Scontro Di Martino- D'Orsogna, la rissa sfiorata continua sui blog

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Le questioni che ruotano intorno al petrolio scaldano sempre gli animi dei cittadini di Ortona. «NON C'È STATA ALCUNA RISSA»
Ma giovedì scorso si è quasi sfiorata la rissa quando nel corso di un convegno nella sala Eden sul pericolo Ombrina Mare, la piattaforma di estrazione petrolifera che a breve rischia di giungere al largo della città, è intervenuto l'assessore provinciale al Turismo e alla Cultura Remo Di Martino.
Dopo la proiezione di alcune slides che mostravano i risultati di una ricerca scientifica, illustrate da Maria Rita D'Orsogna (afona) e dal giornalista Hermes Pittelli, ha preso la parola l'assessore, inviato dallo stesso presidente Enrico Di Giuseppantonio, assente, in sua rappresentanza.
«E' incredibile che il presidente abbia invitato Di Martino», dicono oggi dai comitati ambientalisti, «perchè lui da amministratore del Comune di Ortona, negli anni è stato tra i più grandi difensori del progetto Eni di costruzione del Centro Oli. Di Martino ha dato vita ad un'arringa nervosa e offensiva, nei confronti di Maria Rita D'Orsogna e di tutti i presenti».
E così è scattato lo scontro soprattutto perchè Di Martino non ha rinunciato a difendere l'operato del consiglio comunale di Ortona che nei mesi scorsi ha votato la variante al Prg che avrebbe consentito la realizzazione del Centro Oli.
E' seguito uno scontro a distanza tra la D'Orsogna e l'assessore e la prima ha poi deciso di abbandonare la sala.

LA VERSIONE DI DI MARTINO

«Il popolo a lei seguace», racconta Di Martino nel suo blog, «in un attimo, ritenendomi responsabile dell'abbandono me ne ha dette tutti i colori (altro che Balottelli a Verona!), ma nonostante tutto volevo completare l'intervento che, tra interruzioni frizzi e lazzi, non era durato più cinque minuti, quando il moderatore mi ha chiesto di concludere».
«Non ci ho visto più e mi sono scatenato», ammette l'assessore, «Non solo non ha fatto niente per consentirmi di svolgere il mio intervento in maniera civile, il grande democratico editore di D'Abruzzo (Gaetano Basti, ndr), stava impedendo alla istituzione che rappresentavo, sia come presidenza della Provincia, che come assessore e consigliere comunale di parlare pochi minuti, dopo che altri avevano parlato sul medesimo argomento per oltre un'ora».
Di Martino sostiene che qualcuno gli abbia teso «una trappola» necessaria a qualcuno per «ricostruirsi una immagine nel campo ambientalistico, forse perchè troppo compromesso con il “potere” e della cosa mi sono convinto perchè sono passate ventiquattro ore dal fatto e nessuno mi ha chiesto ancora scusa, nè come istituzione nè come persona».

