Scuola. Ecco come cambiano le superiori con la riforma Gelmini

Alessandro Biancardi

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ROMA. Una riforma "epocale" che «elimina la frammentazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni della scuola italiana. Per i licei si supera la legge Gentile del 1923, per i tecnici la riforma era attesa da 80 anni».

Così viene definita dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la riforma approvata stamattina in via definitiva dal Consiglio dei ministri che rivede l'organizzazione di licei, istituti tecnici e professionali. Come cambiano i licei: finora c'erano 396 indirizzi sperimentali e 51 progetti assistiti dal Miur.
Adesso ci saranno solo 6 licei: il classico, lo scientifico, il linguistico; l'artistico con 6 nuovi indirizzi (arti figurative, architettura e ambiente, audiovisivo e multimedia, design, grafia e scenografia); il liceo musicale e coreutico e quello delle scienze umane.
Per la Gelmini, «l'obiettivo è di coniugare tradizione e innovazione».
Come cambiano gli istituti tecnici: attualmente in Italia sono 1.800, suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 39.283, frequentate da 863.169 alunni.
Da ora in poi ci saranno 2 settori e 11 indirizzi: il settore economico con 2 indirizzi (amministrativo, finanza e marketing; e turismo); il settore tecnologico con 9 indirizzi (meccanica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazione; chimica, materiali e biotecnologie; sistema moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio).
Come cambiano gli istituti professionali: in Italia, in questo anno scolastico, studiano in 1.425 istituti professionali 547.826 alunni suddivisi in 25.445 classi. Attualmente sono 5 i settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi.
Da ora in poi, invece, ci saranno 2 settori e 6 indirizzi: il settore dei servizi con 4 indirizzi (servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; servizi socio-sanitari; servizi per l'enogastronomia e l'ospitalita' e servizi commerciali); settore industria e artigianato con 2 indirizzi (produzioni artigianali e industriali; servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica).
Nel caso degli istituti tecnici e professionali, il ministro Gelmini ha sottolineato che sono state incrementate le ore di studio della lingua inglese ed e' stata prevista la possibilita' di introdurre lo studio di altre lingue straniere; che e' previsto l'insegnamento di scienze integrate; che sara' rafforzato il rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni attraverso la piu' ampia diffusione di stage, tirocini e l'alternanza scuola-lavoro.
«Il governo punta molto sugli istituti tecnici e professionali - ha sottolineato il ministro - che finalmente non vengono piu' considerati scuola di serie B, ma anzi una risposta alla crisi economica e formera' le professionalita' richieste dal mondo del lavoro. Il rilancio della cultura tecnica e professionale e' la migliore risposta della scuola alla crisi».
Secondo il ministro, «iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentira' ai giovani maggiori opportunita' occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro».
Inoltre, nella riforma targata Gelmini, vengono ripensati i quadri orari.
Ma il ministro spiega che «cosi' come sostenuto dall'Ocse che afferma testualmente che 'e' statisticamente provato che una durata d'istruzione piu' lunga (tempo ore) non ha in generale un impatto benefico sui risultati di apprendimento' e' pertanto auspicabile una riduzione della durata dei singoli insegnamenti facendo tuttavia salve attivita' critiche quali matematica e materie scientifiche».
Vengono incrementati, prosegue il minsitro, gli orari della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione degli studenti. E' potenziato lo studio delle lingue, con la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni dei licei ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia. Una materia del quinto anno sara' insegnata in inglese.
Il Consiglio Nazionale dei presidenti delle Consulte studentesche, l'assemblea che riunisce i 107 presidenti che rappresentano gli studenti delle province italiane, ha bocciato con 56 voti contro 36 un documento che approvava le politiche ministeriali sulla scuola e il riordino delle superiori che ha avuto il si' definitivo dal Consiglio dei ministri questa mattina.
«E' un segnale chiaro quello che arriva dai rappresentanti degli studenti italiani - commenta Luca Santolamazza, presidente degli studenti di Roma - con larga maggioranza abbiamo respinto il documento che dava parere favorevole alle politiche governative sulla scuola. Gli studenti che fanno riferimento ai partiti di centro-destra, per non subire ulteriori sconfitte, hanno chiesto di rinviare l'approvazione del documento alternativo che critica duramente la riforma. E' ormai chiaro a tutti come la pensano gli studenti italiani: chiediamo a grande maggioranza piu' investimenti per le nostre scuole e non tagli indiscriminati».
04/02/2010 14.18