Abruzzo, prima regione del centro sud per casi di Aids

Alessandro Biancardi

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PESCARA. I dati sono allarmanti ed il virus si diffonde sempre più. Sono tuttavia molti i centri e le associazioni che predicano la prevenzione e si adoperano per recuperare i tossicodipendenti, categoria a forte rischio contagio.

PESCARA. I dati sono allarmanti ed il virus si diffonde sempre più. Sono
tuttavia molti i centri e le associazioni che predicano la prevenzione e si
adoperano per recuperare i tossicodipendenti, categoria a forte rischio
contagio.





In tutto il centro sud, superando anche alcune regioni del centro nord, l'Abruzzo detiene il primato, in percentuale, d'incidenza dell'Aids rispetto alla popolazione, con il 2,3% negli ultimi 12 mesi. L'emergenza è rimarcata dal fatto che la provincia di Pescara vale più della media regionale, con il 2,8%.
E la prevenzione nei rapporti occasionali rappresenta più che mai l'unica garanzia di protezione contro il virus dell'Hiv.
“Preserv-amiamoci” è l'iniziativa che poco prima del giorno di San Valentino le associazioni Jonathan, Amref, Animalisti Italiani, Lav Pescara, Montesilvano Sostenibile e Forum Acqua Abruzzo Social Forum, insieme a Michele Meomartino della Rete Non Violenta Abruzzo, hanno promosso per divulgare i dati, allarmanti, dell'Aids in Abruzzo, cercando di sensibilizzare la popolazione di fronte ad uno scottante problema.
Le associazioni si sono date appuntamento in piazza della Repubblica e in piazza Unione per allestire uno stand informativo, distribuendo gratuitamente preservativi ai passanti.
Come spiega Riccardo Lombardi di Amref, «bisogna ricordarsi sempre dell'Aids, non solo il 1 dicembre (giornata mondiale dell'Aids, ndr), e si deve pensare e riflettere su queste tematiche».
I
n Italia, dal 1982 al 2004, sono stati diagnosticati 54.497 casi di Aids, con oltre 40.000 casi solo per il sesso maschile.
L'85% delle persone colpite da Aids è compreso in una fascia d'età tra i 25 e i 49 anni. Si è sempre detto che gli omosessuali fossero le persone più a rischio: la novità è costituita dal fatto che oggi, invece, sono gli eterosessuali ad essere maggiormente in pericolo, a causa di un comportamento sessuale scorretto, con un incremento percentuale di più del 40% negli ultimi 10 anni.
Rispetto all'ultimo censimento effettuato dal Centro Operativo Adis di Roma, sono 187 i casi segnalati a Pescara e 137 quelli residenti.
Triste primato anche per quanto riguarda i bambini ai quali l'Aids è stato trasmesso dalla madre durante la gravidanza: in Abruzzo si sono registrati ben 12 casi (su 742 complessivi in Italia), e Pescara rappresenta l'unico centro dove l'Aids è stato registrato in fase pediatrica.
Spesso l'Aids fa rima con droga.
Tra le risposte che la città mette in campo per contrastare il problema della tossicodipendenza ed evitare che degeneri ulteriormente, la più importante è costituita sicuramente dal Centro di Solidarietà “Associazione Gruppo di Solidarietà Onlus”, presieduto da Anna Durante.
Attivo sin dal 1981, il Centro è operativo per la prevenzione di tutte le forme di disagio, un problema purtroppo sempre più frequente nella società odierna.
Sono molteplici le strutture che ruotano attorno al Centro, improntato sulla filosofia del “Progetto Uomo”, che vuole recuperare, attraverso una proposta culturale, la centralità della persona come individuo bisognoso di valori di riferimento e come soggetto critico, autonomo e sociale capace di progettualità.
A Pescara, in viale Regina Margherita 154/1, ha sede l'Accoglienza, che oltre ad ospitare il Gruppo di Formazione e Supervisione, atto a definire l'impianto teorico del modello integrato “Progetto Uomo”, rappresenta anche il primo modulo del processo terapeutico per recuperare l'individuo dalla tossicodipendenza.
È un modulo semiresidenziale; la sede che lo ospita ha una capienza massima di 30 utenti. La Comunità Terapeutica “Il Faro”, con sede in Loreto Aprutino, contrada Colle Cavaliere, è il modulo successivo alla Comunità di Accoglienza.
È residenziale ed ha una capienza massima di 40 utenti.
In questa fase, l'utente interiorizza nuovi modelli comportamentali avviati in accoglienza e viene avviato un lavoro di relazioni socio-familiari.
La Comunità di Reinserimento, con sede a Pescara in via Scarfoglio 31, è il terzo modulo del programma terapeutico riabilitativo.
Successivamente alla Comunità Terapeutica, è necessario il passaggio alla Comunità di Reinserimento, dove avviene il distacco graduale dal programma. Pertanto la Comunità di Reinserimento (che ha una capacità residenziale di massimo 15 utenti) prevede una fase residenziale e una non residenziale.
Gli obiettivi sono aiutare l'utente a realizzare nuove modalità di relazione, promuovere la sua autonomia e concludere il programma di recupero.
Un passaggio molto significativo è rappresentato da ciò che avviene ogni anno a giugno, quando i ragazzi che terminano il proprio percorso riabilitativo sono chiamati a ritirare pubblicamente un “certificato”: è il momento del loro ritorno alla vita, l'attimo – per dirla con le loro parole – in cui si sconfiggono i propri demoni e si torna a far parte della società, carichi di una nuova consapevolezza e pronti nuovamente ad affrontare l'esistenza.
Tra gli altri servizi offerti dal Ceis, è opportuno citare in questa sede la biblioteca del Centro Servizi Socio-Culturali “Diogene”, che si trova a Pescara in via del Santuario 160 e offre documentazioni e ricerche finalizzate alla produzione di studi ed elaborazione dati, mettendo a disposizione anche una serie di testi specializzati nelle problematiche dell'AIDS, ma anche della tossicodipendenza, dell'alcolismo, dei minori ed altro ancora.

Massimo Giuliano 10/03/2006 8.34