Ripascimento, i dubbi delle associazioni e le risposte dell'assessore

Alessandro Biancardi

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Ripascimento, i dubbi delle associazioni e le risposte dell'assessore
ABRUZZO. Non ci sono soluzioni definitive ma nel frattempo ci impegniamo in quelle temporanee. Il problema è che si spendono così milioni di euro per effetti che durano appena pochi mesi. Che fare?
E' il problema dell'erosione della costa, fenomeno naturale ma incentivato fortemente dalle opere di antropizzazione a mare (come i porti, ed in Abruzzo ce ne sono tanti) e c'è il problema del ripascimento per porre un freno al fenomeno. Ma il rimedio sembra creare problemi enormi alle casse pubbliche e dunque c'è chi contesta l'ostinazione nel perseverare a buttare a mare veri e propri tesori per risultati che scompaiono.
Le associazioni che fanno capo ad Emergenza Ambiente, dopo gli articoli di PrimadaNoi.it dei giorni scorsi ed i contributi di qualche studioso, ritornano all'attacco e porgono 4 domande all'assessore ai lavori pubblici della Regione, Angelo Di Paolo.
Abbiamo girato le domande all'assessore che ha risposto in maniera tecnica e burocratica. Ci siamo permessi una traduzione per i non tecnici ed i non burocrati.

1) Esiste un progetto regionale che identifichi e risolva o mitighi sostanzialmente le cause dell'erosione invece di contrastarne solo gli effetti per un tempo limitato?

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE: «Lo studio di fattibilità finanziato con i Fondi CIPE 106/95 del 30.06.1999 è denominato “ Studio di fattibilità per il Mezzogiorno - Gestione Integrata dell'area costiera - Piano Organico per il rischio delle arre vulnerabili -” . Lo studio è stato approvato dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 964 del 13/11/2002 ed è conseguente all'approccio metodologico nella programmazione degli interventi di difesa costiera applicato già a partire dal Life Ambiente- RICAMA,(Rationale for Integraded Coastal Area Management) finanziato dall'UE quale programma dimostrativo che ha portato il “seme” della Gestione Integrata della fascia Costiera, in termini concettuali e metodologici, su come operare e intervenire (1997-1999).
Nell'ambito degli stessi risultati evidenziati nel progetto Life-Ambiente Ricama si sono avute le prime espressioni in ambito Comunitario, nonostante le considerazioni presenti nel capitolo 17 dell'agenda 21 della Conferenza delle nazioni Unite di RIO de Janeiro del 1992), sulle zone costiere e che hanno portato nel giugno 2002 alla Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio Europeo (Rac/02/413/CE) e nel 2005 alla prima proposta di Direttiva sulla Strategia per l'Ambiente marino (Sec-(2005)1290). Lo studio di Fattibilità prevedeva per i soli lavori una spesa complessiva di circa 97.000.000 di euro alla data del 2002, per complessivi 7 milioni di mc di ripascimento e circa 2 milioni all'anno di mc per il mantenimento , per un periodo di 15 anni».

TRADUZIONE DI PDN: La procedura formale è perfetta, ci sono studi e metodologie ratificate da organismi importanti e sovranazionali, la Regione si è adeguata. Se queste autorevoli fonti certificano che così bisogna fare noi amministratori locali non possiamo porci alcun problema.

2) Negli ultimi 10 anni sono stati effettuati numerosi ripascimenti in Abruzzo. Quanti milioni di euro sono stati investiti in queste opere? Quali sono i risultati?

RISPOSTA DELL'ASSESSORE :«Nell'ultimo decennio la Regione ha posto in essere un ripascimento per circa 550.000 mc , pari a circa 6 milioni di euro, tramite finanziamenti CIPE 36/2002 e 17/2003, notevolmente inferiori alle previsioni dello Studio di Fattibilità di cui sopra. Sono stati effettuati ripascimenti a spot singoli per quantitativi minimi 3.000 -5.000 mc a cura di alcuni Comuni (Pescara, Montesilvano, Ortona, Pineto, Silvi)».

TRADUZIONE DI PDN: abbiamo speso anche meno di quanto era previsto ma ci sono anche altri interventi singoli ed isolati (“spot”) ad opera di vari comuni.

3) Sono stati prodotte e pubblicate relazioni scientifiche specifiche sull'argomento che dimostrino l'efficacia e la bontà di tali ripascimenti con studi a posteriori? Se sì quali?

