"Fratini con lo…zaino": sensori sulla specie simbolo delle spiagge italiane

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale, WWF e Stazione Ornitologica Abruzzese marcano i primi 18 fratini con i geolocalizzatori.

ABRUZZO. Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale, WWF e Stazione Ornitologica Abruzzese marcano i primi 18 fratini con i geolocalizzatori.
“Fratini con lo...zaino”: i primi fratini al mondo sono stati marcati in Abruzzo con anelli colorati e geolocalizzatori, una nuova tecnologia che, con l'uso di sensori miniaturizzati, sta rivoluzionando le conoscenze sulla migrazione degli animali.
L'innovativo progetto di ricerca scientifica, che vede coinvolti l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, il WWF e la Stazione Ornitologica Abruzzese, è stato presentato oggi in una conferenza stampa svoltasi oggi in maniera simbolica presso una delle quattro nuove aree marine protette italiane istituite ad Aprile dal Ministero dell'Ambiente, quella della Torre del Cerrano, a Pineto e Silvi in Provincia di Teramo.
«Le nuove tecnologie», ha spiegato Lorenzo Serra, ricercatore dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, «che hanno portato alla miniaturizzazione degli strumenti di geo-localizzazione, stanno rivoluzionando lo studio della biologia e dell'ecologia degli animali e degli uccelli in particolare. I geolocalizzatori realizzati dalla Stazione ornitologica Svizzera di Sempach pesano meno di un grammo e possono essere usati per marcare specie del peso di poco più di 20 grammi».
«I dati che abbiamo finora dall'inanellamento ci dicono che i fratini svernano nel Mediterraneo e lungo le coste Atlantiche dell'Africa, ma non sappiamo bene in quali aree ed in quali proporzioni. Questo innovativo progetto, condotto in collaborazione con i volontari della SOA e del WWF, riuscirà a dare risposte utili per la conservazione di questa specie, localizzando le aree di sosta, migrazione e svernamento delle popolazioni italiane».
«Dai primi di marzo», ha spiegato Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica abruzzese, « abbiamo monitorato tutto il litorale abruzzese e finora abbiamo localizzato 44 coppie di questa rara specie. Per 30 di queste abbiamo trovato i nidi, contenenti da 1 a 3 uova. Le altre hanno in larga parte perso le covate per i lavori di pulizia delle spiagge che vengono svolti con mezzi meccanici sempre più grandi che distruggono tutto ciò che incontrano, piante dunali e nidi compresi. In diversi casi siamo intervenuti per segnalare alla Regione, ai comuni e ai concessionari la presenza della specie chiedendo di posticipare i lavori di pulizia. A parte Pescara, dove quasi tutte le coppie non nidificano in spiaggia, la concentrazione maggiore di individui si trova in tre aree, quella a nord di Roseto nell'area del Borsacchio, quella tra Tortoreto e Martinsicuro e quella tra la Riserva regionale di Punta Aderci a Vasto e S. Salvo. Abbiamo marcato finora 39 individui, 12 maschi e 27 femmine, di cui 18 con i geolocalizzatori fissati “a zainetto”. L'anno prossimo», ha spiegato ancora De Sanctis, «dovremo ricatturare questi individui per riprendere i geolocalizzatori e scaricare i dati raccolti nell'arco di un anno».
«La Regione Abruzzo deve assicurare la tutela del Fratino e della altre specie costiere, che stanno divenendo sempre più rare», ha chiesto Dante Caserta, consigliere nazionale del Wwf. «Balneatori e pescatori a cui mostriamo il Fratino e i loro nidi reagiscono in maniera entusiasta dandosi da fare per tutelarli coniugando la loro attività economica con le esigenze della fauna, attraverso mille soluzioni tra cui anche la costruzione di coperture per tutelare i nidi dai predatori. E' una cooperazione che si sta formando dal basso che deve ricevere la giusta attenzione dalla pubblica amministrazione».

26/04/2010 16.22