo a chiudere accordi di mobilità attiva e passiva con altre regioni».

I risultati però fanno giungre ad una diversa conclusione il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro che rivendica i risultati come meriti della precedente giunta Del Turco.
«Il risanamento finanziario di cui il presidente Chiodi oggi si appropria», spiega, «è in realtà frutto del complesso lavoro avviato con il piano di rientro voluto ed elaborato dal centro sinistra. Il governatore dunque oggi sventola risultati che non sono certo attribuibili alla sua giunta, che in 14 mesi non ha prodotto alcun provvedimento in tal senso».

«Chiodi ancora una volta», spiega D'Alessandro, «confonde le carte in tavola: in realtà non c'è stata alcuna diminuzione della tasse, le addizionali IRAP ed IRPEF sono rimaste le stesse. Il vero salto di qualità si produrrà nel momento in cui riusciremo a passare ad una fase di sviluppo, e ciò si avrà solo con la riduzione della tassazione, in particolar modo per le imprese. Ma il governatore non ha dimostrato di avere alcuna ricetta in tal senso. Non così il Pd che nei prossimi giorni presenterà le proprie proposte per avviare questo circuito virtuoso nel settore dell'economia e dello sviluppo. Per noi infatti la priorità è una sola: occupazione e lavoro».

14/05/2010 15.02