Sanità, politica e affari: a che business giochiamo?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sanità che brutta storia. Il passato è alle spalle ma il presente non sembra promettere nulla di meglio. Dalla vicenda Villa Pini emergono numerose incongruenze e domande che ancora non hanno una risposta ma che non sembrano andare nella direzione di una politica che fa gli interessi della collettività.
Così ieri, dopo settimane di stop, la Regione ha restituito gli accreditamenti alla società Villa Pini srl, l'unica ad essere fallita e ad essere passata di mano.
Visto che a gran voce da oltre un mese praticamente tutti chiedevano proprio questo, come mai Chiodi ed i suoi hanno atteso tanto?
La partita non ha brillato di certo sotto l'aspetto della strategia politica, non si brilla mai quando si ingaggia un braccio di ferro e poi si cede.
Tant'è che il curatore ha proposto un ricorso al Tar che potrebbe vedere soccombente la Regione almeno per le spese (che ovviamente paghiamo noi) poiché quel ricorso potrebbe essere giudicato non più attuale.
E c'è dell'altro: le solite voci che si rincorrono corroborate dalla politica delle dichiarazioni utili per racimolare qualche voto in campagna elettorale.
I conflitti di interessi spuntano come funghi tra le fila del Pdl senza più né scandalizzare né produrre sussulti.
Il capogruppo Pd Camillo D'Alessandro, carte alla mano, prova a fare luce sulla nuova cordata locale nata per acquisire Villa Pini.
Si tratta della Ddp spa che ufficialmente fa capo a Paolo Primavera, presidente della società, titolare della Co.Ge.Pri Srl e attuale presidente della Sezione Ance Chieti, insieme a Nicola D'Ippolito, titolare della Cosmetal Srl e attuale presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Chieti, Serena Columbo, medico specialista in medicina fisica e riabilitazione, direttore sanitario e socio della Fisioter sas, dirigente medico presso Montecatone Rehabilitation Institute, Pierpaolo De Nicola, medico specialista in chirurgia generale, titolare della Casa di cura Stella Maris e socio della Casa di cura Villa Anna di San Benedetto, Andrea Di Prinzio, aziendalista e componente CdA di case di cura extra regionali.
Proprio Di Prinzio però è commercialista di Pescara e collega di studio del presidente della Provincia Guerino Testa. Sempre Di Prinzio è stato nominato recentemente nel consiglio di amministrazione della Fira dal centrodestra.
Secondo le notizie fornite da Camillo D'Alessandro la «DDP spa si è costituita il 26 febbraio 2010. Il capitale sociale sottoscritto è di 120.000 euro, di cui 30.000 euro versati. Sede della società è via Venezia n.4 a Pescara. A quello stesso indirizzo c'è lo studio del presidente della provincia Testa e del suo collega Di Prinzio. La società ha per oggetto impianto e gestione di case di cura, cliniche, presidi sanitari, centri di diagnosi, case di riposo, rsa ecc…. Nel Consiglio di Amministrazione della DDP spa è stato nominato, tra gli altri, come detto, proprio Di Prinzio, che è anche componente del consiglio di amministrazione di Fira e di Fira servizi, società che hanno avuto a che fare con la sanità».
Tra i soci della DDP poi vi è una società che detiene il 98% del capitale sociale denominata Ricerca Clinica Medica Mondiale Gen Menichel srl, con sede, anch'essa, in via Venezia n. 4 a Pescara. Anche questa società si è costituita recentemente, il 22 febbraio.
Di Prinzio figura essere amministratore delegato di un'altra società che opera nel campo della sanità, la Casa di cura privata Stella Maris srl, con sede a San Benedetto del Tronto.
Tra i soci di Stella Maris figura una società, denominata Società di Medicina e Chirurgia srl (non è una novità), nella quale amministratore unico è il presidente della provincia di Pescara Testa e per la sede societaria si torna a via Venezia 4 a Pescara.



