Inchiesta sui rifiuti in Abruzzo: più procure indagano sul socio della Team

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Da tempo, un nutrito pool di pm di Pescara (Trifuoggi, Varone, Mantini) indaga sull’universo dei rifiuti in Abruzzo e sugli appalti che coinvolgono decine di società. (Vignetta di Jaime)
TERAMO. Da tempo, un nutrito pool di pm di Pescara (Trifuoggi, Varone, Mantini) indaga sull'universo dei rifiuti in Abruzzo e sugli appalti che coinvolgono decine di società.

(Vignetta di Jaime)



Tra queste ci sono anche le società miste pubblico-private che gestiscono i sempre più cospicui finanziamenti pubblici che dovrebbero servire per migliorare servizi e spesso invece questi servizi, tra l'indifferenza generale, nemmeno esistono.
In compenso le tariffe aumentano di anno in anno. Come mai?
E poi c'è l'intreccio inestricabile ed immancabile con la politica che fa sempre il proprio gioco (anche in questo caso parrebbe un tantino sporco) per ottenere i propri tornaconto nei modi più vari. Non è un mistero che da diversi mesi la procura di Pescara cerca tangenti.
Quello che è certo è che dai rifiuti che si ammucchiano sotto casa si fa presto a sconfinare in altre province, saltando di società in società e coinvolgendo nomi noti del settore.
Dal sacchetto di plastica nero si passa facilmente ai servizi di raccolta differenziati super finanziati da decenni con risultati però scarsissimi (è un caso tutto l'attivismo delle ultime settimane?).
Arrivare poi alla gestione delle discariche sempre più piene e pronte a scoppiare è un passo.
Così vista la situazione di emergenza si potrebbero giustificare impianti come gli inceneritori o turbogas la cui costruzione da mesi agita sopratutto il centrodestra e numerosi appetiti, specie nella zona del teramano.
Indagando indagando gli inquirenti pescaresi, che sembrano muoversi a largo raggio, sono arrivati mesi fa anche a Teramo nella sede della Team e vi sono rimasti per ore raccogliendo centinaia di documenti.
Una perquisizione che il giorno dopo ha generato un primo effetto: le dimissioni del presidente Lanfranco Venturoni, oggi assessore alla sanità.
Ma a preoccupare oggi sono alcune aderenze e connessioni della Team e del suo socio privato, quanto meno insidiose, e che dovrebbe far riflettere gli amministratori.

CHI C'E' DENTRO LA TERAMO AMBIENTE

La Teramo Ambiente spa (Te.Am.) è una società mista pubblico-privata che si è costituita il 25 novembre 1995 con un capitale sociale di € 1.291.000,00.
I soci pubblici, che detengono il 51,00% delle azioni, sono: Comune di Teramo: 48,50%, MO.TE., 2,00% Ambiente S.p.A. (ex CO.R.S.U. Consorzio Comprensoriale per la Costruzione e gestione associata degli Impianti di Smaltimento di Rifiuti Solidi Urbani): e 0,50% Provincia di Teramo. Mentre il 49% delle azioni è detenuto oggi da Enerambiente Spa, già Slia Technologies Srl di Venezia.
Quest'ultima società sarebbe stata di proprietà di una società svizzera, la Ecomanagement sa, che poi avrebbe cambiato denominazione sociale in Immogeste sa, con sede a Ginevra.
La Slia è stata posta poi in “liquidazione volontaria”. Liquidatore fu nominato Giovanni Faggiano, oggi amministratore delegato della Team.
Secondo altre fonti la Enerambiente farebbe parte del gruppo Cerroni Spa, di Manlio Cerroni, il re dei rifiuti a Roma.
Con il subentro della Enerambiente sono scattate anche le rimostranze dell'Italia dei Valori di Teramo.
Secondo l'Idv cittadino la Te.Am (la società mista pubblico privata) sarebbe «illegale» in quanto dopo la liquidazione volontaria di Slia (che deteneva il 49% delle azioni Te.Am.), l'Enerambiente «è subentrata nella società di gestione dei rifiuti senza alcuna gara d'appalto».
La Te.Am opera anche in Molise dove da poco tempo si è aggiudicata l'appalto per la raccolta rifiuti del Comune di Termoli per 7 anni, per un importo di 21.892.000,00 euro.
Il presidente della Te.Am è Raimondo Micheli.
L'attuale assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, fino a qualche mese fa, come detto, era presidente della società.
Gli altri consiglieri sono Vittorio Cardarella, Giuseppe Rubicini, Corrado De Iuliis.
Il Collegio Sindacale in carica è formato da: Giancarlo D'Andrea che è Presidente e da Angelo Camaioni e Paolo Bellamio.

L'AD DI TEAM E ENERAMBIENTE CONDANNATO PER FAVOREGGIAMENTO

L'amministratore delegato di Enerambiente, nonché di Te.Am, è Giovanni Faggiano.
Nel 2007, l'avvocato Faggiano è stato coinvolto in una maxi inchiesta, la cosiddetta «tangentopoli brindisina», condotta della Procura di Brindisi.
L'inchiesta, che portò all'arresto per la terza volta dell'ex sindaco di Brindisi, Giovanni Antonino, rivelava un vero e proprio “comitato d'affari” che pilotava appalti e finanziava campagne elettorali dietro il pagamento di corpose tangenti.
Il processo in primo grado ha portato alla condanna di 16 persone- come riporta la televisione brindisina Trcb- tra cui Giovanni Faggiano, condannato ad un anno e quattro mesi per favoreggiamento.

