Abruzzo Engineering: i timori di Cgil e Cisl per il futuro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Cgil e Cisl esprimono preoccupazione per il futuro della "Collabora Engineering Spa" e dei suoi 200 lavoratori.

La società che per statuto è partner tecnologico della Regione Abruzzo, grazie al protocollo d'intesa firmato il 19 settembre del 2006 dall'ex Governatore Ottaviano Del Turco, dal presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane e dal service management della Selex Gruppo Finmeccanica (che è nel capitale sociale della società per il 30%) Sabatino Stornelli, «sta attraversando un momento difficile, nonostante le promesse del presidente Chiodi», dicono i sindacati.
«Chiediamo - hanno detto questa mattina in conferenza stampa Antonio Terenzi della Cgil e Davide Frigelli della Fiscascat Cisl - alla regione e al presidente Chiodi di mantenere le promesse fatte nei mesi scorsi. Ora proprio con la nomina del Governatore a Commissario della Ricostruzione post terremoto a l'Aquila - auspichiamo l'arrivo di risposte concrete sul futuro di Abruzzo Engineering e dei suoi lavoratori che dopo la fine della cassa integrazione (dicembre 2009), lavorano quasi tutti negli stabilimenti di Nepi (Viterbo) e Castellammare di Stabia (Napoli) e solo in minima parte nelle sedi abruzzesi di Avezzano e l'Aquila (solo 50 unità sulle 200 totali)».
I sindacati chiedono la formulazione di un piano industriale serio per far tornare a far lavorare i lavoratori in Abruzzo, «non lasciando spazio a professionalità esterne alla nostra regione, anche perché questi contratti scadranno al 30 giugno del 2010».
I sindacati di fatto lamentano la mancata collocazione dei 200 lavoratori nell'ambito dei progetti di lavoro post-terremoto, nonostante per statuto Abruzzo Engineering abbia come oggetto esclusivo sociale la gestione di soluzioni per la verifica della vulnerabilità sismica, il monitoraggio e il controllo di siti sensibili e del circuito stradale e l'acquisizione di informazioni mirate al piano di protezione civile.

21/01/2010 16.01