Villa Pini e budget, Chiodi continua ad applicare il trucco di Del Turco

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6108

Villa Pini e budget, Chiodi continua ad applicare il trucco di Del Turco
CHIETI. Accelerazione improvvisa della curatela fallimentare di Villa Pini: da oggi una società di revisione (probabilmente la Erst&Young) inizierà a lavorare in clinica per valutare quanto vale la struttura in vista della vendita. *I MEDICI DI VILLA PINI: “NOTIZIE FALSE SU DI NOI”
Tempo tre mesi e Villa Pini potrebbe essere messa sul mercato.
Fin qui la notizia potrebbe essere solo questa: l'avvio della procedura prevista per tutelare i creditori, cioè vendere il bene del fallito e soddisfare i crediti.
In realtà la vera notizia è invece un'altra: il compito che Giuseppina Ivone ha affidato a questa società è di valutare l'attività come se gli accreditamenti ci fossero e fossero pienamente operanti.
Una decisione che la dice lunga sulla determinazione del curatore di andare avanti, nonostante gli ostacoli imprevisti posti dalla Regione, e che giunge alla vigilia dell'appuntamento con il Tar L'Aquila.
Come noto, infatti, domani ci sarà la sentenza sulla sospensione cautelare del provvedimento con il quale la Regione ha sospeso – illegittimamente, secondo la curatela – le convenzioni con Villa Pini.
Molti caricano l'attesa per il Tar di troppi significati: in realtà la sospensiva è una decisione interlocutoria che non dice chi ha ragione nel merito ed anche una sentenza sul contenuto della legge contro Angelini sarebbe definitiva solo al Consiglio di Stato.
E' indubbio però che tra i dipendenti della clinica c'è un certo ottimismo, perché chi ha letto il ricorso al Tar si è fatta l'idea di una decisione regionale troppo punitiva e completamente retroattiva, il che fa pensare che questa scelta di Chiodi&c. possa essere cassata.

LA STORIA SI RIPETE: CHIODI COME DEL TURCO CONTRO ANGELINI?

Se ciò avvenisse ancora una volta (dopo che le Cliniche private hanno sempre vinto i ricorsi contro le imposizioni della Regione sui contratti) troverebbe conferma quella “libido succumbendi” della Giunta regionale (cioè la voglia di perdere) che il deputato Daniele Toto (Pdl) ha evidenziato nella sua ultima interrogazione parlamentare: in pratica la Regione farebbe di tutto per perdere i ricorsi, quasi masochisticamente inserendo nelle delibere qualche virus (tipo i “tecnologici” Trojan, malware notissimi agli utenti di internet) destinato a far soccombere le delibere in giudizio, in ogni giudizio, di fronte al Tar.
Si tratta «dell'inclusione, nell'atto commissariale di cui è evidenza, di fattispecie ad elevato rischio caducatorio, all'esito di eventuali impugnative», spiega Toto con linguaggio aulico.
In realtà, la storia delle delibere sanitarie targate Chiodi ricalca stranamente quella del suo predecessore Ottaviano Del Turco, il cui attivismo su Villa Pini ad un certo punto sembrò motivato dalla sua idea di vendere Villa Pini a De Benedetti.
Fu questa idea che probabilmente irritò a tal punto Angelini da fargli trovare la voglia di raccontare alla Procura di Pescara quello che si sa e quello che ancora non si sa.
Perché, a dirla tutta, anche le delibere dell'aprile 2008 (prima del diluvio universale, direttore della sanità Di Cesare) inserivano tetti di spesa provvisori e non definitivi, come sarebbe stato meglio e più inattaccabile, e proponevano bozze di contratti con le cliniche private con inserito il Trojan: se non firmi, ti chiudo la clinica.
Il che serviva di fatto a vincere i ricorsi davanti al Tar.
Infatti la Regione non ha mai chiuso nulla, ha consentito che continuassero i ricoveri ed ha contabilizzato le prestazioni, anche in assenza di contratti.
Poi la Regione ha inventato la legge retroattiva per far fuori Angelini dalla spartizione della torta sanitaria ed ha inventato il sub commissario Giovanna Baraldi che ha continuato a muoversi nel solco di Del Turco: contratti capestro per le altre cliniche, ma anche budget più generosi, e tagli a Villa Pini (ad un certo punto è stata tagliata proprio la clinica tutta), salvo a ripensarci sabato scorso riaffidando ad Angelini un budget ridotto.

