Economia Abruzzo, Chiodi: «il 2012 sarà l'anno della svolta»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «Il 2010 sarà l'anno della riforma sanitaria. Il 2012 quello della ripresa economica: non sarà ancora una regione sana ma quantomeno governabile».


A scommettere su una svolta della crisi è stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, intervenuto stamane, all'Aquila, al Congresso della Uil Abruzzo.
«La riforma della sanità - ha spiegato meglio - è già definita in tutti i suoi aspetti. E' basata sul concetto generale di contenimento della spesa. Apparentemente potrebbe essere impopolare perchè va a ledere interessi particolari, ma è necessaria ed auspicabile. Chiamo quindi tutti al senso di responsabilità: non condividere i principi della riforma e poi contrastarne l'applicazione concreta». Per il presidente Chiodi, in questo cammino dalla recessione alla ripresa fondamentale sarà una Finanziaria 2011 «di estremo rigore».
«Vedete - ha chiarito Chiodi, dinanzi alla platea - l'Abruzzo sta attraversando il momento più difficile della sua storia. Dico questo non per accampare scuse o qualsivoglia giustificazione, quanto per confermare che realmente questa crisi, la più violenta dal 1929, sta creando ansia, preoccupazione, difficoltà a guardare con serenità al futuro».
«Il nostro deficit finanziario - ha proseguito - ha origini profonde. A causa della sanità, siamo stata la prima regione commissariata e, se a questo si aggiunge il terremoto, si comprende che dal 1970, anno della costituzione dell'Ente Regione, ad oggi, mai l'Abruzzo ha dovuto affrontare tante difficoltà e tutte insieme».
Deficit competitivo, pubblico regionale ed infrastrutturale, dualismo territoriale, divario fiscale e deficit politico-amministrativo gli ambiti di "sofferenza datata" che necessitano, sempre per Chiodi, di immediati ed adeguati interventi strutturali o quantomeno di diagnosi corrette.
«Per uscire da questo grande empasse - ha suggerito il presidente - è necessario recuperare la fiducia nella politica. In questo anno di governo, il 27 gennaio terrò una conferenza per rendicontare, abbiamo fatto ciò che si poteva sul fronte della programmazione: Fas, Fesr, Master Plan, Accordo integrativo. Ma per far crescere un territorio c'è bisogno di coraggio e pazienza. Molti amministratori, infatti, sono restii ad investimenti a medio e lungo termine. Se, ad esempio, avessimo affrontato il discorso dei collegamenti Pescara Roma venti anni fa, ora il problema sarebbe risolto. Invece. Si continua a preferire il finanziamento di opere che danno subito visibilità ma di indubbia utilità in prospettiva».
Chiodi ha, infine, ricordato che a fine 2007 il debito globale della Regione Abruzzo era di 4 miliardi di euro; passato a tre miliardi e mezzo a fine 2009, con un calo del 6,3 per cento in un solo anno. «Le risorse Fas, è vero - ha precisato ancora Chiodi - non sono subito disponibili, ma nei prossimi 3-5 anni la nostra regione potrà contare su risorse consistenti. Al momento abbiamo una disponibilità finanziaria di 1,9 miliardi euro, che non è affatto poca. Se poi riusciremo a liberare Master Plan e Accordo integrativo quadro, le risorse potrebbero essere maggiori che in passato». «Infine - ha concluso il presidente - c'è da tenere in considerazione il terremoto che potrebbe rivelarsi anche un'ottima occasione di rilancio economico. Sono stato da poco nominato Commissario per la ricostruzione e credo ci sia bisogno, per affrontare questa sfida, di condivisione di strategie ed ottimismo. E poi, non parliamo sempre male dell'Abruzzo e dei servizi che offre, ma valorizziamone gli aspetti positivi affinchè possa essere volano della ripresa tout court».

21/01/2010 9.23