Associazione Ricostruzione Aquila:«decreto Abruzzo svuotato. Le nostre proposte»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ora il problema è ripartire. Accendere quella miccia dell’economia in una città che ha perso il tessuto connettivo.
I politici insistono sulla Zona Franca Urbana, ma la soluzione non convince l'associazione Ricostruzione Aquila (A.R.A.).
«Uno dei fondamentali problemi è rappresentato», sostiene l'Ara, «dall'impossibilità per la maggior dei titolari di attività produttive che costituivano il tessuto economico del cratere a riprendere o continuare, secondo gli ordinari parametri ante-sisma, l'esercizio dell'attività stessa». «E' sotto gli occhi di tutti- prosegue l'associazione- come siano mutate le condizioni: in tutto ciò, il mercato di riferimento si è ridotto sia sotto il profilo quantitativo che sotto quello del potere d'acquisto».
E' quindi il momento di fare il punto della situazione. L'associazione, formatasi a L'Aquila dopo l'evento disastroso del 6 aprile, «avverte la necessità di attivare idonei strumenti di sostegno finanziario e politiche di riduzione dei costi».
Due semplici vie: sostegno e detassazione.
Mentre per ora, secondo l'Ara, «l'unico sostegno attivato è quello della Cassa Integrazione Guadagni che, solo temporaneamente, ha evitato tensioni sociali e ridotto il calo dei consumi». Serve «un volano», e non solo un «narcotico dall'effetto placebo», secondo gli esponenti dell'Ara.
Per quanto riguarda i fondi erogati dalla Regione, Por-Fesr, l'Ara lamenta l'«estrema rigidità» dei meccanismi e «la eccessiva onerosità» per il richiedente: «si pensi alla necessità di garantire con polizze fideiussorie le richieste di anticipazioni o la necessità di ridurre la richiesta economica al fine di vedersi riconoscere un maggior punteggio in graduatoria».

ARA: «DECRETO ABRUZZO SVUOTATO»

Tutti i politici (da Lolli a Cialente, da Chiodi a Giorgio De Matteis), ricorda l'Ara, sono forti sostenitori della Zona Franca Urbana (ZFU).
A questi l'Ara rivolge l'invito ad una attenta riflessione: «è ancora “conveniente” per la nostra Città chiedere la Zona Franca Urbana?»
«La istituzione di ZFU, e quindi anche L'Aquila», ricorda l'associazione, «è regolata dalla legge nazionale cui fa integralmente rinvio il Decreto-Abruzzo (istitutiva delle Z.F.U. prevedeva ragguardevoli esenzioni sull'IRES , sull'IRAP e sull'ICI ed esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente)».
«Ora quella stessa legge,- continua- è stata emendata (più propriamente, svuotata) il 29 dicembre 2009 dal Decreto noto come Mille Proroghe, e non prevede più esoneri bensì contributi (erogati quindi dopo aver effettuato il preventivo esborso della tassa), non prevede più l'automaticità degli sgravi ma solo a richiesta (sui soliti moduli di domanda), ma soprattutto ha eliminato la gran parte delle agevolazioni: resta infatti la sola misura agevolativa sull'ICI sugli immobili destinati allo svolgimento dell'attività e lo sgravio sui contributi per il lavoro dipendente».

LE PROPOSTE DELL'ARA

Nella riflessione su questo punto nodale della ricostruzione dell'economia del cratere, l'associazione vuole essere «un interlocutore tecnico e non certo politico», proponendo una piattaforma di sette punti per un'ipotesi di detassazione, in alternativa alla Z.F.U..
Le proposte sono:
Imposte ste sui Redditi/IRAP si consiglia la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile, per gli anni 2009/2012, dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo;
Esonero, per gli anni 2010/2014, dal versamento dei contributi sulle retribuzioni al personale dipendente assunto per un periodo non inferiore a dodici mesi, nei limiti del massimale previsto dal Ministero del Lavoro e dei contributi dovuti alle gestioni previdenziali di categoria ed alle casse di previdenza;
Ai fini delle imposte indirette, applicazione delle imposte fisse di registro e ipo-catastali sugli atti traslativi della proprietà di beni immobili;
Congelamento delle esposizioni bancarie per due anni a decorrere dalla data del sisma, con la previsione di un rientro rateale negli anni successivi ad un tasso pari a quello legale;
Possibilità di ricorrere all'istituto della transazione fiscale sui debiti iscritti a ruolo prima del 6 aprile 2009;
Concessione di un credito d'imposta sull'acquisto di beni mobili ed immobili destinati all'esercizio delle attività produttive;
Concessione di un contributo a copertura dei danni subiti sulle scorte e sui beni strumentali adeguato alla gravità dell'evento, quindi in misura superiore all'”obolo” previsto dalle Opcm e dal bando regionale Por-Fesr.

m.r. 10/02/2010 12.47