Sanità e terremoto, Idv: «Chiodi non mostra documenti. Così uccide democrazia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Da oltre un mese il presidente della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, Gino Milano (IdV), ha chiesto di avere copia dei provvedimenti assunti da Chiodi, sia come commissario della Protezione Civile, sia come commissario della sanità in Abruzzo.


Alla lettera di richiesta Chiodi - dice l'Idv - ha risposto con il totale silenzio.
«Se il nostro governatore», commenta Cesare D'Alessandro, vice capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, «crede di essere il 'secondo unto del Signore' si sbaglia di grosso».
«L'Italia dei Valori», spiega D'Alessandro, «vuole esercitare il suo ruolo di controllo democratico e lo eserciterà perchè Chiodi deve rispettare le leggi della Repubblica».
Al momento però la Commissione non riesce a vedere carte e documenti. Sulla Sanità l'irritazione di D'Alessandro è palpabile: «il Consiglio regionale ha il diritto di sapere che cosa sta facendo Chiodi e come sta impiegando le risorse finanziarie che gli sono state affidate per onorare gli impegni. Non dimentichiamo che fra queste risorse ci sono 140 milioni di euro che i cittadini abruzzesi pagano con tasse aggiuntive a causa del dissesto finanziario della sanità».
Altro capitolo, sempre centrale per la regione: c'è il ruolo che Chiodi ricopre come commissario alla ricostruzione.
«Evita di mandare i documenti alla Commissione di Vigilanza, negando il principio della massima trasparenza che è un diritto di tutti i cittadini», denuncia D'Alessandro.
«Probabilmente Chiodi», aggiunge D'Alessandro, «confonde la trasparenza con gli annunci sulla stampa di quello che ha in animo di fare, dei bandi che produrrà nei prossimi mesi, mentre gli ricordiamo che la trasparenza vuol dire mettere a disposizione dei consiglieri regionali ogni suo singolo atto, relativo alla emergenza e alla ricostruzione per cui agisce come commissario plenipotenziario; e per evitare fraintendimenti lo stesso discorso vale anche per il vice commissario, nonchè sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente».
Un mese dalla richiesta della documentazione le risposte latitano e per l'esponente dell'Idv questo «significa l'impossibilità di effettuare un reale controllo democratico che, se non verrà consentito», avverte il consigliere, «significherà l'attivazione, nei prossimi giorni, delle procedure previste dalle vigenti disposizioni, per garantire il controllo e la libera informazione al popolo abruzzese».
Il consigliere d'opposizione parla di «arroganza nella gestione del potere», «comportamento antidemocratico» che «acuisce il solco tra i cittadini e le istituzioni».
Un solco che, se si continuasse su questa via «diventerà voragine e, dopo un governatore eletto da una consistente minoranza, arriveremo ad avere il prossimo presidente eletto da una minoranza residuale. Stai dando un contributo ad uccidere la democrazia nella nostra regione, perchè, caro Chiodi», conclude D'Alessandro, «la democrazia si difende nelle urne, ma viaggia di pari passo con la partecipazione ed il controllo su chi governa da parte dei cittadini. E noi, come opposizione, vogliamo fare la nostra parte».

12/04/2010 10.01