L'appalto lo vince la consigliera regionale. Pd: «pudore pari a zero»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Centro culturale Abruzzo srl-Istituto Mecenate ha vinto il bando Fse (percorsi integrati per l’inserimento dei lavoratori) nel settore Turismo con il progetto B&B Bed & Business ed è scoppiata la polemica.

La società, infatti, fa capo al gruppo che gestisce gli istituti Mecenate, Raffaello, Domusd Mariae, Giulio Cesare, diretto dalla consigliera regionale Pdl e consigliera comunale di Pescara Federica Chiavaroli , ex presidente dei Giovani di Confindustria Pescara.
Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd ha però chiesto che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto per «una parte importante della formazione professionale pagata con i soldi pubblici».
Paolucci parla, infatti, di «un clamoroso conflitto di interessi ed uno schiaffo ai cittadini alle prese con una crisi economica spaventosa».
Il segretario del Partito Democratico chiede quindi di sapere dal centrodestra «se esiste o meno un codice etico del comportamento dei suoi eletti».
«Non e' pensabile», continua ancora incredulo Paolucci, «che una consigliera regionale partecipi, con la società di famiglia, a bandi che gestiscono fondi regionali e pur non entrando nel merito del progetto e della sua valutazione diciamo che questo dimostra davvero un senso del pudore pari a zero».
Per questo il Pd abruzzese farà approfondimenti: «I cittadini hanno il diritto di sapere se era proprio necessario che in un momento in cui non ci sono soldi per la sanita', per le imprese, per l'occupazione, per la cultura, la societa' di una consigliera regionale gestisca la formazione pagata con i soldi di tutti».

07/05/2010 12.56

GIULIANTE: «INESISTENTE CONFLITTO DI INTERESSI»

«Un'azienda di decine di dipendenti e collaboratori svolge il suo lavoro nel campo dell'istruzione e della formazione professionale», replica Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in consiglio regionale.
«Lo fa da anni e capita che partecipi a bandi pubblici e vinca sia in costanza di centro sinistra che di centrodestra. Ciò consente alle decine di famiglie (quelle dei lavoratori come la sinistra un tempo avrebbe compreso) di vivere in tempi oggettivamente difficili per la nostra Regione».
I Fondi Europei, continua Giuliante, «arrivano alla Regione che li gira alle Province che poi effettuano bandi pubblici ai quali gli operatori del settore partecipano. L'azienda della famiglia Chiavaroli (non di Federica) svolge questa attività e conseguentemente partecipa a tali bandi». Giuliante spiega anche che la sua collega di partito «non è socia, non è amministratrice». «Probabilmente», continua il capogruppo, «ad un'impresa che lavora, guadagna, assume e crea reddito, Paolucci ne preferirebbe una decotta, con lavoratori in cassa integrazione, da portare in corteo per denunciare il calo dell'occupazione e/o la disoccupazione. Ma tanto è! L'etica in politica, prima di essere un codice è un modo di sentire. Potendo scegliere preferiamo quello di Federica a quello di Silvio che scomoda l'etica confondendo decenza con licenza. A Federica Chiavaroli che con stile desueto ha lasciato ogni incarico nell'azienda di famiglia proprio perché consigliere regionale diciamo semplicemente grazie».
07/05/10 13.10