Acqua: in Abruzzo ci sarà un canone per quella minerale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dal primo gennaio 2011 entrerà in vigore, in Abruzzo, il canone dell'acqua minerale.
Il canone sarà a carico dei concessionari di acque minerali e termali destinate all'imbottigliamento e alla commercializzazione o ad attività termali.
Lo ha annunciato questa mattina l'assessore regionale Alfredo Castiglione il quale ha spiegato che il canone sarà pari a un euro ogni mille litri imbottigliati e 50 centesimi ogni mille litri di acqua termale.
Le imprese che firmeranno un protocollo con la Regione Abruzzo a difesa dei livelli occupazioni esistenti beneficeranno di una riduzione e pagheranno 30 centesimi ogni mille litri imbottigliati, mentre per le acque termali non ci sarà alcuna riduzione.
Castiglione ha ricordato che questa novità e' frutto di un accordo con le aziende che operano in Abruzzo nel settore delle acque termali, rivedendo le decisioni assunte nell'ambito della finanziaria. L'assessore regionale ha anche sottolineato che l'Abruzzo si e' allineato ad altre regioni e l'obiettivo e' di creare un canone unico che accomuni tutte le regioni.
Castiglione ha anche annunciato la volontà della giunta regionale di studiare un canone su tutto ciò che viene estratto, e quindi su cave, torbiere e idrocarburi gassosi e liquidi, mantenendo le concessioni esistenti.
26/04/10 12.03

UNA PARTE DEI CANONI VENGA ATTRIBUITA AI COMUNI



Il sindaco di Canistro Angelo Mariani, centro rovetano in cui insiste un importante sito di imbottigliamento di acque minerali commenta positivamente la notizia: «finalmente anche l' Abruzzo si adegua alle altre regioni italiane che già da anni avevano applicato i famosi canoni sulle acque. Mi sono sempre battuto per l'applicazione delle royalty sulle acque minerali e finalmente è pronto il progetto di legge».
Mariani si dichiara soddisfatto per la proposta di legge «anche perchè si garantirebbe la difesa dei livelli occupazionali, condizione fondamentale per lo sviluppo dei nostri centri montani».
Il primo cittadino si augura, però, che «una parte dei canoni derivanti dalle acque vengano attribuiti anche ai comuni: vorrei ricordare infatti all'assessore Regionale Castiglione che un piccolo centro come Canistro deve affrontare ingenti spese sia per garantire una discreta viabilità in prossimità dell'industria presente sia per mantenere e creare ex novo quelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dello stesso sito industriale e per azioni di tutela delle sorgenti di acqua. Per mantenere queste uscite dalle casse comunali sarebbe opportuno ricevere una parte dei canoni che la Regione dovrebbe introitare»
A questo metodo, spiega il sindaco, «si sono già adeguate quasi tutte le Regioni. I canoni sono stabiliti dalle regioni e sarebbero così distribuiti : 40% delle somme introitate ai Comuni sede di attingimento, il 30% ai Comuni limitrofi vincolando le somme alla valorizzazione ed alla tutela della risorsa idrica; il restante 30% rimarrebbe a disposizione della Direzione delle Attività Produttive».

28/04/10 8.03