Di Pietro:«hanno già deciso: centrali nucleari in Abruzzo e Molise»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In Abruzzo la centrale nucleare si farà. E’ sicuro il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a Pescara per la campagna referendaria promossa dal suo partito.





ABRUZZO. In Abruzzo la centrale nucleare si farà. E' sicuro il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a Pescara per la campagna referendaria promossa dal suo partito.


«In Abruzzo hanno già deciso», ha sottolineato Di Pietro, «che la centrale nucleare la fanno, così come nel vicino Molise».
Per il leader dell'Idv si starebbe ora solo valutando dove realizzarle.
«In Abruzzo potrebbe essere costruita a Casalbordino o a Teramo, mentre in Molise a Termoli. A farla - ha ribadito - la fanno sicuramente alla faccia degli impegni che avevano preso in precedenza e prima delle elezioni, quando con artifizi e raggiri in ogni regione avevano detto che non le avrebbero fatte. Dove stanno - ha sottolineato - queste 11 regioni dove devono fare le centrali nucleari? Non tutte ad Arcore immagino, in Abruzzo sicuramente la fanno».
Di Pietro ha inoltre aggiunto che «sicuramente le regioni la Lega conta meno saranno più cornute e mazziate e per questa ragione invitiamo i cittadini con il referendum a bloccare le centrali nucleari».
E quello della localizzazione delle centrali nucleari è già diventato un vero e proprio mistero da svelare poiché ufficialmente il Ministero fino a due settimane fa ancora confermava che non c'era «nulla di definitivo né di deciso». Le voci però si rincorrono e si allargano.
Il Governo non contribuisce a fare chiarezza, il presidente Chiodi si è affrettato a smentire la notizia ma non dice che trattative sono in corso e che ci sono probabilità alte che avvenga. Sull'argomento, inutile dirlo, non c'è alcuna trasparenza nè partecipazione.
In Abruzzo, poi, c'è da dire che vi sono sono più livelli di attenzione come le perforazioni petrolifere e le centrali turbogas per l'incenerimento dei rifiuti.
«I cittadini hanno gia' scelto non volevano e non vogliono il nucleare: invece il governo e questa maggioranza lo sta riproponendo», ha aggiunto Di Pietro, «per questo cancelliamo questa legge ingiusta che creera' tanti danni alla salute e al futuro. Bisogna cancellare anche la legge che privatizza l'acqua, perche' - ha spiegato - anche chi non ha soldi deve almeno poter bere e respirare l'aria come diceva San Francesco. Cancelliamo anche la legge sul legittimo impedimento perche' come si puo' vedere dal recente caso Scajola non e' giusto avere una legge per cui i il presidente del consiglio e i ministri non possono essere processati. Noi vogliamo - ha concluso Di Pietro - presidenti del consiglio e ministri che non commettano reati: questo e' piu' giusto».
E proprio sul recente caso Scajola (invischiato in una inchiesta giudiziaria per sospetta corruzione) Di Pietro ha aggiunto:«usciamo dal ridicolo e dalla ipocrisia. Mi pare che ci siano elementi tali per cui, a prescindere dal fatto giudiziario, ci sia una responsabilità politica grossa come una casa. Scajola politicamente parlando è stato preso con il sorcio in bocca: vai a casa Scajola».
Di Pietro ha fatto poi anche un breve accenno alla prossima udienza preliminare prevista il 12 maggio di Sanitopoli, l'inchiesta che ha portato all'arresto l'ex governatore Ottaviano del Turco.
«Confidiamo nella magistratura e aspettiamo l'udienza preliminare», ha detto, «non intendiamo far diventare vittime chi deve dare ancora giustificazioni alla magistratura del proprio operato, perche' non vorremmo che scandali di questo genere vengano fatti passare poi in cavalleria. E' difficile credere che 'tutto quel che e' successo sia dipeso dall'offerta di un chilo di mele o dallo scambio di un chilo di mele'».

03/05/2010 14.01

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