Emergenza rifiuti: ecco i dati

Alessandro Biancardi

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Emergenza rifiuti: ecco i dati
ABRUZZO. PrimaDaNoi.it presenta il rapporto dell’Arta stilato per l’anno 2005 sull’emergenza rifiuti in Abruzzo. L’emergenza è scritta tutta nei numeri mentre a fatica le amministrazioni cercano lentamente soluzioni e linee guida per affrontare il tema dei rifiuti che per ora segna una netta sconfitta della nostra regione.   IL NOSTRO SPECIALE SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA   L'ULTIMA RIUNIONE INTERLOCUTORIA ALLA REGIONE



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Quella che viene a galla è una situazione di emergenza, un territorio alla ricerca affannata di nuovi siti e un aumento della crescita della produzione di rifiuti urbani pari al 7,8% all'anno.
E' questo il vero dato preoccupante che spiega più di ogni altra parola quanta inerzia ci sia stata, in questa materia, nella nostra regione dal punto di vista della programmazione politica.
Si è navigato a vista da sempre aggirando e superando le emergenze con le soluzioni provvisorie.
Soltanto due anni fa l'assessore di cetrodestra Desiati aveva lanciato l'allarme «le discariche abruzzesi saranno piene entro il 2006». Eccoci. Dopo quell'allarme che pure doveva smuovere qualche aministratore è calato invece il silenzio. Fino alla frana della discarica La Torre di Teramo che adesso ha creato una vera e propria emergenza nella zona ma che con ogni probabilità espanderà i suoi effetti presto all'intera regione.
Secondo il rapporto dell'Arta nel 2005 le discariche in Abruzzo sono 45, (24 nella provincia dell'Aquila, 9 a Teramo, 5 a Pescara e 7 a Chieti).
Di queste nessuna risulta essere pericolosa, 37 raccolgono rifiuti non pericolosi e 8 inerti.
Ma la loro presenza non è sinonimo di funzionalità.
Delle 9 discariche in provincia di Teramo 5 sono quelle esaurite (Tortoreto, Mosciano Sant'Angelo, Teramo –al momento sotto sequestro- , Atri – sotto sequestro dal 10 gennaio- , Montorio al Vomano), 4 quelle in esercizio (Sant'Omero, Notaresco, Castellato, Cellino Attanasio). Inoltre si sta studiando un possibile ampliamento di 4 discariche.
Lontano sembra invece il raggiungimento degli obiettivi minimi stabiliti dalla legge in merito alla raccolta differenziata.
Il decreto Ronchi del 2003 fissa al 35% la percentuale di raccolta.
Per l'Aquila, secondo i dati dall'Arta, si è arrivati al 9,7% a Teramo al 21,2%, Pescara raggiunge l'11%, Chieti 17,8%.
In totale l'Abruzzo non raggiunge nemmeno il 15%. Un risultato ancora molto al di sotto delle aspettative e che, se dovesse migliorare, potrebbe anche risolvere parzialmente lo smaltimento dei rifiuti.
La provincia che sembra produrre più rifiuti è proprio la provincia di Teramo, che vive al momento lo stato di emergenza più acuto.
Nel 2004 il territorio teramano ha raccolto 574,61 kg di Rsu pro capite. Al secondo posto si posiziona Pescara con 518,87 kg pro capite, segue L'Aquila con 510,03. L'ultima Chieti che ha prodotto mediamente 499,19 kg di rifiuti solidi urbani per persona.
Secondo un'altra tabella dell'Arta appare evidente come la produzione di immondizia stia crescendo anno dopo anno. Se nel 2002 erano 611.549 le tonnellate di rifiuti prodotti in Abruzzo nel 2004 sono arrivate a 681.024 con un incremento di crescita annuo medio del 7.81%.
Conservando questo trend la volumetria attuale disponibile in discarica sarà sufficiente, secondo gli ultimi dati dell'Arta, a livello regionale fino al 31 dicembre 2007.

09/03/2006 9.59