Venturoni: «su Villa Pini sempre chiari e lineari»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sulla questione relativa all'ospedale di Sant'Omero, l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, chiarisce che «non ci si prepara affatto ad una svendita della struttura ad imprenditori privati». Villa Pini: «sempre chiari e lineari».


Al momento, per quanto riguarda l'ospedale di Sant'Omero ci sarebbe solo l'ipotesi di costituire una società mista pubblico-privata.
Proposta che lo stesso Venturoni ha già esposto al Ministero della Salute ed alla Agenas ed attorno alla quale si è registrato un certo consenso.
«Ma per ora resta solo un'ipotesi, nulla di più», assicura l'assessore che fa notare, tra l'altro, come «questo sistema misto già funzioni al meglio in diverse altre Regioni, alcune delle quali amministrate proprio dal centro sinistra come l'Emilia Romagna. Non si capisce perchè quando e', invece, il centrodestra a prospettare soluzioni del genere, viene accusato di favorire intessi privati. Oltretutto, nel caso di S.Omero, in una provincia dove il privato non è presente nel campo della sanità - aggiunge - l'eventuale partecipazione privata nella gestione della struttura resterebbe, in ogni caso, minoritaria. Ma al momento, non c'è ancora nulla di definito e, a tal proposito, si sta elaborando una bozza tecnico-progettuale su cui confrontarsi con gli amministratori del territorio per valutare insieme la fattibilita' dell'ipotesi. Prima di allora - rimarca l'assessore - ogni discorso appare prematuro».
Venturoni è poi tornato a parlare di Villa Pini e assicura che il comportamento è sempre stato «chiaro e lineare».
«Il sub commissario Rossini si è dimesso solo per motivi economici, legati al compenso che il Governo aveva connesso al suo impegno in Abruzzo, e non certo politici».
Sul conto della dottoressa Baraldi, invece, Venturoni è certo: «posso dire che sta operando con estrema scrupolosità nel fissare i tetti di spesa per i privati principalmente in base a due criteri: il fabbisogno reale di assistenza dei cittadini abruzzesi e l'appropriatezza delle prestazioni senza sconti per nessuno Venturoni - dal momento che la legge e' uguale per tutti».
Sul caso Villa Pini, poi, l'assessore alla Sanità definisce «chiaro e lineare l'atteggiamento tenuto finora dal governo regionale. La sinistra, in Consiglio regionale, aveva addirittura chiesto la revoca immediata dell'accreditamento. Invece, aver previsto la sospensione per tre mesi dell'accreditamento attraverso una nostra legge regionale che, addirittura nella Puglia di Vendola, stanno prendendo a modello per i casi di mancato pagamento dei dipendenti di strutture sanitarie convenzionate con privati, conferma la validità del nostro operato».
La logica dei tre mesi di sospensione, a giudizio dell'assessore, è quella di dare tempo alle Asl di trasferire i pazienti e di cercare di ricollocare i dipendenti.
«Tuttavia, sindacati e sinistra ci hanno chiesto subito dopo di revocare la sospensione dell'accreditamento - ricorda l'assessore - e, per ogni giorno che trascorreva, sembrava chissà quali interessi e quali misteri ci fossero dietro l'atteggiamento del Governo regionale. In realtà, dopo il fallimento della struttura e l'autorizzazione del giudice alla ripresa dell'attività, il Commissario ad acta Chiodi ha discusso con il Governo la possibilita' del riaccreditamento, seppur parziale, tenendo sempre presente fabbisogno e tetti di spesa».
In seguito a ciò, martedì prossimo ci sarà un incontro con il curatore fallimentare per discutere dell'argomento. In relazione, invece, a tutte le altre strutture non oggetto del fallimento, con il Governo è stato chiarito che in nessun modo le Asl possono pagare i dipendenti. «Pertanto - conclude Venturoni - abbiamo richiesto, d'accordo con i sindacati, un tavolo tecnico con i quattro Prefetti per valutare la possibilità del sequestro di queste strutture e permettere ai lavoratori che svolgono ancora l'attività e quindi non sono in cassa integrazione di essere pagati per il lavoro svolto».

22/03/2010 11.28