Abruzzo Engineering, dipendenti in sciopero. «Ricciardi si dimetta»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Si è tenuta ieri la riunione sindacale presso la sede operativa di Abruzzo Engineering. Nulla però si è mosso per i 45 lavoratori di Castellammare e Nepi per cui si prospettano 13 settimane di cassa integrazione.

I dipendenti hanno indetto uno sciopero per oggi. La società per il momento ha rinviato a data da stabilire la riunione del cda per le decisioni da prendere.
Dalle 11 di questa mattina i lavoratori si sono radunati sotto la sede aquilana per poi dirigersi verso il palazzo della Regione.
La presidente della Provincia Stefania Pezzopane, intanto ha chiesto al presidente Chiodi una immediata convocazione dell'assemblea dei soci e del Consiglio di amministrazione di Abruzzo Engineering, e un incontro immediato con le Organizzazioni Sindacali.
«E' necessario un chiarimento – ha sottolineato la Pezzopane -, visto e considerato che alle rassicurazioni che ci erano state date in merito al piano industriale, non seguono risposte. Vogliamo informazioni chiare, considerato che proprio in questi giorni si vocifera di una nuova cassa integrazione. Siamo ormai ad un anno dal terremoto – ha aggiunto la Presidente – e ancora si tergiversa sul coinvolgimento di Abruzzo Engineering nella fase della ricostruzione».
Solo la Provincia, ha ricordato Pezzopane, «ha ottemperato al suo impegno investendo 300mila euro per far rimanere i lavoratori a L'Aquila, attraverso un protocollo d'intesa con il quale è stato affidato alla società l'istruttoria di decine di migliaia di pratiche sulla ricostruzione di immobili distrutti o danneggiati».
Si era parlato di un milione e mezzo di commesse da parte della Regione nonché di un coinvolgimento nelle opere di ricostruzione.
«Per questo – ha concluso la Pezzopane – chiedo al presidente della Regione Chiodi, socio di maggioranza e Commissario per la Ricostruzione, di convocare subito assemblea dei soci e Cda: è ora di passare dalle parole ai fatti».
23/03/10 11.26

CHIESTE LE DIMISSIONI DI RICCIARDI

Sono arrivati davanti alla sede aquilana di Abruzzo Engineering per protestare contro la difficile situazione lavorativa che si prospetta in questo momento delicato.
Con tutti i dipendenti ancora in attesa della mensilità di febbraio e un'azienda in crisi per la carenza di commesse.
Di qui la mobilitazione dei dipendenti che hanno chiesto a gran voce le dimissioni del direttore Vittorio Ricciardi.
C'é preoccupazione di fronte alla situazione dei 45 lavoratori delle sedi distaccate Selex (che detiene il 30% del capitale A.E.) di Castellammare (Napoli) e Nepi (Viterbo) per cui si prospettano 13 settimane di cassa integrazione.
«Siamo preoccupati - ha detto Antonio Terenzi, della Filcams-Cgil - di fronte a un'azienda sull'orlo della crisi in quanto le commesse scarseggiano e non abbiamo dalla Regione segnali di ripresa».
Preoccupazione condivisa anche da Armando Di Sabatino (Uil): «Il presidente della regione, Gianni Chiodi - ha spiegato - ci aveva assicurato che la sua nomina di commissario per la ricostruzione avrebbe garantito delle commesse ad Abruzzo Engineerinig, ma così non è stato almeno sino a questo momento».
23/03/10 14.44