Un progetto regionale per ridurre il rischio di errori nella sanità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. "Risk managemente" è il modello funzionale che si intende applicare per limitare al massimo il rischio di errore nella sanità che è un capitolo enorme della spesa regionale. Secondo l'assessorato con un più attento monitoraggio di competenze e strutture è possibile ridurre la spesa dei contenziosi.
Si è conclusa oggi a Pescara la seconda fase, quella formativa, del progetto regionale finalizzato a diffondere all' interno della Sanità abruzzese la cultura e le moderne tecniche di gestione del rischio clinico (Risk Management), aperto a sei medici per ogni Asl della regione.
Si tratta di un progetto all'avanguardia, elaborato e realizzato in collaborazione con la Società "Gutenberg sicurezza in sanità", l'Istituto Superiore di Sanità e l'Università Tor Vergata di Roma, con l'obiettivo di dare sicurezza ai pazienti e serenità agli operatori degli ospedali abruzzesi.
Tra le cause di aumento strutturale della spesa sanitaria, svolge un ruolo sempre più importante il frequente ricorso ad accertamenti diagnostici ed ad altre procedure assistenziali «a scopo puramente difensivo», finalizzati, cioè, a tutelare i medici e le strutture sanitarie nelle cause di responsabilità per errore.
Un capitolo di spesa destinato a crescere oltremisura nei prossimi anni se non si prendono tempestivi ed opportuni provvedimenti.
«E' ormai ampiamente riconosciuto che nell'ambito della pratica ospedaliera», tiene a rilevare l'assessore Bernardo Mazzocca, «l'errore è un problema sia di management che di strutture (tanto di uomini quanto di risorse). Nel 4% dei circa 250.000 ricoveri che ogni anno vengono eseguiti in Abruzzo, si verificano danni che potrebbero essere evitati. Questi "eventi avversi" aumentano il ricorso ai tribunali con conseguente incremento del costo delle polizze assicurative, destinate nel tempo a gravare sempre di più sui bilanci degli ospedali. Stimando che il costo medio di un ricovero è di circa 400 euro e che i pazienti coinvolti nell'errore sono costretti a rimanere ricoverati almeno 2 giorni in più, si arriva ad una maggiore spesa di circa 8 milioni di euro l'anno per la nostra regione a cui occorre aggiungere i maggiori costi delle polizze assicurative. Da questi dati emerge con chiarezza la necessità di adottare senza alcun indugio una politica di gestione del rischio che consente di intervenire a monte delle cause dell'errore in ambito sanitario».
Il risk management ha quindi il compito di individuare e adottare una serie di procedure (identificazione, valutazione e gestione del rischio) che consentono di affrontare alla radice la manifestazione dell'errore.
«La Regione Abruzzo, conclude Mazzocca, si è impegnata in questo campo realizzando un progetto rivolto allo studio ed alla diffusione del risk management nei propri ospedali. Obiettivo del progetto non è solo la riduzione dei costi (relativi alla "medicina difensiva" ed alle polizze assicurative), ma soprattutto quello di mettere in sicurezza gli ospedali dando più garanzie ai pazienti ed agli operatori».
06/03/2006 14.08