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE: «Esistono moltissimi studi e relazioni scientifiche che analizzano le attività di ripascimento, sia per la loro efficacia in termini di difesa costiera sia come intervento da utilizzare in funzione di una sostenibilità ambientale complessiva. Si possono segnalare come esperienze italiane vari saggi pubblicati :
- “Studi Costieri –Dinamica e difesa dei litorali- gestione integrata della fascia costiera vol.10,11, 15 ecc. ) in cui sono riportate le esperienze in Toscana, Marche, Lazio, Sardegna ed altre regioni con una amplissima bibliografia ;
- La pubblicazione “Stato del litorale emiliano-romagnolo all'anno 2007 e piano decennale di gestione” in cui vengono valutati tutti i dati dei passati ripascimenti ( circa 8 milioni di mc ) e viene predisposto un piano decennale per la quasi totalità con attività di ripascimento. All'interno dello stesso viene richiamata un'ampia bibliografia di studi specifici inerenti le attività di ripascimento;
- Progetto Beachmed - Progetto europeo con varie regioni e nazioni partecipanti “ Gestione strategica della difesa dei litorali per lo sviluppo sostenibile delle zone costiere del Mediterraneo. Sito www.beachmed.it
- La difesa dei litorali italiani –Aminti- Pranzini – con saggi di moltissimi ricercatori di molte Università Italiane».

TRADUZIONE DI PDN: Esistono moltissimi studi che elenco (forse le associazioni volevano conoscere specifiche relazioni sulla bontà degli interventi effettuati in Abruzzo, ndr)

4) Che garanzia temporale si ha sul risultato dei prossimi ripascimenti? La ditta si assume la responsabilità della riuscita degli interventi ? La ditta si assume la responsabilità in caso di danni ambientali?

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE: «La durata temporale di qualsiasi intervento di ripascimento è strettamente correlata, oltre che alla quantità dei volumi di materiale posto a ripascimento, alle caratteristiche di evoluzione dei fenomeni di morfodinamica litoranea che oltre ad essere condizionati dalla presenza o meno di opere di difesa del tipo tradizionale (ad es. scogliere frangiflutti al largo e/o pennelli trasversali) possono comunque variare nel tempo in funzione delle effettive condizioni di esposizione climatica (in particolare moto ondoso e vento). In qualsiasi caso nella “vita di esercizio” di un intervento di ripascimento, a causa dei fenomeni naturali di trasposto solido, l'originario volume posto in opera è destinato ad essere “movimentato” dai naturali fenomeni di trasporto solido litoraneo disperdendosi nell'ambito litoraneo limitrofo a quello di intervento, contribuendo comunque positivamente al bilancio solido complessivo e compensando così in qualche misura il deficit ormai più che decennale degli apporti solidi terrigeni alle foci dei corsi d'acqua».

TRADUZIONE DI PDN: dipende da moltissimi fattori ambientali e specifici della microzona ma è normale che la sabbia che viene aggiunta viene poi trasportata e sparpagliata altrove.

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE CONTINUA: «Per quanto riguarda gli interventi di ripascimento in fase di attuazione da parte della Regione Abruzzo in condizioni di esposizione medio climatica ordinaria si devono distinguere i seguenti scenari di “esercizio”:
- per i siti ove non sono presenti opere di difesa rigide (ad esempio Pineto), si può considerare una quantità di “dispersione” del materiale posto a ripascimento sostanzialmente pari a quella che compete ai fenomeni naturali di trasporto solido litoraneo (a titolo di esempio nel caso di Pineto a fronte di una movimentazione dei sedimenti longitudinali mediamente pari a circa 20.000 m3/anno ed una dispersione verso mare mediamente pari almeno a 3,0 mc per metro lineare anno si può considerare una “vita utile degli interventi di ripascimento di prossima attuazione, su circa 2,0 km di litorale, compresa tra 3 e 7 anni ( la quantità di sabbia posta ferma l'erosione per il tempo considerato);
- per i siti ove sono presenti invece opere di difesa (ad esempio Martinsicuro) che assolvono alla duplice funzione di dissipare parte dell'energia associata al moto ondoso e confinare le correnti litoranee responsabili della deriva e dispersione dei sedimenti posti a ripascimento, si può considerare una quantità di sedimenti in “dispersione” del materiale posto a ripascimento più contenuto rispetto a quello “naturale” in assenza delle opere di difesa ed imputabile all'azione diretta del moto ondoso e delle correnti (a titolo di esempio per Martinsicuro, su circa 2,2 km di litorale, si può considerare una “vita utile” del ripascimento compresa pari almeno a 5-10 anni».

TRADUZIONE DI PDN: se ci sono le scogliere la sabbia si dissipa più lentamente ed il lavoro dura un po' di più. Dove non ci sono il lavoro di ripascimento dura meno.

«Non esiste ancora una “magica” soluzione per risolvere i problemi di erosione che sono ormai oggetto di problemi su scala mondiale», ha aggiunto Di Paolo, «non solo il mondo scientifico e imprenditoriale ma soprattutto quello politico da oltre 50 anni studia con grande fervore questo problema … l'opzione “zero” ha ovviamente delle controindicazioni di carattere socio-economico che ad oggi da nessuna amministrazione (nazionale e/o locale) e' stato realmente intrapreso e sopratutto portato a termine. L'unica risposta al problema peraltro sancita dalla Comunità Europea e' quella della “gestione integrata della fascia costiera” che ha portato a definire come scenario di interventi piu' sostenibile proprio quello dei ripascimenti eventualmente da combinare alla riqualificazione delle opere rigide esistenti».

17/02/2010 10.31

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