Sul treno senza biglietto, «la multa applicata solo in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ormai è rimasto solo l’Abruzzo ad applicare una multa da 50 euro ai viaggiatori che salgono sui treni senza biglietto.


E' l'annuncio che fa Federconsumatori Abruzzo. «Entro il prossimo mese di marzo», spiega Tino Di Cicco, «anche la regione Marche si aggiungerà  alla quasi totalità delle regioni italiane che hanno eliminato questa immorale sanzione».
Per ragioni di bilancio Trenitalia ha chiuso quasi tutte le biglietterie; sostituendole con macchine per l'emissione automatica dei biglietti.
«Questo ci sembra accettabile», dichiara il rappresentante di Trenitalia.
«Quello che invece è inaccettabile è che il cittadino debba pagare una multa anche quando vuole acquistare il biglietto presso la macchina automatica, ma non può farlo perche la macchina è rotta».
In questi casi è veramente incomprensibile, secondo Federconsumatori, che Trenitalia metta a disposizione dei viaggiatori macchine rotte, e il cittadino debba essere costretto a pagare una sanzione.
All'inizio questa sanzione è stata applicata in tutte le regioni d'Italia; poi piano piano è stata eliminata quasi dappertutto.
Dal prossimo mese di marzo  la sanzione sarà cancellata anche per i viaggiatori in partenza dalle stazioni delle Marche.
E' rimasta però per quelli che partono dalle stazioni abruzzesi.
«Solo perché le nostre Istituzioni politiche non sono in grado di opporsi come si dovrebbe alle pretese di Trenitalia», sostiene Di Cicco.
«Eppure non sarebbe difficile ai responsabili che governano la nostra regione imitare quello che è stato fatto in quasi tutte le regioni italiane , e recentemente anche dalla regione Marche. Basterebbe copiare la legge, e anche i cittadini abruzzesi sarebbero sottratti al ricatto di Trenitalia.
In compenso Trenitalia sopprime i treni senza preavviso e anche senza ragioni previste dal Contratto di servizio, e le istituzioni regionali non sono in grado di applicare a Trenitalia le penali previste dallo stesso Contratto. Le istituzioni da noi elette per tutelarci», chiude Di Cicco, «lasciano perciò gli abruzzesi totalmente in balia delle prepotenze di  Trenitalia».
 
20/01/10 11.05