Tornano i ticket su riabilitazione disabili, il no della Cisl

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stata riproposta la delibera 78/09 del Commissario ad acta della Sanità, Gino Redigolo, che istituiva il ticket sulle prestazioni sanitarie riabilitative ai disabili gravi e medio gravi.
Nel provvedimento datato 9 dicembre 2009 (delibera 80/09), viene appunto ripresentato lo stesso contenuto della precedente delibera posticipando solo il termine di entrata in vigore che passa dal 1 dicembre 2009 al 1 gennaio 2010.
Nel documento si giustifica la sospensiva di 1 mese poiché, essendo la partecipazione alla spesa della riabilitazione oltre che degli utenti anche dei comuni di loro residenza, si rendeva necessario un confronto con i sindaci e l'assessorato alle politiche sociali per verificare la possibilità di compartecipazione al pagamento della prestazione.
Lucio De Matteis (Fnp Abruzzo), Vincenzo Traniello (Fp Abruzzo) e Maurizio Spina (Cisl Abruzzo) ribadiscono il dissenso per l'introduzione «di questa odiosa ed iniqua tassa che colpisce gravemente le categorie interessate, cioè disabili gravi che vivono in residenza o semiresidenza presso strutture autorizzate e che per status sono per lo più poco abbienti».
Nel merito del provvedimento, la Cisl rimarca che «la natura delle prestazioni in parola sono di tipo esclusivamente sanitario e quindi esenti da qualsivoglia ticket, diversamente da quelle di origine socio-sanitaria a cui la compartecipazione viceversa è richiesta».
«Basterebbe una lettura più approfondita del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 14 febbraio del 2001», spiega il sindacato, «per verificare la in-fondatezza del provvedimento emanato».
Per altro, le motivazioni che hanno indotto alla sospensione della delibera 78/09 sono per il sindacato «ancora del tutto attuali».
Infatti, spiega la Cisl, «non risultano concluse intese con sindaci dei comuni abruzzesi per valutare il loro coinvolgimento nel pagamento di una tassa che va dai 20 ai 98 euro giornalieri, in ragione della tipologia di trattamento riabilitativo a cui il disabile accede. Si tenga conto che tale tipo di utenza fruisce del servizio suddetto per 365 giorni l'anno; si provi a moltiplicare il dato giornaliero per quello annuale e si traggano le sconcertanti conseguenze».
Il sindacato chiede quindi al nuovo commissario ad acta, il presidente Chiodi, e all'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni di annullare le delibere in questione, «pensando, nel contempo, a nuovi spazi, ragionevolmente percorribili, per sostenere operazioni di razionalizzazione di spesa sanitaria volte a garantire parametri di efficienza sanitaria declinati entro il tetto di spesa che il Governo Nazionale assegna all'Abruzzo ogni anno».

29/01/2010 9.48

LE IRE DI IDV E PD

«No al ripristino dei Ticket sanitari, Chiodi mantenga le promesse fatte», chiedono i consiglieri del Pd D'Alessandro e Ruffini.
«Lo avevamo annunciato e scritto- ricorda il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro - i ticket non erano stati revocati ed il potere di farlo lo ha il commissario alla sanità, cioè Chiodi. Quando fu Redigolo ad introdurre i ticket. Subito la Giunta si nascose dietro il dito e tutti ad invocare giustamente la fine del commissariamento ed il passaggio dei poteri a Chiodi. Ora quale sarà l'ennesima giustificazione? Colpa del terremoto o della crisi internazionale?»
Sull'argomento interviene anche il Consigliere del PD Claudio Ruffini, delegato per il gruppo a seguire la materia sanitaria: «Ecco la riforma sanitaria del Presidente Commissario Chiodi – dice Ruffini - annunciata per il 2010. La riforma in cui le prestazioni vengono poste a carico dei cittadini abruzzesi oppure scaricate sul bilancio dei comuni, già penalizzati dai trasferimenti riguardanti le politiche sociali. Noi ci saremmo aspettati, - prosegue Ruffini - vista la sospensiva votata positivamente dalla V Comissione, che prima di arrivare ad un atto così incisivo, lo stesso avrebbe dovuto essere oggetto di profonda discussione nella sede deputata, alla presenza dello stesso Chiodi. D'altro canto, la Presidente di Commissione, compagna di partito del Presidente-Commissario, aveva manifestato la volontà di ridiscutere il provvedimento».
Critico anche Cesare D'Alessandro (Idv): «Chiodi spara sulla ‘Croce Rossa' e mette il fucile nelle mani dei suoi due sub-commissari alla Sanità, Baraldi e Rossini, facendo o volendo far credere agli abruzzesi che i ticket sulla riabilitazione sono stati decisi senza il suo assenso.
Gli abruzzesi già tirano fuori dalle loro tasche la somma di 130 milioni di euro, aggiuntivi rispetto alle tasse che già pagano insieme a tutti gli italiani, per ripianare i debiti della Sanità regionale, tra l'altro imputabili – è cosa ormai acclarata – alla gestione del centrodestra negli anni 2000-2005.
Ora Chiodi ha deciso di rastrellare altri soldi facendo pagare ai disabili psichici, fisici e sensoriali e alle loro famiglie una ‘taglia' che va da 98 a 26 euro per ricovero, se solo mettono un piede in ospedale anche per un minuto. E' una vergogna».

29/01/10 14.54

CHIODI: «TRATTAMENTI INTENSIVI A CARICO DEL SSN»

Il Commissario ad Acta, Gianni Chiodi, chiarisce che «i pazienti che necessitano di trattamenti di riabilitazione cosiddetta intensiva sono completamente esclusi da qualsiasi forma di spesa che rimane a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Pertanto, le prestazioni riabilitative ad alta intensità non sono assolutamente a carico del cittadino abruzzese».
Una norma nazionale del 2001, già adottata da tutte le Regioni, ha imposto anche all'Abruzzo di chiedere per le prestazioni riabilitative una compartecipazione che è rappresentata dal 30% della spesa direttamente a carico dei cittadini o del Comune di residenza nel caso di persone non abbienti. Nel novembre 2009, l'allora Commissario ad acta, Gino Redigolo, sotto la pressione dei Ministeri delle Finanze e della Salute, ha adottato la delibera 78, provvedimento con il quale si è data attuazione alla normativa nazionale.

30/01/2010 9.41