«Tutto ciò – chiarisce D'Alessandro – è assolutamente lecito e corretto. Sia Testa che Di Prinzio sono due stimati professionisti, ci mancherebbe altro. Ma è chiaro che quando si svolge un ruolo pubblico, perché eletto come nel caso di Testa, o nominato ad una società della Regione da una parte politica, come Di Prinzio, è necessario svelare ruoli e funzioni: molto labile appare il confine tra interesse professionale ed interesse politico. Sul profilo della opportunità è sempre meglio distinguere i ruoli. Ora – insiste D'Alessandro - mi chiedo e chiedo a Chiodi quando parla di pressioni a chi si riferisce e di quale natura sono? Pressioni politiche ? In tal senso va interpretata l'interrogazione di Toto e la replica di Chiodi quando fa riferimento a lobby che stanno agendo per condizionare le scelte? Di quali scelte si tratta?»

DEBITI DELLA SANITA': CHIODI DOV'ERA?

Più volte il governatore Chiodi ha dichiarato che la situazione di estrema gravità della Sanità regionale è causata dall'enorme debito accumulato negli anni dal 2000 al 2007, che ammonta a circa 4 miliardi di euro, così accomunando in una responsabilità indistinta le precedenti Giunte regionali di centrodestra e centrosinistra.
C'è chi però come Alberto Di Croce dell'Idv di Teramo che dopo una ricerca ha potuto trovare qualche documento interessante che riguarda alcune consulenze proprio di Chiodi ai tempi del governatore Pace. Già in campagna elettorale (quella delle regionali) Era emersa a sorpresa una consulenza, fino ad allora segreta, di Chiodi alla Asl di Pescara quando era manager Angelo Cordone uomo di An.
E' un fatto che il grande debito sanitario si è iniziato a produrre proprio dal 2000.
La Giunta Pace, al governo negli anni dal 2000 al 2005, accumulò un debito sanitario di circa 3,5 miliardi di euro, Del Turco è riuscito ad aggiungere un altro mezzo miliardo per un totale di 4 miliardi di euro.
«Ma dov'era, Gianni Chiodi, quando il debito sanitario raggiungeva le stelle? Risulta indiscutibilmente che», dice Di Croce, «Chiodi, oltre a fare il sindaco di Teramo, fornisse i suoi servigi di consulente – ben remunerato – alla Giunta Pace, e proprio in materia sanitaria. Come mai, allora, in qualità di uomo di fiducia dell'ex Governatore Pace (peraltro, data la sua professione, esperto di questioni finanziarie) non ritenne di sollevare la minima obiezione? Come mai non sono pervenute obiezioni dall'attuale assessore alla Sanità, Venturoni, che all'epoca svolgeva anch'egli le funzioni di consulente della Giunta Pace, e sempre in campo sanitario? E dunque, come si può tacere senza reagire al fatto che Chiodi, nella sua rifatta verginità, voglia presentarsi come il “moralizzatore” e “risanatore” del folle debito pubblico accumulato dalla regione Abruzzo, avendo direttamente partecipato in qualità di consulente all'azione amministrativa posta in essere da una Giunta (Pace) artefice per l'80% dell'attuale debito?»

LA PRIVATIZZAZIONE DELL'OSPEDALE DI SANT'OMERO

Tra le vicende poco chiare poi si insinua quella della vendita dell'ospedale di Sant'Omero una vicenda che pure potrebbe nascondere sorprese amare.
«Come si può accettare, ancora senza reagire», aggiunge Di Croce, «che qualcuno annunci di voler salvaguardare il sacrosanto posto di lavoro dei dipendenti San Stefar, mentre è in atto, nella provincia di Teramo, il più grande progetto di privatizzazione sanitaria ad opera di Chiodi e Venturoni, che da Teramo e Sant'Omero si allargherà chissà dove?»
Anche su questo aspetto sono molte le voci che si inseguono e che parlano di interessi incrociati ma sempre privati.

18/03/2010 9.07

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