Carceri sovraffollate, l'appello a Chiodi: «serve il garante dei detenuti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E' ormai al diciannovesimo giorno di sciopero della fame contro il sovraffollamento nelle carceri, Rita Bernardini, componente della commissione Giustizia alla Camera dei Deputati (Radicali-Pd). ACERBO: «LA PROPOSTA DI LEGGE C'E' GIA'

Giulio Petrilli, responsabile provinciale del Pd del dipartimento diritti e garanzie lo ha fatto per otto giorni, altri si sono uniti e si stanno unendo.
«I tanti suicidi che avvengono nelle carceri denotano un livello di forte drammaticità della vita nei penitenziari. Anche in Abruzzo questo triste fenomeno non è da meno, anzi in proporzione è purtroppo una regione con un alto tasso di suicidi», sottolinea Bernardini.
Il carcere di Sulmona con gli undici suicidi negli ultimi anni ha il triste primato in Italia, ma anche nel carcere di Teramo ce ne sono stati tanti.
«Una delle cause principali è il sovraffollamento», spiegano i due, «ma sono cause anche la mancanza di assistenza sanitaria come il restringimento delle misure alternative.
Le carceri italiane stanno assumendo sempre più la caratteristica di luoghi invivibili, simili sempre più al carcere turco del famoso film “fuga di mezzanotte”».
In Abruzzo si sta arrivando con duemila detenuti quasi al doppio della capienza consentita.
«Non è più rinviabile l'istituzione della figura del garante regionale dei detenuti, figura ormai presente in quasi tutte le regioni», insiste Bernardini. «Facciamo un appello al presidente Chiodi e a tutte le forze politiche affinchè in uno dei prossimi consigli regionali si possa approvare una legge che lo istituisca. Non farlo denoterebbe una mancanza di sensibilità rispetto ad un problema sociale e di diritto enorme».
Il garante non risolve tutti i problemi, ammettono Petrilli e Bernardini, «ma almeno stimola gli enti locali, la società politica e civile a trovare delle soluzioni per rendere minimamente vivibile la vita nelle carceri».

03/05/2010 9.56

ACERBO: «LA PROPOSTA DI LEGGE C'E' GIA'

«Condividiamo totalmente quanto denunciato dall'onorevole Rita Bernardini: l'Abruzzo è una delle rare regioni che non hanno ancora istituito Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale», commenta il consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo.
«Per questo abbiamo presentato da tempo un progetto di legge regionale per istituire anche in Abruzzo tale ufficio. Già nella precedente consiliatura il gruppo di Rifondazione Comunista aveva presentato analogo provvedimento che aveva incontrato incomprensibili resistenze.
Il nostro progetto di legge è per ora fermo in attesa dell'indispensabile passaggio in commissione.
Invitiamo la presidente Nicoletta Verì a portare subito all'esame della V Commissione il nostro pdl.
Se c'è la volontà da parte della maggioranza e del presidente Chiodi l'iter per l'approvazione potrebbe essere brevissimo».
04/05/10 9.52