L'OMBRA DI CAMORRA E SACRA CORONA UNITA

E sempre la Enerambiente sarebbe anche sotto la lente di ingrandimento della Procura di Napoli, città nella quale lavora molto, insieme alla Siet, e ha gestito la pulizia e i rifiuti per un importo totale di 25 milioni annui.
Secondo quanto scrive Fabrizio Geremicca, giornalista del Corriere della Sera, «il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa ha firmato la seconda interdittiva antimafia per la SaBa Ecologia srl, una delle più grandi imprese per la raccolta di rifiuti nella regione Campania».
Un provvedimento che obbliga gli enti locali a cessare i rapporti con la società interdetta e per legge invita i comuni, i quali abbiano rapporti con la società, a rescindere i contratti.
Nell'interdittiva si legge l'elenco, come riporta il Corriere.it, dei fornitori della SaBa: «Cooperativa San Marco (interdetta ai fini antimafia), Slia e Fineco (riconducibili al gruppo Colucci, gravato da interdizione antimafia), Gruppo Fontana (interdetto dall'antimafia perché ritenuto vicino al clan dei casalesi, interdizione poi revocata), Langella (richiamata nello scioglimento dell'Asl Napoli 4 di Pomigliano in relazione a collegamenti con il clan Fabbrocino), Geoeco Spa (permeabile al clan dei casalesi perché ha assunto due parenti stretti di Gaetano Vassallo, noto imprenditore del gruppo Bidognetti), Mita spa (il cui liquidatore è stato deferito per associazione mafiosa), Oplonti Service, (gravata da interdittiva antimafia), Arzano Multiservizi (gravata da interdittiva antimafia) ed Enerambiente».
«Quest'ultima sarebbe riconducibile a un personaggio», puntualizza il giornalista, «A. D. O., indicato quale anello di congiunzione tra il clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita».
La Enerambiente ha vinto numerosi appalti in Campania ed ha una sede a Napoli oltre che a Venezia. E' stata oggetto di incendi dolosi e attentati nell'interland napoletano. L'ultimo in ordine di tempo oggi, anche se virtuale: il sito della società è stato cancellato da alcuni hacker per una azione dimostrativa.

CONTINUANO AD ARRIVARE AFFIDAMENTI…

Ma in Abruzzo nessuno sembra preoccuparsi e muovere un dito.
Anzi si affidano servizi alla Te.Am spa.
Infatti il 20 gennaio scorso la Giunta comunale affida «i servizi di base e aggiuntivi museali relativi all'assistenza al pubblico, bigliettazione, assistenza alla attività didattica, gestione dell'Auditorium San Carlo, del sistema museale Città di Teramo e l'affidamento dei servizi del Centro sociale di Educazione permanente per un compenso annuo di euro 182.988,00 comprensivo degli oneri di sicurezza ed IVA».
Contro questa delibera si sono scagliati in parecchi dalla minoranza proprio perchè mancherebbe la gara pubblica, la stessa operazione sarebbe stata anche replicata per i servizi cimiteriali sempre assegnati alla Team.


IL COMUNE: «TUTTO REGOLARE SU TEAM E ENERAMBIENTE»

Nessuna preoccupazione per il Comune di Teramo che ha replicato con il consigliere Roberto Canzio:«non esiste nessuna legge che impedisce l'affidamento diretto dei servizi nel caso specifico della Te.Am, ma neanche gli ultimi due decreti legge, quello Bersani prima e quello Tremonti del 2009, vietano questa operazione. Inoltre, l'opposizione ha più volte fatto riferimento ad un verbale redatto da ispettori del Ministero dell'Economia che contestava l'affidamento diretto dei servizi cimiteriali, da parte del Comune e senza gara d'appalto, alla stessa Te.Am dimenticando o, meglio, omettendo di ricordare in maniera a dir poco scorretta, che l'Amministrazione dell'epoca (giunta Chiodi) ha prodotto delle contro osservazioni che sono state poi accolte dallo stesso Ministero, dimostrando che l'affido diretto alla Te.Am è ed era possibile».
Il Comune ha poi spiegato così la partecipazione di Enerambiente nella Teramo Ambiente: «bisogna ricordare che a gennaio 2007 la Slia s.p.a., che era il socio di Teramo Ambiente, si è scissa in Slia Technologies s.r.l. ed Enerambiente s.p.a., e la prima ha acquisito le partecipazioni della vecchia Slia s.p.a., divenendo socio della Te.Am. I soci e proprietari della vecchia Slia s.p.a. (che sono due) sono rimasti soci e proprietari delle due nuove società. Successivamente, a settembre del 2009, la Enerambiente s.p.a., attraverso una operazione di fusione per incorporazione, ha incorporato in sé diverse società tra cui la Slia Technologies s.r.l., e anche in questo caso i soci e proprietari della società in questione sono gli stessi della vecchia Slia s.p.a. Anche se tutto ciò è avvenuto attraverso operazioni contorte e complicate ma che sono comunque ammesse e quindi regolari».
Allora perchè fare operazioni contorte?

Manuela Rosa 08/04/2010 13.55

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