Scoppia la protesta anti petrolio sulla ''costa dei Trabocchetti''

Alessandro Biancardi

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Scoppia la protesta anti petrolio sulla ''costa dei Trabocchetti''
SAN VITO CHIETINO. Nonostante la pioggia un lungo serpentone di persone ha manifestato ieri la propria contrarietà alla petrolizzazione. * IL RACCONTO FOTOGRAFICO
Adulti, giovani, anziani e bambini a piedi, in bicicletta e anche a cavallo. Era composita la schiera di manifestanti che ieri si è data appuntamento alla vecchia stazione di San Vito (ribattezzata per l'occasione 'La costa dei trabocchetti') per gridare forte il proprio no alla petrolizzazione in Abruzzo.
Tanti gli slogan urlati a voce e scritti sui manifesti: «Fermiamo la febbre del pianeta», «Mare e costa, tutta 'robba nostr' . Riappropriamoci dei nostri spazi», «Eni: ente nazionale inquinamento», «No raffineria a Bomba», «riprendiamo il futuro nelle nostre mani», «non vi permetteremo di distruggere la più bella costa dell'Adriatico».
Tanti anche i politici di centrosinistra che si sono accodati al corteo. Tra questi i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro e Claudio Ruffini (Pd), il segretario regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci con figli al seguito, il senatore Giovanni Legnini (Pd), il consigliere regionale dell'Idv Carlo Costantini, il consigliere provinciale Pd Angelo Radica, alcuni sindaci della costa.
Le associazioni ambientaliste hanno manifestato la loro assoluta opposizione alle numerose istanze di sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi («di importanza trascurabile per il fabbisogno energetico nazionale») che interessano sia la terra che il mare abruzzese e hanno reclamato uno sviluppo economico «fondato su attività compatibili con l'ambiente, sullo sviluppo del turismo su una pesca e su un'agricoltura sane e di qualità».
«Negli ultimi anni le domande per nuove concessioni sono aumentate esponenzialmente», hanno ricordato i manifestanti.
In questi giorni è in discussione l'installazione di due piattaforme petrolifere (Ombrina mare ed Elsa 2) con annesso "centro oli" galleggiante pochi km a largo della costa dei trabocchi, zona con grandissime potenzialità turistiche.
«Lo sfruttamento del petrolio avrà inevitabili effetti sull'ambiente e sulla salute di tutti gli abruzzesi», temono gli ambientalisti, «e li esporrà a rischi di incidenti potenzialmente catastrofici. Nessuna royalty potrà compensare i danni all'agricoltura, al turismo ed all'immagine dell'Abruzzo "Regione Verde d'Europa"».
La richiesta è che la regione punti su una politica energetica basata «sull'efficienza e sull'impiego di fonti rinnovabili e le comunità locali rivestono un ruolo fondamentale pretendendo investimenti che mirino almeno al raggiungimento degli obbiettivi previsti dal Pacchetto Clima ed Energia 20-20-20 (20% di riduzione di CO2, 20% di aumento dell'efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili)».
«Ancora una volta non possiamo fidarci di questa gente che, dopo 14 mesi di governo regionale, non è stata ancora in grado di mettere la parola fine alla trasformazione del nostro territorio in regione a vocazione petrolifera, così come previsto nel piano di sviluppo economico del Governo del 2008», ha commentato il consigliere regionale Camillo D'Alessandro (Pd).
«Mentre tutto ciò accade», ha detto, «si stanno consumando accordi segreti sulla pelle degli abruzzesi senza che nessuno sappia nulla».
Secondo alcune fonti, infatti, ci sarebbe una sedicente trattativa in corso tra governo regionale e Governo Nazionale avviata senza il coinvolgimento degli amministratori, sindaci, enti locali, associazioni ambientaliste.
«L'eventuale rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni, disciplinato dalla legge dello Stato, deve avvenire sempre di intesa con la Regione e con gli enti locali, nel rispetto del principio di leale collaborazione».
Per questo il Pd intende avviare una vera e propria mobilitazione tra i cittadini che saranno chiamati alla raccolta di firme a sostegno del progetto di legge.

«IN 5000 SOTTO LA PIOGGIA»

Secondo il coordinamento Emergenzambiente i partecipanti erano almeno 5mila.
«Il trenino della Sangritana era pieno», si legge in una nota del coordinamento che ha organizzato l'evento, «ringraziamo la sensibilità del suo presidente Pasquale Di Nardo, l'accoglienza e la collaborazione del comune di San Vito, la passione dei cittadini delle associazioni dei comitati e dei tanti giovani, inoltre vogliamo ringraziare anche i numerosi sindaci, gli assessori, i consiglieri regionali, i politici, il presidente della provincia Enrico Di Giuseppantonio, che attraverso una lettera ha ribadito di proseguire nell'impegno contro la petrolizzazione. Ci spiace che il nostro governatore e l'assessore all'ambiente non erano tra questi, un Abruzzo con 2 facce uno medioevale -del ci penso io a te- l'altro moderno, che viene a condividere e ad ascoltare chi vuole assumersi l'onere di non delegare la propria vita a nessuno.
La nube vulcanica ha bloccato a Los Angeles uno dei simboli di questa battaglia, Maria Rita D'Orsogna, ma ha voluto essere presente con una sua lettera.
La giovanissima Catia, della Consulta giovanile di Chieti, ha letto emozionatissima il documento politico della manifestazione, Ledda in qualità di medico ricercatore ha ribadito le gravissime connessioni tra inquinamento e salute umana, il professor Scalia con forza ha ribadito l'incredibile ritardo che ha l'Italia e molte regioni nella straordinaria risorsa per l'economia come l'innovazione tecnologica delle energie alternative.

