Carceri, Uil: «emergenza sovraffollamento e organici»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sovraffollamento e organici deficitari: questi i problemi dell'emergenza carceri anche in Abruzzo.

Dall' attento esame dei numeri emerge nettamente il quadro di sovraffollamento nelle strutture penitenziarie.
Al 28 febbraio, spiega Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari, «a fronte di una capienza massima pari a 1455 detenuti si registrava la presenza di 1897 ristretti».
In regione, inoltre, rispetto agli organici previsti per il personale amministrativo mancano 31educatori, 38 assistenti sociali, 14 contabili, 7 tecnici e 12 collaboratori.
La polizia penitenziaria conta su 1597 unità a fronte delle 1604 previste.
«Ma questo dato – avverte il segretario generale – non tragga in inganno perché la situazione è ben peggiore da quella che risulta dai numeri. L'età media anagrafica del personale è molto alta; molte unità sono già in congedo straordinario per malattia a lungo corso; moltissime unità sono alle soglie della quiescenza e i carichi di lavoro sono pressochè raddoppiati …. mentre il personale continua a diminuire»
«Le condizioni disumane e incivili della detenzione si coniugano con la quotidiana contrizione dei diritti elementari per il personale penitenziario ed in particolare per la polizia penitenziaria», continua Sarno.
«Una situazione insostenibile, destinata a provocare pulsioni e tensioni all'interno delle carceri che potrebbero non essere adeguatamente fronteggiate e gestite dall' Amministrazione Penitenziaria con le ridotte risorse umane a disposizione».
Non è solo quindi un problema di allarme sociale ma anche, se non soprattutto, un problema di ordine pubblico che potrebbe avere dirette conseguenze sulla sicurezza dell'intera collettività. «Responsabilmente non ci sottraiamo, in tempo e per tempo, ad allertare i politici, la stampa e la società nella speranza che si inneschi quella consapevolezza della indifferibilità a procedere alla legiferazione sulle misure accompagnatorie del piano carceri annunciate dal Ministro Alfano», continua Sarno.
L'affidamento in prova, il ricorso alla detenzione domiciliare, la necessaria e urgente assunzione di circa 4mila unità di polizia penitenziari : queste sono le richieste che muove il sindacato «ma di cui non si sente parlare se non attraverso sporadici annunci. Lo stesso piano carceri sembra aver subito un rallentamento nella sua incerta definizione. Noi ne abbiamo perso le tracce».

26/03/10 10.50