Di Orio: «Berlusconi come Mussolini, Protezione civile come Garibaldi»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il rettore dell'Ateneo aquilano nella bufera per alcune esternazioni sull'intervento del governo a seguito del terremoto.
Di Orio, già in passato senatore dei Ds, ha partecipato all'assemblea regionale dell'Italia dei Valori, parlando della percezione dell'intervento statale dopo il sisma.
Non ha risparmiato critiche, azzardando anche un confronto tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e Benito Mussolini.
«Non dobbiamo avere nei confronti del governo un atteggiamento di sudditanza per quanto é stato fatto in Abruzzo», ha detto. Secondo Di Orio, occorre «scongiurare che il governo trasformi l'intervento in Abruzzo in propaganda» anche in vista delle imminenti elezioni amministrative che in primavera coinvolgeranno anche L'Aquila.
«Pensare che un'istituzione lavori per il popolo perché riceve un mandato - ha detto Di Orio, - è nella normalità, altrimenti scatta un atteggiamento di piaggeria che diventa atteggiamento da sudditi. Dobbiamo uscire dalla logica in cui bisogna sempre dire grazie. Noi italiani - ha proseguito - siamo intellettualmente commissariati, oggi non si può dire nulla della Protezione civile come una volta non si poteva dire nulla di Garibaldi».
Commentando poi le immagini di Berlusconi che nei giorni scorsi ha incontrato i bambini della scuola materna all'Aquila, il rettore le ha paragonate ai filmati dell'Istituto Luce che, riguardo a Mussolini, ha detto, «non proponevano scene peggiori di queste».
Subito è insorto il Pdl. Per Massimo Verrecchia, coordinatore provinciale del partito, quello del rettore è stato «un intervento più da politico militante di sinistra, abituato a non perdere tempo per criticare il governo qualora non avesse operato bene. Il fatto invece che il governo Berlusconi è il governo dei fatti, tutti ampiamente dimostrati e dimostrabili», ha aggiunto Verracchia, «ha indotto il rettore a partecipare ad un'assemblea regionale di partito ed essere poco “magnifico” nel suo discorso».
Per il coordinatore provinciale, inoltre, Di Orio, «poteva evitare paragoni simili a quelli fatti in merito ai bambini della scuola. Peccato che quel giorno il rettore non si trovasse a quell'appuntamento, avrebbe da quegli stessi bambini appreso qualcosa».

IDV: «CRITICHE FUORI LUOGO MA LEGITTIME»

«Il lavoro positivo e determinato del rettore è talmente evidente – basterebbe solo il dato dei 20.000 iscritti - che alcuni in modo maldestro non potendo criticare il suo operato cercano di screditare l'uomo e di impedirgli di esprimere le sue opinioni», replica Lelio De Santis, responsabile enti locali dell'Italia dei Valori.
«Le sue opinioni possono anche non condividersi, ma è legittimo che le possa esprimere, come e quando vuole. A meno che qualcuno non pensi che in quest'Italia possa parlare solo Berlusconi e chi la pensa come lui…Per fortuna in questo Paese, che ogni tanto si abbandona al culto del capo, i cittadini sono capaci ancora di indignarsi e di esprimere le proprie idee».

25/01/2010 8.55

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