Incarichi dirigenziali scaduti, arriva la proroga. Il no dei sindacati

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Cgil Fp, Cisl Fp e Direr contro la scelta della giunta regionale di prorogare di un mese gli incarichi ai dirigenti regionali.

Una situazione che non è rara come può sembrare e che può ripetersi anche più volte, consentendo così a chi ha un contratto scaduto di rimanere al proprio posto.
I sindacati ribadiscono la loro posizione di «forte perplessità» ed esprimono preoccupazione «per il processo di riorganizzazione posto in atto dalla amministrazione regionale, per le modalità e i tempi di attuazione».
Il lavoro fin qui  svolto è già stato oggetto di critiche perché le sigle sindacali contestano «un disegno unitario, svolto in modo parziale, con tagli indiscriminati in alcuni casi, in altri con aggregazioni di competenze disomogenee e troppo spesso senza ancoraggio alla struttura esistente ed al quadro normativo di riferimento e  senza raccordo con gli obiettivi posti dalla giunta».
Oggi comincerebbero ad emergere i nodi: «più della metà degli incarichi dirigenziali è scaduta per svariate cause», spiegano i sindacati, « molti dirigenti di ruolo sono sottoposti allo stillicidio delle proroghe degli incarichi (se ne contano ben 5 dal mese di marzo dello scorso anno); non si capisce come si procederà per il conferimento dei nuovi incarichi non essendo ancora stati recepiti i principi della Legge 15 del 4/3/2009 (riforma Brunetta)»
Di contro, continuano i rappresentanti dei sindacati, «si è tentato, persino, di aumentare il numero dei dirigenti esterni. L'amministrazione regionale di fatto sta privilegiando il rapporto con i dirigenti esterni i cui incarichi peraltro inspiegabilmente non paiono toccati dalla riorganizzazione, accentuando di contro la precarizzazione dei dirigenti di ruolo vincitori di regolari concorsi pubblici».
Le sigle parlano inoltre di un processo di riorganizzazione «lacunoso» che sconta «la mancanza di un progetto organico in cui trovino spazio anche la riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale e il superamento del lavoro precario. Si persegue invece con una visione ristretta e burocratica nei confronti della organizzazione amministrativa che avrebbe bisogno di mettere in campo ben altro slancio e investimento, non solo economico». 
Le organizzazioni sindacali chiedono: «di porre fine  a questo momento di incertezza e di precarietà che seri danni potrebbe provocare al buon funzionamento della macchina regionale; di adeguare i criteri di conferimento attraverso una procedura selettiva e trasparente e di procedere celermente, di concerto con i sindacati, alla riorganizzazione e la revisione del numero degli Uffici e la previsione di specifici criteri per il conferimento degli stessi».
11/02/10 11.36