Inceneritori, la giunta Chiodi prepara la volata: pronti alle decisioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3696

Inceneritori, la giunta Chiodi prepara la volata: pronti alle decisioni
ABRUZZO. La volontà della giunta Chiodi in fatto di inceneritori e politica dei rifiuti è chiara. Meno chiare le logiche che sottendono certe decisioni. * STATI:«GLI ABRUZZESI CI HANNO ELETTO E NOI PRENDEREMO DECISIONI IMPORTANTI»
Lo avevamo scritto qualche giorno fa, in Abruzzo si lavora per costruire fino a quattro inceneritori, e lo si sta facendo in questi giorni in diverse zone della regione, con personaggi politici influenti non solo abruzzesi, trattative riservate, si direbbe, visto che non c'è un documento e nemmeno una discussione sul merito.
Chi è che può decidere?
La giunta di centrodestra ha già approvato l'abbassamento della soglia dei rifiuti differenziati che può aprire la strada agli inceneritori: la soglia prima era al 40% ed è stata abbassata al 25%. Questo non basta perché servirebbe comunque un passaggio in consiglio regionale.
Una volta passato anche questo step sarà praticamente impossibile bloccare la costruzione degli inceneritori.
Non un cambio di rotta sulla politica dei rifiuti e sul piano regionale in materia ma quasi una continuità con la precedente giunta regionale.
Ora però l'allerta sembra aumentare perché oltre i fronti già conosciuti della petrolizzazione e del nucleare ora c'è questa nuova grana per l'Abruzzo.
Gli inceneritori sono da più parti contestati sia per il loro inquinamento che producono ma soprattutto perché costituirebbero una “soluzione” vecchia e di fatto anacronistica. Anche illogica, poiché da anni le politiche ambientali spingono verso la raccolta differenziata mentre gli inceneritori bruciano l'indifferenziata.
Eppure l'Italia e la nostra regione è molto indietro in fatto di differenziata. In moltissimi comuni non è nemmeno mai partita, nel capoluogo adriatico, per esempio, si può dire che si faccia?
Così l'Abruzzo non arriva al 19% mentre il decreto Ronchi prevedeva il raggiungimento di questa soglia quasi un decennio fa.
Perché questo ritardo?
Quali interessi hanno frenato le pubbliche amministrazioni? Si parla di emergenza rifiuti e discariche quasi sature, eppure non si preme sulla differenziata.
Meglio costruire inceneritori. Secondo alcuni esperti un solo impianto sarebbe comunque sufficiente, invece ce ne vorrebbero due per certi e per fare contente alcune frange si potrebbe arrivare a quattro.
I bene informati parlano di uno scontro molto forte all'interno del Pdl tra le varie anime. Un confronto-scontro molto serrato sarebbe in atto nella Marsica ma gli inceneritori potrebbero sorgere altrove, nel Lancianese per esempio, e nel Teramano.
Non manca anche chi parla di «fandonie» e si mostra infastidito da questi argomenti.
Dunque è impossibile parlare di inceneritori senza allargare lo sguardo all'intero universo del settore nella nostra regione, un settore sensibile e appetibile spartito comunque tra pochi potentati e sul quale comunque pesano gravi sospetti che la procura di Pescara sta cercando di scandagliare.
Una inchiesta vorrebbe far luce su una serie di irregolarità nella gestione dei rifiuti e tra i rapporti di alcune municipalizzate ed aziende private.
Voci sempre più insistenti stanno agitando la politica che non sembra aperta a confronti pubblici, magari anche scientifici e tecnici che possano in qualche modo fornire basi certe per aprire agli inceneritori.
«Giustificare la scelta degli inceneritori sul versante del recupero energetico», sostiene Marco Fars, segretario Prc Abruzzo, «nasconde il vero problema che è il raggiungimento di quote di raccolta differenziata, in linea con quanto avviene in tutta Europa. La modifica del piano rifiuti costituisce un errore e un passo indietro gigantesco. Ci si dovrebbe invece interrogare su come aumentare la raccolta differenziata ed investire significative risorse sostenendo in questo sforzo i Comuni. Inoltre “la Regione verde d'Europa” avrebbe bisogno di un serio piano di sviluppo e di sostegno alle attività di produzione energetica da fonti rinnovabili. Il ritardo in tal senso è enorme. Chiodi dica un No forte e chiaro al nucleare e impegni concretamente la Giunta regionale a promuovere il fotovoltaico e l'eolico».
«Il presidente della Regione, Gianni Chiodi annuncia iniziative contrarie alla legge nazionale sulla raccolta differenziata che prevedeva che i Comuni raggiungessero il 35% della raccolta differenziata entro il 2009 (in origine tale percentuale era da raggiungere entro il 2003), ed il raggiungimento entro il 2012 del 65%. In Abruzzo siamo quasi al 19%», fa notare Walter Caporale, capogruppo dei Verdi, «la nostra Regione, piuttosto che fare una seria politica di gestione dei rifiuti continua a fare una pessima politica di gestione del Territorio della Regione Polmone Verde d'Europa. L'Estrazione del petrolio ed i conseguenti centri di lavorazione e raffinazione a terra ed a mare, la possibilità di avere altre Bussi impunite grazie all'eliminazione della Valutazione d'Incidenza Sanitaria per le attività insalubri (Legge regionale 32/2009), nonché centri di lavorazione del Metano nel cuore Verde della Majella, Biomasse con la predisposizione a diventare inceneritori di rifiuti. L'ha capito Chiodi che gli inceneritori, impropriamente denominati termovalorizzatori, producono polveri sottili che nessun filtro riesce a trattenere? Polveri capaci di penetrare nella pelle e nei follicoli polmonari e di aumentare notevolmente l'incidenza dei tumori e delle malattie cardio-vascolari. Gli inceneritori non sono neanche una panacea alla disoccupazione, a differenza delle opportunità di lavoro legate al riuso ed al riciclo dei rifiuti».