ANCHE NELLE DELIBERE REGIONALI DI OGGI C'È IL VIRUS PER PERDERE AL TAR

Il gioco appare sempre lo stesso: si producono atti inattuabili e a rischio Tar, proprio per affermare una deregulation organizzata, che alla fine dovrebbe fiaccare gli imprenditori privati in questi giorni alle prese con la difficoltà di pagare gli stipendi e favorire l'arrivo di qualche colosso.
Perché a ben leggere i contratti proposti quest'anno, il Trojan c'è, eccome ed è sempre lo stesso.
«Se non firmi ti chiudo e ti impedisco di ricoverare».
Ma se mi chiudi, come fai ad impedirmi i ricoveri? Non è pleonastico?
E poi, capoverso successivo: «se però dimostri che i ricoveri sono necessari, te li pago».
Altro capoverso, altra sorpresa: «per le prestazioni extra budget possiamo discutere e semmai pago».
Anche i non addetti ai lavori percepiscono che è in atto uno strano braccio di ferro: a tavolino, nel solco socialista e riformista di Del Turco, qualcuno del Governo – magari socialista – aveva deciso di continuare la guerra ad Angelini.
Poi di fronte alle difficoltà obiettive, ci ha ripensato ed ora questi aggiustamenti (budget no – budget sì) sono toppe peggiori del buco: per rimediare le incongruenze ripetute si stanno mettendo in crisi anche le altre cliniche e si sta ostacolando il curatore come se fosse una emanazione di Angelini.
Forse si dimentica che dietro Giuseppina Ivone ci sono invece il giudice fallimentare e la Procura.
Eppure Asl e Regione continuano come se niente fosse: in questi giorni è previsto un altro trasferimento di circa 20 pazienti psichiatrici di Maristella all'ospedale di Casoli, un contenitore non adatto a questa patologia.
Sbagliare è umano, perseverare?

Sebastiano Calella 13/04/2010 9.49


[pagebreak]

I MEDICI DI VILLA PINI: “NOTIZIE FALSE SU DI NOI”

CHIETI. Carlo Ciglia, Rosella Lardani, Luigi D'Alonzo, Ezio Di Flaviano, Mauro Gennaro: questa la formazione dei Primari e dei Medici di Villa Pini scesi in campo ieri a difesa della loro professionalità e dei loro malati.
E a chiedere di nuovo gli accreditamenti. In sala, nella conferenza stampa del Grande Albergo Abruzzo, moltissimi colleghi anestesisti, chirurghi e nomi di assoluto prestigio come Romano Liberati che si è chiesto, ed ha chiesto, ad alta voce: «andate a vedere cosa succede nei Pronto soccorso di Chieti e Pescara, domandate come sono diventate le liste d'attesa....e dicono che non è successo niente con la chiusura di Villa Pini?».
La notizia più sconcertante l'ha comunicata Carlo Ciglia, quando ha spiegato il senso di questa inusuale presenza di tanti medici ad un evento pubblico: «Siamo qui per farvi conoscere – ha detto alla stampa – dati diversi da quelli che vi vogliono far credere».
E via con un elenco di dati sui ricoveri e sulle prestazioni di Villa Pini, in polemica aperta contro la Regione e contro il manager di Chieti, secondo il quale sarebbe pronto un piano per trasferire i malati in coma ancora ricoverati in clinica.
«Spostarli dove, se non c'è in Abruzzo e nelle Regioni vicine un reparto attrezzato per queste patologie?», ha chiesto Rosella Lardani.
«Dove si fanno le terapie per i disturbi alimentari?», le ha fatto eco Ezio Di Flaviano. «La riabilitazione cardiologica prima funzionava accogliendo in quinta-settima giornata gli operati della Cardiochirurgia – ha sottolineato Carlo Ciglia – da noi gli operati al cuore venivano ricoverati e curati ad un costo di molto inferiore a quello dell'ospedale, che adesso è bloccato in questo settore. E poi ci dicono che l'ospedale ha retto bene alla nostra chiusura? Non mi risulta, dati alla mano. Come invece mi risulta che altrove non c'è una guardia cardiologica h24 come da noi».
«I malati psichiatrici sono stati accolti in strutture non all'altezza, se si eccettua Guardiagrele dove già esisteva una tradizione e che è diventato l'ospedale psichiatrico della Provincia – ha ricordato Luigi D'Alonzo – ma dai loro familiari giungono notizie di difficoltà nelle terapie e nel recupero di questi malati».
«Villa Pini non è chiusa – ha detto Gennaro Mauro – continuano le richieste di ricovero, alle quali dobbiamo dire no. E pochi vogliono ricordare la funzione polispecialistica di Villa Pini».
Non c'è acrimonia nelle parole di questi professionisti giunti alle battaglie sindacali in età non sempre giovanile. Forse c'è più stupore per una classe di amministratori pubblici che ha sottovalutato in passato, e continua a minimizzare oggi, la complessità di ogni intervento su Villa Pini.
Una certa indignazione però si avverte: «Ma come si fa a dire che le Asl di Chieti e Pescara non hanno risentito il peso dei problemi che la clinica risolveva? Vogliamo parlare della Risonanza magnetica o della Tac oppure della Radiologia il cui peso ha messo in crisi la sanità locale? Si fa sapere che le Asl non ne hanno risentito: è falso».

s. c. 13/04/2010 9.32