LA VERSIONE DELLA D'ORSOGNA

Anche la D'Orsogna, che per mesi ha fatto la spola Ortona- Los Angeles (dove vive e lavora) per portare avanti la battaglia della sua terra d'origine contro il Centro Oli, si è poi sfogata sul proprio blog.
«Sono tornata a casa», scrive la docente. «Mentre viaggiavo mi frullavano nella testa tante cose, un senso di rabbia, di schifo, di voglia di scappare da tutta quella disonestà morale nell'aria della sala Eden. Un senso di tenerezza per l'Abruzzo, la sua natura, la sua bellezza. Il dispiacere perchè passerò anche io e nulla sarà cambiato. Lo sgomento verso i nostri amministratori perchè non meritano, non capiscono, non sanno, e non amano nè la terra nè la gente».
«Ho la fortuna di poter tornare alla mia vita normale e di non dovere sporcarmi con compromessi, silenzi, paura», continua la D'Orsogna, «sono libera e questo mi fa sentire pulita. Non ho nulla a che spartire con la politica abruzzese, non ho da chiedere niente a nessuno, e sono libera di pensare, di dire in piena libertà e anche di piangere. Non ho paura».
La D'Orsogna si dice anche rammaricata perchè nessun amministratore pubblico ha parlato di «futuro».
«Nel suo complesso, la classe politica teatina è stata e resta al traino», continua la ricercatrice. «Di iniziative proprie non se ne sono contate e non se ne contano, e questo a partire da Gianni Chiodi fino al sindaco di Ortona. Se non era per noi cittadini stavamo già con le 14 canne fumarie al vento - e' questa l'unica verità».
Non manca una stoccata anche al grande assente della serata, il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio «a Gissi a sentire la presentazione dell'ennesimo libro sul politico abruzzese Remo Gaspari».
Poi la D'Orsogna spiega perchè ha deciso di abbandonare il palco: «lo sappiamo tutti che fino all'altro ieri Remo Di Martino è stato il più forte sostenitore delle estrazioni di petrolio ad Ortona. Non esiste nessuna altra verità. Tutto il resto sono chiacchiere anche se lui adesso vorrebbe riscrivere la storia». «Ho preso e me ne sono andata. Ho sbagliato a farmi prendere dall'impeto, lo so. Ma in quel momento ho sentito tutto quello che mi compone impormi di andare via. Non volevo sporcarmi. E' stato più forte di me. Restare li ed avallare con la mia presenza ciò che sarebbe stato detto e che io percepivo non essere sincero sarebbe stato poco dignitoso. Avrebbe mandato un segnale sbagliato alla gente. Io con Remo Di Martino non ho nulla a che spartire, e non voglio spartirci nemmeno un palcoscenico a cinque metri di distanza, nemmeno per un nanosecondo».

12/01/2010 9.18

«NON C'È STATA ALCUNA RISSA»

«Alla sala Eden non si è sfiorata alcuna rissa», commenta Hermes Pittelli, giornalista che ha prestato la voce ad una afona Maria Rira D'Orsogna nel corso del dibattito e contesta il titolo dell'articolo e la ricostruzione dei fatti parlando di «facile tentazione del sensazionalismo e del pettegolezzo».
«Alimentare una fatua polemica», continua Pittelli, «si trasforma in un'utile strategia per evitare di ragionare sul vero problema: la petrolizzazione d'Abruzzo che porterà solo degrado ambientale, sociale, civile, malattie e inquinamento».
«Alla sala Eden», continua il giornalista in una lunga nota, «è andato in onda solo l'ormai consueto teatrino della politica (una pietosa passerella, tra ammissioni d'ignoranza sull'argomento e tentavi di repentine conversioni all'ambientalismo), a danno della vita democratica e dei diritti dei Cittadini. Il tema della deriva petrolifera non interessa evidentemente al consiglio comunale di Ortona, capace di disertare in massa la serata».
«Non si è verificato alcuno ‘scontro'», continua Pittelli. «Né durante l'intervento dell'assessore Di Martino, né durante la momentanea assenza della Professoressa D'Orsogna. Non ci sono stati né “frizzi”, né “lazzi”. Nessuno ha impedito ai politici di ‘esibirsi' nelle loro stantie recite di difensori del popolo e del territorio»
«L'assessore Di Martino», continua il giornalista, «oggi si proclama oppositore del centro oli da tempi non sospetti. Oggi ha cambiato versione. Né risulta, a fronte delle proteste dei Cittadini, finalmente informati delle mire Eni sul territorio, non dai propri amministratori, ma dalla Professoressa D'Orsogna, che il Consiglio comunale locale abbia attuato iniziative di pressione in Regione per mutare lo stato delle cose».
13/01/10 14.41

L'INTERVENTO SUL BLOG DI DI MARTINO
 
L'INTERVENTO SUL BLOG DI D'ORSOGNA