CHIODI: «C'E' MASSIMA CHIAREZZA»

Ma per il presidente Chiodi «sul problema della petrolizzazione c'è massima trasparenza e fermezza ma la sensazione è che si stia volutamente generando una gran confusione. Il Pd continua a mistificare tra la produzione di energia e la lavorazione ed estrazione degli idrocarburi liquidi (olio combustibile e suoi derivati)».
«Il Pd non deve insegnarci nulla», ha detto ancora il governatore, «Ci faccia lavorare in pace. In questi 14 mesi abbiamo approvato un piano energetico regionale che vieta la produzione di energia elettrica in Abruzzo dalla combustione di idrocarburi liquidi e suoi derivati mentre valorizza la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con l'obiettivo di arrivare al 2015 alla copertura dei bisogni almeno al 51 per cento come ho già più volte dichiarato. Inoltre, - ha proseguito il presidente - abbiamo approvato una nuova legge regionale che vieta l'estrazione e la lavorazione di idrocarburi liquidi chiara e netta sull'obiettivo. La legge di recente è stata osservata dal Governo per cui ci siamo costituiti davanti alla Corte costituzionale per difenderla ma, nello stesso tempo, abbiamo aperto un tavolo ufficiale dove siedono tecnici regionali, del Ministero dello sviluppo economico e delle Politiche regionali per condividere un testo di legge che rispetti gli obiettivi di questa giunta che sono appunto quelli del divieto di estrazione e lavorazione degli idrocarburi liquidi nel territorio abruzzese e che sia rispettosa della Costituzione».



SABATO IL NO AL NUCLEARE

Sabato scorso, invece, circa trecento persone tra ragazzi dei centri sociali, politici e semplici cittadini hanno preso parte ad una manifestazione contro il nucleare, organizzata a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) da alcuni gruppi anarchici delle Marche, dell'Abruzzo e del Lazio.
Il corteo ha attraversato pacificamente il centro sambenedettese scandendo slogan contro l'ipotesi di realizzare una centrale nucleare nella zona Sentina.
L'area naturalistica, secondo gli organizzatori, sarebbe stata, infatti, individuata come possibile sito per un impianto.
Oltre ad alcuni politici marchigiani (tra cui il consigliere regionale Raffaele Bucciarelli, del Prc-Pdci, il candidato alla presidenza della sinistra Massimo Rossi e l'assessore all'ambiente di San Benedetto del Tronto Paolo Canducci) e a Legambiente, erano presenti i membri del Comitato abruzzese di difesa del territorio.
«L'obiettivo è creare una rete con le altre realtà che sul territorio si battono contro il nucleare - hanno spiegato i responsabili Walter Vallesi e Lorenzo Valloreja -. Si stanno creando una serie di infrastrutture per porre le basi per il nucleare, con centrali da 800 megawatt a San Benedetto a, addirittura, da 2.000 megawatt in Abruzzo. Ciò grazie a una legge che permette al Governo di bypassare le amministrazioni locali. Occorre dunque un'azione coordinata per scongiurare questa ipotesi».

19/04/2010 9.27

D'ORSOGNA: «DOBBIAMO CONTINUARE LA NOSTRA LOTTA»

Grande assente alla manifestazione, a causa delle eruzioni vulcaniche in Islanda e l'impossibilità di prendere l'aereo, la studiosa Maria Rita D'Orsogna che da tempo si batte contro la petrolizzazione sulla costa teatina.
D'Orsogna ha voluto comunque inviare un messaggio ai partecipanti. «Anche se sono lontano però», si legge, «voglio dire alle ditte petrolifere di mezzo mondo che non gli permetteremo di distruggere tutto quello che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate.  Che siamo più intelligenti delle loro storielle sulla compatibilità fra raffinerie e agricoltura. Che qui non sono benvenuti. Che non siamo in svendita. Punto».
«Metà regione è sotto attacco», ha continuato. «I progetti petroliferi vanno avanti e riguardano circa un milione di persone. Dal lago di Bomba, a Pineto, da San Vito Marina alla Majella, da Casalbordino a Silvi, da Teramo a Sulmona, ci siamo tutti dentro assieme. I progetti sono uno piu' scellerati dell'altro. Vogliono trivellare il lago di Bomba, dove il territorio e' fragile e dove i petrolieri stessi parlano di rischio smottamenti, sprofondamenti e cedimenti della diga. Vogliono mettere il centro oli nel mare di Rocca san Giovanni, un enorme nave galleggiante con inceneritore a fiamma costante da cui verranno emesse decine di tonnellate di fumi inquinanti al giorno, e centinaia di tonnellate di rifiuti tossici e speciali ogni giorno. Proprio una bella visuale lungo la costa dei trabocchi, la Catalogna d'Italia!»
«Il Times di Londra dice che venire in Abruzzo e' una delle 10 avventure piu' belle della vita. Capite cosa abbiamo? Non ci hanno messo Parigi o Cortina d'Ampezzo o la Toscana. Ci hanno messo l'Abruzzo! La stampa straneira dice che siamo a meta' fra il Tibet e la California, dice che siamo l'Himalaya d'Europa, dice che i nostri vini e il nostro olio sono eccellenti.
Non possiamo vanificare tutto questo. E' un insulto alla nostra storia, e alle generazioni passate che tanto hanno sofferto per lasciarci l'Abruzzo che conosciamo oggi. Dobbiamo invece renderci conto di quanto sia speciale quello che abbiamo e di quanto valga la pena proteggerlo e volerlo migliorare».
20/04/10 8.44

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