Turismo:i siti internet sono in vacanza da sempre e la politica va in fiera

Alessandro Biancardi

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Turismo:i siti internet sono in vacanza da sempre e la politica va in fiera
ABRUZZO. E’ finita da poche ore la Borsa Internazionale del Turismo che si è svolta al polo fieristico di Milano dal 18 al 21 febbraio. A tagliare il nastro dell’enorme stand abruzzese, ben 540 metri quadrati, è stato il Ministro del Turismo, Maria Vittoria Brambilla (Pdl).
«Ritrovato entusiasmo e riduzione dei costi» sono le due importanti novità che secondo l'amministrazione regionale caratterizzano la presenza dell'Abruzzo alla Bit 2010.
La spesa quest'anno infatti, secondo l'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, è stata «contenuta a 168 mila euro rispetto ai 440 mila del 2007 e del 2008».
Grande entusiasmo e solita pomposità per annunciare «nuove strategie», «investimenti», «rilancio per il settore turismo» e molto altro.
«Siamo convinti di trovarci di fronte ad un punto di svolta nell'attività di promozione del prodotto turistico Abruzzo», ha dichiarato l'assessore.
Ricco e variegato il programma della quattro giorni fieristica che hanno attirato molti, tra operatori e turisti, allo stand abruzzese affollati da sindaci, assessori, presidenti di Provincia, giornali locali e televisioni.
Tra le tante cose, è stata proposta la candidatura de L'Aquila a capitale europea della Cultura 2019. Il turismo in Abruzzo ha ricevuto il Bit Tourism Award 2010, un riconoscimento per la «capacità di rispondere in modo costruttivo, collaborativo ed efficiente all'evento sismico dell'aprile 2009».
Tutti uniti (Province, Comuni, enti territoriali), animati da buone intenzioni: «compattezza», «economicità», «unitarietà».
Eppure da anni ormai moltissime ricerche anche autorevoli confermano il ruolo primario nel settore del Turismo stimando anche oltre l'80% la percentuale che prima di organizzare un viaggio si rivolge al web. Persone che probabilmente non arriveranno in Abruzzo poiché il mondo dei bit racconta ancora una volta verità diverse dai proclami. Anche nel campo del Turismo sono molteplici i siti internet ufficiali della Regione e visti i corposi finanziamenti, in passato si è deciso di decentrare, moltiplicare, aggiungere, sottrarre. Nel presente si è deciso di lasciare le cose come stanno. E come stanno? Al grido di “concentriamo
l'offerta turistica in un solo portale”, si è preferito invece creare decine di scatole vuote ogni volta. Ad oggi non c'è un sito unico che sia in grado di guidare il turista alla scoperta dell'Abruzzo. Anzi, lo si accoglie in meandri di contenitori vuoti, non aggiornati e mal funzionanti. Le informazioni sono sparpagliate in decine di siti. Spesso irraggiungibili. Paradossalmente i portali pieni di informazioni e tradotti in più lingue sono quelli mal indicizzati e quindi praticamente introvabili. Il problema è che non essendo bene indicizzati le informazioni si sparpagliano e sono praticamente impossibili da raggiungere per un futuro turista che fa ricerche generiche. Eppure in Abruzzo l'informatica è una preziosa mucca da mungere ma senza badare ai risultati come comprare una Ferrari, nasconderla, non utilizzarla e continuare a chiedere finanziamenti per comprarne un'altra. Il portale vuoto del Centro Servizi Turismo Culturale costato 2,2mln di euro era solo un esempio eclatante di un sottobosco più fitto. Poi, ai siti turistici della Regione si aggiungono quelli di tutte le Province e anche di qualche Comune (come quello di Vasto che ha optato per il “fai da te”).

