Fondi europei Fas: il Ministero stronca le richieste progettuali della Regione

Alessandro Biancardi

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Fondi europei Fas: il Ministero stronca le richieste progettuali della Regione
ABRUZZO. Come vengono spesi i fondi europei in Abruzzo? Quali sono i progetti che vengono finanziati? Non emerge uno spaccato edificante da una missiva del ministero dell'Economia che si trasforma in una sonora tirata di orecchie alla Regione. * CHIODI: «ACCUSE SENZA SENSO, PER NOI TRASPARENZA VALORE IMPRESCINDIBILE»
In particolare viene stroncata su tutta la linea la programmazione dei Fondi FAS da parte del Governo nazionale. Si tratta di quei fondi strutturali che dovrebbero servire a risollevare le zone svantaggiate del “sud” dell'Europa e che invece molto spesso vengono spesi senza controllo, oggetto di veri e propri saccheggi o clientele. Il risultato è che lo sviluppo non c'è e gli aiuti vengono vanificati.
A leggere le osservazioni del Ministero dello Sviluppo Economico la bocciatura appare senza appello.
Tra le altre cose, si legge: «… per tutti i settori si osserva in generale la mancanza di interventi di rilievo, il PAR risulta piuttosto frammentato e dispersivo sia settorialmente che territorialmente».
Tradotto, il FAS è stato utilizzato senza alcun senso, strategia e significato ed il Governo amico dice no.
A denunciarlo stamane in conferenza stampa il gruppo regionale del Pd alla quale hanno partecipato sindacati ed organizzazioni di categorie, nella quale è stato diffuso «un documento “secretato” da Chiodi»: le osservazioni del Ministero trasmesso alla Regione, del quale né sindacati e né organizzazioni di categoria ne erano a conoscenza.
Il documento è una risposta del governo alla nuova richiesta della Regione per avere i finanziamenti europei.
Per quanto riguarda le «modalità attuative» il rilievo sembra pesante in quanto «le azioni cardine devono essere attuate tramite Apq», cioè con altro strumento di programmazione.
Tra le indicazioni fornite dal Ministero alla Regione anche quella inerente la copertura finanziaria che andrebbe verificata meglio «al fine di non pregiudicare la fattibilità di un'azione cardine». Insomma il ministero sembra dire: occhio controllate bene le finanze generali ed i progetti perché c'è il rischio che si inizino progetti che non si possono terminare.
Insomma si finanziano in partenza future incompiute.
«In alcuni casi», scrive sempre il Ministero, «non c'è proporzione tra risorse a disposizione e indicatori», così come non è sempre ben specificato l'onere dei privati.
Secondo i rilievi governativi le azioni sarebbero «troppo frammentate» avrebbero perso il carattere comune, insomma aiuti europei troppo frammentati si disperdono e diventano meno efficaci.
Una tirata d'orecchie anche per quanto riguarda le decine di progetti per la «società di informazione», i progetti tecnici che mirano alla copertura del territorio regionale con la banda larga: anche questi troppo frammentari e poco efficaci.
Segnaccio rosso ed errore grave invece per le richieste di finanziamento sul turismo dove sono stati chiesti finanziamenti per interventi che non erano coperti come iniziative ordinarie o eventi sportivi o fieristici.
Possibile che non c'erano altri progetti da poter presentare a largo raggio ed ampio respiro?
L'Abruzzo non ha proprio bisogno di nulla se non una costellazione di “progettini” che hanno tanto il sapore del clientelismo e basta.
«Dopo quattordici mesi di governo regionale», ha commentato il Capogruppo regionale del PD Camillo D'Alessandro, «dopo aver perso un anno a modificare la vecchia programmazione, oggi invece di discutere dei bandi, siamo costretti ad occuparci di bocciature che si traducono in perdita di tempo. Otto Regioni – spiega D'Alessandro -già hanno ottenuto il via libera, quindi oltre al danno della crisi economica Chiodi aggiunge anche la beffa, cioè durante la crisi altre Regioni diventano competitive con la disponibilità dei fondi mentre noi rimaniamo ai margini. Ricordo che l'Abruzzo è la prima in Italia per crisi occupazionale e cassa integrazione».
«Paradossalmente», rilancia l'esponente del PD, «questa bocciatura può rappresentare una occasione: rivediamo subito la programmazione, eliminiamo marchette e previsioni che nulla hanno a che fare con la programmazione dei FAS, spostiamo le risorse sui settori strategici e, soprattutto definiamo con certezza le risorse disponibili, il tutto subito, fare in fretta, ogni giorno che passa l'Abruzzo che c'era non c'è più, rischiamo di non curare il malato, ma di arrivare al funerale».

19/04/2010 16.50

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CHIODI: «ACCUSE SENZA SENSO, PER NOI TRASPARENZA VALORE IMPRESCINDIBILE»

«La procedura per l'elaborazione del Par-Fas della Regione è stata portata avanti in assoluta trasparenza, chiarezza dei ruoli e delle competenze e rispetto dei tempi».
Lo afferma il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in merito alle dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali del Pd.
«La trasparenza è la nostra linea di condotta amministrativa - aggiunge il presidente Chiodi - ed è per questo che non hanno alcun fondamento le accuse di secretare gli atti. La procedura è sotto gli occhi di tutti ed è partita con una delibera del 21 dicembre scorso, peraltro ampiamente conosciuta da tutti i gruppi consigliari, compreso quello del Pd. Tutte le osservazioni tecniche che sono emerse dalle diverse riunioni con i tecnici del ministero dello Sviluppo economico e quelli della Regione Abruzzo - aggiunge il presidente della Regione - sono state calate nel documento di programmazione, nel pieno rispetto della legge, e la bozza di Par-Fas è stata nuovamente inviata al ministero dello Sviluppo economico solo la settimana scorsa».
Le osservazioni, ormai datate, del Mise non mettevano in discussione la linea generale, ma i tecnicismi di attuazione.
Le strategie nei successivi incontri hanno dato luogo a nostre integrazioni che hanno meglio illustrato la progettualità complessiva. Il presidente Chiodi entra poi nei tempi di attuazione del documento di programmazione.
«Se ritardi ci sono stati, trattandosi di programmazione 2007/2013 - precisa - questi sono imputabili solo al precedente Governo regionale di centrosinistra che ha avuto due anni per avviare la procedura e non l'ha fatto. Anzi, ha approvato a novembre 2008 una banale delibera di indirizzo, in piena campagna elettorale, con il chiaro intento di dare soddisfazioni solo di carattere elettorale. Una volta insediati, abbiamo dovuto ricominciare la procedura da capo con la rielaborazione del Vas perché il precedente governo non l'aveva presa assolutamente in considerazione».
«La verità - conclude il presidente della Regione - è che noi stiamo rincorrendo i tempi proprio per recuperare il tempo perduto, come sarà reso palese dal fatto che i Fas della regione Abruzzo saranno deliberati dal Cipe, insieme a quelli di gran parte delle altre regioni italiane. Anche il consigliere D'Alessandro dovrà accettare che l'Abruzzo ha recuperato il tempo perso dalla vecchia Giunta regionale. Parlare di "marchette" elettorali e di secretazione degli atti è assolutamente infondato di fronte soprattutto ad una Giunta che ha pubblicato la bozza di Par-Fas nel sito internet istituzionale ed ha inviato tutti gli atti agli organi di competenza».

19/04/2010 20.42