Revoca fondi Enopolio, «scelta condivisa con soci cantina»

Alessandro Biancardi

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PRATOLA PELIGNA. «In genere, sono abituato ad assumermi tutte le responsabilità». L'assessore Febbo è tornato così sul caso dei finanziamenti revocati dalla Giunta regionale all'Enopolio di Pratola Peligna.



Perchè è stata annullata quella delibera? «Perchè si sarebbe rivelata iniqua rispetto agli interessi dell'intero comparto vitivinicolo abruzzese - ha commentato l'assessore all'Agricoltura - forse il clima preelettorale rende più difficile comprendere a fondo la strategia della Regione, tra l'altro, condivisa in pieno dai maggiori soci della cantina sociale di Pratola Peligna e da tutte le organizzazioni professionali di categoria».
Febbo però chiede al vice presidente D'Amico di spiegare come mai l'ex direttore generale dell'Arssa e suo collega di partito, Donatantonio De Falcis, «per ben due anni abbia tenuto ferma sul suo tavolo la delibera di assegnazione dei fondi a beneficio dell'Enopolio».
Infatti, la delibera di finanziamento risale al 16 luglio 2007 eppure, fino allo scorso settembre, De Falcis ha tenuto l'incarico di direttore dell'ente regionale agricolo.
Secondo l'assessore Febbo «questa è la lampante dimostrazione che la delibera in questione, da noi revocata, non aveva copertura finanziaria. Insomma, le risorse c'erano solo sulla carta».
Febbo, invece, ha ribadito che «si è voluto operare nell'interesse dell'agricoltura della Valle Peligna poiché, evitando di destinare 600 mila euro alla ristrutturazione dell'Enopolio, si consente alla cantina sociale pratolana di acquistare un immobile ad un costo molto conveniente. Per di più, - ha aggiunto Febbo - in questo modo, verrebbe anche data alla cantina sociale peligna l'opportunità di accedere a finanziamenti a fondo perduto dell'Unione europea, già previsti dal Piano di sviluppo rurale, per almeno il 60% sia del costo dell'acquisto della struttura sia di quello di una eventuale ristrutturazione. Con questa operazione, - ha ribadito l'assessore - che, lo ripeto ancora, scaturisce da una strategia condivisa dai maggiori soci della cantina sociale e da tutte le organizzazioni professionali di categoria, - ha proseguito - la cantina sociale di Pratola potrebbe garantirsi una maggiore solidità finanziaria ed essere più competitiva nel mercato. Questa è, del resto, la strada che stiamo perseguendo, come Governo regionale, a vantaggio dell'intero sistema delle cantine sociali abruzzesi attraverso una politica di programmazione e di sostegno al settore - ha concluso l'assessore all'Agricoltura – tutto il resto mi sembra solo polemica sterile, frutto di una politica di bassa lega».

22/01/2010 15.02