Portaborse, centrodestra non cambia la norma contestata

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La maggioranza di centrodestra, in Commissione Bilancio, ha respinto gli emendamenti proposti dai Consiglieri dell’Italia dei Valori contro la promozione dei collaboratori di Chiodi e della sua segreteria personale.


Un provvedimento approvato la notte del 30 dicembre dal consiglio regionale tra le polemiche, che a distanza di molti mesi continua a far discutere e ad alimentare lo scontro politico.
Circa un mese fa, pressato dalla stampa e dall'opposizione, il Governatore aveva ammesso l'errore fatto e assicurò che avrebbe provveduto a rimettere le cose a posto.
Ma il tempo passa e la situazione resta invariata.
Il partito di Di Pietro che aveva presentato già qualche mese fa una bozza di legge per la riduzione delle indennità, si è vista così respingere quella che ormai viene ribattezzata «una sveltina clientelare».
«Chiodi e la sua maggioranza», denuncia Cesare D'Alessandro, consigliere regionale dell'Idv, «chiamati oggi a votare un emendamento per cancellare i vergognosi favoritismi, ritengono ancora di non farlo, lasciando le cose come stanno. Evidentemente, i buoni intenti venivano annunciati soltanto in campagna elettorale».
E' lo stesso D'Alessandro che ricorda che «l'11 marzo scorso, Chiodi ha fatto approvare dalla giunta una modifica al bilancio di previsione del 2010, ma si è ben guardato dal modificare la legge per i suoi portaborse che sono in numero superiore a quelli del governatore Roberto Formigoni , della Regione Lombardia, che vanta sette volte gli abitanti dell'Abruzzo!».
Il rappresentante dell'Italia dei Valori sottolinea che «la maggioranza di centrodestra ha ritenuto di non dover approvare neanche l'emendamento che accoglieva tutte le osservazioni fatte dal Ministro Fitto – puntualizza D'Alessandro - disconoscendo non solo l'autorità istituzionale del Ministro ma anche quella politica, militando Fitto nello stesso partito di Chiodi».

07/04/2010 17.03