No al petrolio, domenica prossima la mobilitazione di EmergenzaAmbiente

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Domenica 18 aprile a San Vito Marina EmergenzaAmbienteAbruzzo, la rete di circa 60 associazioni e comitati della regione che si batte per la tutela della natura e l’ambiente, promuove una manifestazione per un Abruzzo sostenibile, libero dal petrolio.
Il ritrovo è presso il piazzale dell'ex stazione ferroviaria di San Vito-Lanciano alle 15.
Per l'occasione verrà organizzato un treno speciale della Sangritana, che partirà da Pineto alle 13.55 ed arriverà a San Vito alle ore 14.45 (ritorno alle 20, fermate a tutte le stazioni).
Dal piazzale partirà una passeggiata lungo il tratto che va dall'imbocco sud della galleria “Moro” all'imbocco nord della galleria denominata ''Trabocco I'' (circa 4 km di lunghezza, da coprire in base alle presenze). Contemporaneamente, i sub dei centri Diving terranno prove di immersione in mare.
Alle 17 si ritorna nel piazzale dell'ex stazione di San Vito per un dibattito da parte di Maria Rita D'Orsogna, docente e ricercatrice presso la California State University at Northridge, Massimo Scalia, docente presso l'Università La Sapienza di Roma e Andrea Ledda, andrologo responsabile del centro di ricerche in andrologia BIOS di Roma.
Dopo gli interventi, verso le 18.30, ci sarà un'esibizione di gruppi musicali locali.
Il termine della manifestazione è previsto per le 22.
Durante la giornata saranno presenti stand espositivi sulle energie rinnovabili, stand informativi delle associazioni ambientaliste sull'efficienza e il risparmio energetico, stand di prodotti ecologici e equosolidali e si organizzeranno attività di educazione ambientale per bimbi e ragazzi.
Dal 14 al 18 aprile, inoltre, presso la sala polivalente del Comune di San Vito in località Marina sarà allestita una mostra di arte postale dedicata interamente al tema della petrolizzazione.
«Questo è un momento storico in cui l'Abruzzo ha tutte le carte in regola per puntare su una politica energetica basata sull'efficienza e sull'impiego di fonti rinnovabili», commentano Dante Caserta del Wwf e Angelo Di Matteo di Legambiente Abruzzo. «Paradossalmente, invece, questo è anche un momento storico in cui l'Abruzzo rischia fortemente la deriva petrolifera: la confusione legislativa che sussiste in seguito all'impugnazione, da parte del Governo nazionale, anche della seconda legge regionale anti-pozzi ed il proliferare delle richieste di ulteriori concessioni per estrazioni petrolifere a mare, mette a serio rischio il futuro della nostra regione».
«L'Abruzzo è interessato per circa il 50% da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. Emerge in maniera chiara che si continua a sottovalutare il problema. La Regione sembra non aver compreso che il disegno di far diventare l'Abruzzo un distretto petrolifero, come indicato nel Piano triennale per lo sviluppo presentato nel 2008 dal Ministero per lo Sviluppo Economico, sta andando avanti».
«Gli obiettivi ratificati dal Parlamento Europeo», ricordano gli esponenti di Wwf e Legambiente, «implicano per l'Italia una accelerazione delle politiche energetiche sostenibili, perché entro il 2020 occorre ridurre le emissioni di CO2 del 5,6% rispetto al 1990 (in continuità con quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto, anche se le emissioni sono cresciute del 9%) e per le rinnovabili è stato stabilito di soddisfare il 17% dei consumi finali di energia (rispetto al 5,2% del 2005). Questa sfida, vista dentro l'attuale dibattito politico italiano e regionale sui temi energetici, è già realtà in molti Comuni che hanno capito come valorizzare le proprie risorse attraverso il mix di impianti più adatto. E la centralità dei territori, nella sfida che l'Italia ha di fronte per realizzare gli obiettivi al 2020, è ineludibile».

12/04/2010 8.38

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