Inchiesta Gpl. Castiglione rinviato a giudizio per corruzione

Alessandro Biancardi

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Inchiesta Gpl. Castiglione rinviato a giudizio per corruzione
PESCARA. Ieri il vice presidente del Consiglio regionale e assessore regionale, Alfredo Castiglione, e' stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, per corruzione.

La tesi dell'accusa è semplice: buoni benzina in cambio di qualche «aggiustamento» ad un progetto di legge per la realizzazione della rete distributiva di carburanti ai tempi in discussione in Regione. Era il 2004.
Castiglione assessore al bilancio.
Filippo Guerra invece pm di Pescara indagava su un filone più ampio sulle accise.
Nove indagati e molto materiale sequestrato dalla Finanza nelle case di politici, imprenditori, titolari di impianti di distribuzione di benzina e Gpl, grossisti di prodotti petroliferi.
Castiglione non era l'unico politico incappato in questa storia.
Sotto inchiesta erano finiti anche i consiglieri regionali Domenico Di Carlo (allora Udc), Fernando Fabbiani (allora Comunisti), l'ex consigliere comunale di Montesilvano Corrado Carbani e gli imprenditori Paola Partenza, Ezio e Antonio Vanni, Franco Pistilli e Marilena Serafini.
Ieri, però, il gup ha rinviato a giudizio l'ex consigliere, Corrado Carbani, e due titolari di impianti di distribuzione Antonio Vanni e Paola Partenza, per concorso in corruzione. Ma Castiglione era stato l'unico, assistito dall'avvocato Dante Angiolelli, a tentare la via dell'immunità, come quella parlamentare. Strada sbarrata però da una sentenza della Corte suprema nel 2006.
Secondo l'accusa Castiglione avrebbe ricevuto da Vanni e Partenza 78 buoni benzina, in cambio di emendamenti, aggiustamenti e modifiche, in sede di commissione regionale, al progetto di legge sulle "norme di indirizzo programmatico regionale di realizzazione ed ammodernamento delle erte distributiva carburanti", soprattutto con riferimento alle distanze per i nuovi impianti di distribuzione e gli orari di apertura degli impianti, per favorire gli interessi e le esigenze dei privati imprenditori. Sempre secondo l'accusa l'ex consigliere comunale, Corrado Carbani, amico dell'imprenditore Vanni, avrebbe fatto da intermediario.
Il processo davanti al tribunale collegiale di Pescara prendera' il via il 23 marzo prossimo.

CASTIGLIONE: «IO CAPRO ESPIATORIO PER 500 EURO»

Castiglione ha preferito mandare l'avvocato ieri in aula. Ma oggi al telefono con PrimaDaNoi.it non rinuncia alle dichiarazioni e si dice «sicuro e tranquillo».
«Per la bella cifra di 500 euro, perché di 500 euro si tratta. Io sono senza parole», esordisce al telefono Castiglione senza girarci troppo intorno.
«Questo è uno stralcio di un'inchiesta sulle accise. Dalle intercettazioni hanno saputo che difendevo i piccoli distributori di carburante- spiega- come linea di partito e linea personale. Ma, io non stavo nella Commissione, e non so come facevo ad influire in aula se ero solo uno dei quaranta. Per di più ora la liberalizzazione è stata anche votata…».
«Mi avevano regalato questi buoni benzina per Natale e sono rimasti inutilizzati, se ci crede. Secondo lei un assessore può farsi corrompere per 500 euro? E' roba da galline. Non parliamo mica di 500 mila euro o 50 milioni di euro…».
Su cosa si baserà la sua difesa ora?
«Sull'elemento del “ridicolo”, perché su tante cose che riguardano l'urbanistica ed altri settori, si è andato a prendere questo dove non è stato commesso nulla».
Non cede alla teoria del complotto ma avanza qualche dubbio.
«Non posso crederci», continua Castiglione, «ma può essere che sia stata fatta anche una sorta di compensazione dei tanti processi che stanno venendo fuori in Regione (che vedono in primo piano il centrosinistra, ndr) prendendomi come capro espiatorio per 500 euro. Pensavo che venisse tutto archiviato perché di fronte a tutto quello che succede nella vita politica…. Ero e sono l'assessore che lavora più di tutti…».
In conclusione il vice presidente del Consiglio ci consiglia: «questa cosa qui fatela uscire come una cosa ridicola: “Rinviato a giudizio per…500”. Dovrebbe essere rinviato mezzo parlamento, anzi di più di mezzo…».
Castiglione, dalla voce abbastanza tranquilla, alla fine palesa una presunta quasi-certezza: «vedrà alla fine tutto finirà in una bolla di sapone»
«L'ipotesi criminosa si basa su dazione di buoni di modico valore, ritenere che un assessore sia corrotto sotto profilo di logica e ragionevolezza», ha commentato l'avvocato Angiolelli, «si afferma che l'assessore avrebbe fatto un uso distorto e mercanteggiato la funzione legislativa. Questo non è emerso. E' emerso l'interessamento di altri consiglieri regionali ma per Castiglione questo non c'è. Si è abbattuto il centrosinistra con le inchieste, non si fa sconto a nessuno, credo sia questo il criterio di opportunità che ha dettato questo rinvio a giudizio»
Manuela Rosa 15/01/2010 17.11

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