PAGHI TRE, PRENDI MEZZO

Cosa troverebbe un turista italiano o peggio straniero?
A contendersi il mercato del turismo sul web ci sono tre siti “doppione” della Regione, ognuno dei quali rimanda all'altro «sito ufficiale della Regione». Quale sarà quello giusto? Uno è quello dell'ente strumentale, Agenzia di Promozione turistica Regionale (Aptr), che ha una piattaforma ben sviluppata (da Cyborg Srl) (www.abruzzoturismo.it) di facile consultazione con tante informazioni aggiornate. Poi c'è il sito del
Servizio Sviluppo Turismo della Regione che dà l'impressione di un lavoro lasciato a metà: curato in alcune sezioni, molto meno in altre. Il turista spaesato verrebbe rimbalzato nella miriade di pagine non funzionanti. Il “calendario eventi” è
“aggiornato”- si fa per dire- al 2007
. Dove dormire? «Not found » (non trovato, ndr).
Impossibile avere un elenco delle strutture ricettive anche cliccando sul coloratissimo banner del Bed&Breakfast. Intinerari religiosi?«Not found». Nessun link rimanda al sito costruito a parte sul turismo religioso.
Bollettino della neve? «Not found». Le schede di prestazione dei musei sono tutte vuote. Eppure le informazione dettagliatissime sono contenute in un altro sito della Regione (non linkato) sulla Cultura.
Diciassette foto- seppur belle- hanno il difficile compito di attrarre turisti in Abruzzo. Ma nessun problema, anche qui, si lasciano le sezioni vuote e si apre un nuovo sito “Virtual Museum of Photography”.
Le sezioni sull'artigianato locale rimangono senza contenuti. Poi però in
qualche parte recondita del web si trova il sito regionale della “Mostra Mercato permanente dell'artigianato artistico abruzzese di qualità”.
Ogni argomento ha il suo sito a parte, pagato a parte, (come per esempio quello ben strutturato sull'Appennino abruzzese), mentre le sezioni di quelle piattaforme che dovrebbero essere “uniche” rimangono vuote.
Il terzo sito è quello, difficilmente rintracciabile, dell' e-gov turismo. Stesse sezioni, molti i contenuti e tradotti in più lingue. Realizzato con il contributo della Regione e dell'Unione Europea tramite l'Arit (agenzia regionale per l'informatica e telematica).
Tre siti che non fanno per uno. «Meglio così, ognuno ha la sua funzione» aveva detto Agostino Sciascia, presidente del Comitato regionale tecnico per l'informatica. Quanto ci è costato farli? E' economico mantenerli spogli e sparpagliati? La «compattezza» di cui parla oggi l'assessore Di Dalmazio è rispettata?



ALTRETTANTI SITI DELLE PROVINCE

Altri soldi, altri siti. Così anche le Province propongono itinerari, alberghi, cultura e folklore direttamente da siti fatti apposta. Pescara ha il proprio,
Teramo
anche, L'Aquila pure, mentre Chieti ha deciso di fare le cose in piccolo destinando una pagina del sito principale al turismo con il risultato che le informazioni sono molte meno e la grafica è inesistente.

«UN POTENZIALE DI 3 MILIARDI DI EURO»..ECCO COME STA IL SITO

Un sito - che faceva parte di un progetto più ampio-avrebbe dovuto essere la vetrina dell'Abruzzo per gli imprenditori stranieri intenzionati ad investire, ristrutturando vecchi immobili per creare nuove strutture ricettive. Peccato che le schede anche qui siano scarne o vuote. La sezione “Come è facile aprire un B&B?” è grottescamente vuota, anzi «in allestimento» dal 2004. I finanziamenti? Solo due e risalenti al 2008. I servizi in Abruzzo?Quasi nessuno. Il solito Abruzzo post-atomico in cui non succede nulla dal 2008 (data dell'ultima news). Invece ben quattro sono i premi ricevuti dal progetto ed inseriti scrupolosamente nel sito. Eppure, nel 2004, da questo portale e da tutto il progetto ci si aspettava una ricaduta positiva stimata dall'allora assessore al Turismo, Massimo Desiati «di 3 miliardi di euro». Nemmeno a dirlo, anche questo progetto di promozione del patrimonio storico-architettonico, nel marzo del 2004 sbarcò in una fiera oltre Manica: all' Homes Overseas Exhibition di Londra.
I progetti sono da fiera, ma i risultati? Poco importa, c'è già un altro premio vuoto da ritirare.
Propaganda di governo più che marketing turistico.
Manuela Rosa 22/02/2010 10.55