11/05/2010 9.05

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

STATI E CHIODI:«GLI ABRUZZESI CI HANNO ELETTO E NOI PRENDEREMO DECISIONI IMPORTANTI»

«Sul tema 'recupero energetico e rifiuti' nessuna fuga in avanti. Vi è la volontà di accelerare per portare il nostro Abruzzo verso un modello di sviluppo più avanzato». Lo ha detto l'assessore all'Ambiente, Daniela Stati, provando a spiegare meglio quali sono le intenzioni della giunta regionale sul tema dei rifiuti e degli inceneritori.
«Da sempre», ha aggiunto l'assessore, « si innescano polemiche che non aiutano a trovare le giuste soluzioni in un settore delle politiche ambientali che manifesta ritardi storici nella nostra Regione e che necessita della partecipazione più ampia possibile nell'adottare le migliori soluzioni. Questo Governo regionale non naviga a vista, ha chiaro il percorso da seguire ed ha attivato un "Tavolo tecnico di concertazione" per garantire la discussione e la partecipazione democratica al processo di revisione della L.R. 45/07 che ha approvato il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti».
E proprio domani è prevista la seconda convocazione a Pescara del tavolo tecnico (la prima riunione si è svolta il 17 febbraio scorso).
«Tutti gli attori del sistema sono stati invitati a partecipare per esprimere le proprie considerazioni», ha aggiunto Stati, «dagli Enti locali alle varie associazioni di categoria e ambientaliste. Le problematiche ambientali sono in cima al programma della nostra maggioranza. Non è intenzione di alcuno entrare a gamba tesa imponendo modifiche e aggiustamenti alla normativa vigente. Le criticità ci sono, le abbiamo trovate e si sta cercando di rimettere il treno sui binari giusti.Chiaramente abbiamo una nostra idea, quella cioè di chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti secondo gli indirizzi europei, in cui sia contemplato il recupero energetico, in modo complementare alle attività di riciclaggio (rimane la quota del 25% dei rifiuti urbani non altrimenti riciclabili che possono essere avviati a recupero energetico), mettendo in competizione i diversi Ambiti Territoriali Ottimali (è stato proposto il 40% su base ATO come soglia di raccolta differenziata da raggiungere) ed utilizzando le migliori tecnologie disponibili, le meno impattanti sull'ambiente e sicure per i cittadini. Tutto questo - ha concluso - senza arretrare di un millimetro nell'impegno per diffondere le raccolte differenziate ed il riciclo, su cui stiamo investendo risorse finanziarie finalizzate alla riorganizzazione dei servizi (sistemi domiciliari) e chiedendo un maggiore impegno da parte dei soggetti gestori dei servizi (Consorzi Intercomunali, Comuni, .. etc.). Ci confronteremo, analizzeremo le varie proposte e poi tireremo le somme. Dobbiamo andare avanti senza indugi; gli abruzzesi ci hanno eletto anche per prendere decisioni importanti per il loro futuro e noi lo faremo».

11/05/2010 14.55

CHIODI: «SCELTE CHIARE NEL RISPETTO NORMATIVA»
L'AQUILA. «L'obiettivo che ci siamo posti e' quello di adeguarci alle disposizioni delle direttive comunitarie che obbligano lo smaltimento dei rifiuti attraverso la valorizzazione energetica dei rifiuti per una maggiore sostenibilità rispetto alle attuali discariche e un notevole risparmio da parte dei cittadini. Sugli effetti che l'impianto termovalizzatore può produrre sul territorio, invece, temo che la minoranza abbia dedotto conclusioni affrettate, sommarie e piuttosto confuse».
E' la risposta del presidente della Regione, Gianni Chiodi alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Walter Caporale a proposito di raccolta differenziata e costruzione di termovalorizzatori.
«Qui, non e' in discussione la valorizzazione energetica del rifiuto - ha proseguito Chiodi - che e' l'unico e riconosciuto percorso possibile - basti guardare le esperienze di altri paesi europei - bensì, la scelta delle migliori tecnologie da utilizzare in Abruzzo e su cui ho intenzione di sviluppare un confronto tecnico. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato proprio dalla passata amministrazione di centro-sinistra, in conformità alle direttive europee in materia, prevede la valorizzazione energetica del rifiuto che non puo' essere recuperato o riciclato e quello derivante dalla quota di raccolta differenziata. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti», continua Chiodi, «e' stato sottoposto a valutazione ambientale strategica e i singoli interventi di attuazione saranno sottoposti a valutazione di impatto ambientale e alla direttiva europea IPPC in conformità con la normativa europea e nazionale. Ricordo, inoltre, che la proposta del piano che fu sottoposto all'esame del consiglio regionale precedentemente approvato in giunta, da tutte le forze politiche espressione dell'allora maggioranza, nel luglio 2007, prevedeva la soglia del 30 per cento di raccolta differenziata, in base alla quale si poteva poi avviare la valorizzazione energetica dei rifiuti. Il consiglio regionale con l'approvazione definitiva alzo' la soglia al 40 per cento su base regionale. La proposta che e' oggi in discussione si riferisce ad un 40 % su base di ambito territoriale ottimale solo al fine di creare una positiva competitività territoriale nel raggiungimento della soglia indicata».
11/05/10 18.19