Personale Regione, Cgil: «non esiste alcun piano organico»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Cgil è «fortemente preoccupata» per il processo di riorganizzazione posto in atto dalla Giunta Regionale relativo all'Ente Regione ed agli Enti Strumentali.

Perplessità il sindacato ne ha espresse anche per le condizioni (che vengono definite incerte) in cui versa il personale regionale assunto a tempo indeterminato e quello precario.
«I provvedimenti ad oggi emanati sulla riorganizzazione sono privi di un disegno unitario e di una visione strategica complessiva», commenta il segretario generale Carmine Ranieri. «Si sta agendo frettolosamente e con leggerezza, provocando stallo e confusione e cercando di rimediare agli errori compiuti con ulteriori errori».
La Cgil parla di una «lacunosa» che sconterebbe la mancanza di «un progetto organico in cui trovino posto anche la riqualificazione e la valorizzazione del personale ed il superamento del lavoro precario».
Ranieri parla apertamente degli incarichi dirigenziali «prorogati di mese in mese per oltre un anno, in contrasto con quanto prevede la recente riforma della pubblica amministrazione e con qualsiasi logica di efficienza e di ottimizzazione del lavoro ha creato stallo, ritardi anche penalizzanti per l'Ente stesso».
«La Regione risulta bloccata e la ricaduta è pesante in termini di gestione delle risorse e rapporti con la Comunità Europea», continua il segretario.
Viene così sottolineato «l'importante contributo» dei precari che nella attuale riorganizzazione «non sono presi affatto in considerazione».
«L'incertezza e la precarietà generale» toccherebbe, sempre secondo la Cgil, anche gli Enti strumentali e i loro addetti: «nulla si sa sul loro destino e su come i provvedimenti da adottare andranno ad incidere e condizionare l'organizzazione dell' Ente Regione in termini di competenze, di organizzazione amministrativa, del lavoro e del personale».
Difficoltà anche dopo il terremoto: «i dipendenti che hanno generosamente prestato la loro opera», spiega Ranieri, «oggi non si vedono riconosciuto il diritto al compenso dovuto; i dipendenti residenti nei comuni del cratere non hanno avuto da parte dell'amministrazione alcun segno di solidarietà e sostegno, al contrario per essi si è registrato un atteggiamento di indifferenza, come nel caso della proposta, accantonata dall'Assessore competente, di consentire loro di poter ricevere una anticipazione della liquidazione (o trattamento di fine servizio) da essi maturata».

01/04/2010 8.55