Marrucino, Febbo: «bufala del Pd». D'Alessandro: «assessore bugiardo si dimetta»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Nel bel mezzo della campagna elettorale di Chieti sono entrati nella diatriba politica anche i conti del Teatro Marrucino.
Una situazione complicata, già oggetto di indagini anche da parte della Procura, che da sempre chiede risposte.
Nei giorni scorsi i consiglieri del Pd Camillo D'Alessandro e il senatore Giovanni Legnini avevano annunciato un emendamento da presentare in consiglio regionale da un milione di euro che avrebbe dovuto salvare il teatro.
Ma oggi l'assessore Mauro Febbo parla di una «clamorosa marcia indietro» e spiega che «l'emendamento non è stato nemmeno presentato».
«La rivolta di ben 27 Associazioni culturali abruzzesi, che in virtù di quell'emendamento hanno avvertito il pericolo di ritrovarsi senza un soldo», sostiene Febbo, «ma soprattutto la mancanza di fondi certificata dal Servizio Bilancio della Regione hanno avuto la meglio sulla propaganda elettorale elargita a piene mani dal Pd e dal suo capogruppo, non nuovo a bufale del genere».
Chiusa questa parentesi, l'assessore conferma il suo «personale impegno» e quello del Governo Regionale a trovare una soluzione ai gravi problemi del teatro Marrucino.
«Una soluzione che», lo ha ribadito, «non può prescindere dalla costituzione di un organismo giuridicamente in grado di ricevere e gestire denaro pubblico, organismo che comprenda enti pubblici come la Regione, la Provincia, il Comune, l'Università ecc. ma anche privati interessati all'attività del teatro, come la Fondazione Carichieti che finanzia la stagione di Prosa, la Casa di cura Spatocco che finanzia la stagione del Teatro Dialettale e altri soggetti privati che dimostrano di avere a cuore le sorti del Marrucino»
Secondo l'assessore regionale «l'amministrazione Ricci ha annunciato per cinque anni consecutivi la costituzione di una Fondazione per il teatro Marrucino. L'auspicio è che la prossima amministrazione comunale proceda a tale adempimento in tempi brevi: solo così il Marrucino può sperare di avere un futuro degno della straordinaria fama che si è costruito nel corso di tanti anni di attività ad altissimo livello».



''I SOLDI CI SONO, FEBBO SI DIMETTA''

«Ma veramente Febbo ha dichiarato che non abbiamo presentato l'emendamento per il teatro Marrucino?», dice sconcertato D'Alessandro. «Bisogna scrivere a chiare lettere che Febbo è un bugiardo, dice il falso e, quindi, non è serio nei confronti dei cittadini ed ora mi vada a querelare vedremo chi ha ragione. L'emendamento è depositato regolarmente all'ufficio di presidenza. E'' doppiamente bugiardo perchè ha dichiarato che il nostro emendamento non aveva copertura finanziaria ed invece abbiamo il parere che dimostra il contrario. Febbo si occupi di coltivazioni».
«Quando si sono accorti che disponevo del parere di bilancio che confermava la disponibilità di 850.000 Euro per finanziare l'emendamento al Teatro Marrucino hanno ritirato il punto all'ordine del giorno rinviandolo al prossimo consiglio, cioè dopo le elezioni, quindi il nostro emendamento depositato e non ritirato non è stato neanche discusso», replica il consigliere D'Alessandro.
«Come dimostrano le carte», continua il consigliere, «i soldi ci sono ed ora mi aspetto che Febbo si dimetta immediatamente, ciò risolverebbe almeno tre problemi: quello dell'agricoltura, quello del Teatro Marrucino, quello dei lavoratori di Villa Pini per i quali Febbo dopo le campagne elettorali li ha completamente abbandonati»
«Febbo, tradendosi, sostiene che successivamente si potrà procedere ad una variazione di bilancio per il Teatro Marrucino», continua il capogruppo del Pd. «Se è così avremmo potuto benissimo fare una variazione, a marzo, proprio per le associazioni, giustamente preoccupate, che sono state affamate non certo da noi, ma dai camerati al governo. In Italia non sanno presentare le liste ed in Abruzzo non sanno dare risposte, con noi il problema del Teatro e delle altre associazioni sarebbe già risolto, come fatto in passato»
D'Alessandro spiega anche che l'emendamento presentato, «è stato ridotto da 1 milione ad 850.000 Euro proprio per evitare problemi ad alcuni capitoli di bilancio, mi sarei accontentato, ma hanno preferito la fuga degna della tradizione reale italiana,mentre tutto brucia loro fuggono».

«All'assessore all'Agricoltura Mauro Febbo», ha commentato il sindaco Francesco Ricci, «sulla vicenda del Marrucino vorrei dire solo una cosa: visto che i soldi ci sono? Visto che se c'è qualcuno capace i soldi si trovano? Ora non ci sono più scuse per la Regione: il centrodestra voti il provvedimento o si accolli la responsabilità della chiusura del Teatro Marrucino di Chieti.
Aspettiamo fiduciosi, infine, che l'assessore Mauro Febbo tenga fede alla sua promessa: aveva detto che si sarebbe dimesso se il provvedimento risultava coperto, ebbene la firma del ragioniere capo sul documento dimostra che i soldi ci sono….»

09/03/10 15.21